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Disastro ferroviario in Spagna. Una decina di morti sulla linea Madrid–Andalusia

Un IRYO esce dai binari, invade la linea opposta e travolge un RENFE ALVIA. Fatti, responsabilità da chiarire e domande aperte sulla sicurezza.

Disastro ferroviario in Spagna. Una decina di morti sulla linea Madrid–Andalusia

Disastro ferroviario in Spagna. Una decina di morti sulla linea Madrid–Andalusia

Poco dopo le 19:40 di oggi, nella campagna olivicola attorno ad Adamuz, in provincia di Córdoba, la linea ferroviaria ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia si trasforma in uno scenario di emergenza. Un treno IRYO diretto a Madrid-Puerta de Atocha deraglia mentre affronta un tratto con scambi di linea. Alcuni vagoni escono dalla sede ferroviaria e invadono il binario adiacente proprio mentre sopraggiunge un RENFE ALVIA diretto a Huelva. L’impatto laterale è violento. Entrambi i convogli finiscono fuori dai binari.

Quando arrivano i primi soccorritori trovano vagoni inclinati, lamiere piegate, passeggeri feriti e altri intrappolati. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno dieci vittime e decine di feriti, con almeno 25 in condizioni gravi, secondo le prime comunicazioni ufficiali. A bordo del solo IRYO 6189, partito da Málaga-María Zambrano alle 18:40, viaggiavano circa 300 passeggeri.

La dinamica dell’incidente è in parte già chiarita. Lo conferma ADIF, Administrador de Infraestructuras Ferroviarias: il deragliamento avviene all’ingresso della via 1 di Adamuz, in corrispondenza di uno scambio. Il treno IRYO perde la guida, invade la linea contigua e viene centrato dall’ALVIA LD AV 2384 di RENFE, che procede regolarmente in senso opposto. Non si tratta quindi di uno scontro frontale, ma di una collisione laterale innescata da una perdita di stabilità del primo convoglio.

È buio. Questo dettaglio pesa. Le operazioni di soccorso richiedono torri faro, taglio delle lamiere, messa in sicurezza dei vagoni inclinati. Le ambulanze arrivano da tutta la provincia, insieme ai Vigili del Fuoco, alle unità sanitarie e agli psicologi dell’emergenza. ADIF attiva un numero dedicato per i familiari, IRYO apre un proprio canale di assistenza, mentre vengono allestiti punti di supporto a Madrid, Huelva e Córdoba. La circolazione sull’intero asse Madrid–Andalusia viene immediatamente sospesa.

Nel caos controllato dei soccorsi emergono le testimonianze dei passeggeri. Vetri infranti, valigie scagliate nei corridoi, vagoni che si inclinano in pochi secondi. Alcuni riescono a uscire dai finestrini, altri aiutano chi è rimasto incastrato tra sedili e paratie. Le immagini circolate sui social mostrano un’evacuazione disordinata, comprensibile in una situazione di panico, ma che evidenzia anche quanto sia sottile il confine tra un incidente gestibile e una tragedia di dimensioni ancora maggiori.

Sul fronte istituzionale, la parola d’ordine è prudenza. Il ministro dei Trasporti ÓSCAR PUENTE segue l’emergenza dal centro operativo di ADIF e RENFE alla stazione di ATOCHA, chiedendo di non diffondere numeri non verificati. Il presidente della JUNTA DE ANDALUCÍA, JUANMA MORENO, dispone l’invio di ulteriori risorse sanitarie e logistiche. Nelle prime ore le cifre oscillano, come spesso accade in eventi di questo tipo. Solo la GUARDIA CIVILconferma ufficialmente almeno cinque vittime. Altri numeri circolano, ma restano senza conferma definitiva.

Ora il nodo centrale è uno solo: perché. Un deragliamento su una linea ad alta velocità, in un punto attrezzato con sistemi di sicurezza avanzati, è un evento raro ma non impossibile. Gli inquirenti concentrano l’attenzione sugli scambi, sulla sovrastruttura ferroviaria, sullo stato dell’armamento e sui dati dei sistemi di controllo. Verranno analizzati i registratori di bordo, le comunicazioni tra terra e treno, il funzionamento dei sistemi ERTMS (European Rail Traffic Management System) e ASFA (Anuncio de Señales y Frenado Automático), oltre all’usura delle ruote e ai componenti meccanici coinvolti.

L’invasione del binario adiacente indica una perdita di guida che può avere molte cause: un guasto improvviso a uno scambio, un difetto strutturale, un’anomalia del materiale rotabile o una concatenazione di eventi minori che, a velocità elevate, diventano ingestibili. Nessuna ipotesi viene esclusa. L’autorità giudiziaria apre un fascicolo per accertare eventuali responsabilità tecniche o di sistema.

L’impatto sull’asse Madrid–Andalusia è immediato e pesante. Si tratta di una delle dorsali ferroviarie più trafficate della Spagna. Sabato sera centinaia di passeggeri restano bloccati nelle stazioni, mentre le sale operative cercano soluzioni alternative con treni di media percorrenza e autobus. La riapertura della linea dipenderà dalla rimozione dei convogli deragliati, dal ripristino dei binari e dalla certificazione di sicurezza del tratto.

Per IRYO, marchio ad alta velocità di ILSA (Intermodalidad de Levante S.A.), e per RENFE, l’emergenza è anche una prova di gestione della crisi. Assistenza ai passeggeri, comunicazione trasparente, rimborsi e riprotezioni diventano parte integrante della risposta. Secondo EL PAÍS, il numero complessivo dei feriti potrebbe aumentare nelle prossime ore, considerando la dinamica dell’urto e la densità di passeggeri in alcuni vagoni.

Questo incidente riapre inevitabilmente il tema della sicurezza ferroviaria. Dopo la tragedia di SANTIAGO DE COMPOSTELA del 2013, la Spagna ha rafforzato standard, procedure e controlli. I sistemi riducono il rischio, ma non lo eliminano. Gli scambi restano uno dei punti più delicati dell’infrastruttura. È lì che la tecnologia incontra la meccanica pura, ed è lì che anche un’anomalia minima può avere conseguenze gravi.

Le prossime 48–72 ore saranno decisive. Prima per chiudere la fase di soccorso e identificazione, poi per ricostruire con precisione cosa è accaduto in quei pochi secondi che hanno cambiato tutto. La credibilità del sistema passa da qui: chiarezza, dati verificabili, responsabilità accertate. Senza scorciatoie e senza rassicurazioni di facciata.

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