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18 Gennaio 2026 - 07:17
Rapina armata durante un evento Pokémon a Manhattan: tre uomini assaltano un negozio e fuggono con oltre 100 mila dollari
La scena si apre su un contrasto netto. Su un tavolo, pennarelli e brillantini servono a decorare custodie per carte collezionabili. Dietro la vetrina, tre uomini vestiti di nero si avvicinano con passo deciso. Uno impugna una pistola, gli altri due hanno in mano dei martelli. Sono le 18.45 di mercoledì 14 gennaio 2026 quando la serata organizzata da The Poké Court, negozio specializzato nel collezionismo Pokémon nel Meatpacking District di Manhattan, viene interrotta da una rapina armata. L’azione dura meno di tre minuti. Le teche vengono infrante, i presenti immobilizzati sotto minaccia, gli zaini riempiti in fretta. Poi la fuga verso West 13th Street. Nessun ferito, ma un impatto profondo su una comunità nata attorno a un hobby.
In negozio ci sono più di 40 persone tra collezionisti, famiglie e curiosi. L’evento è pensato come un incontro informale: si chiacchiera, si scambiano consigli, si personalizzano le “top loader”, le custodie rigide usate per proteggere le carte di valore. I filmati delle telecamere di sicurezza mostrano una dinamica semplice e violenta. Un rapinatore tiene sotto tiro i presenti, un altro distrugge la vetrina con i pezzi più pregiati, il terzo abbassa la serranda per impedire uscite improvvise. Quando tutto finisce, restano vetri a terra e il silenzio teso di chi realizza quanto fragile possa diventare uno spazio percepito come sicuro.

Il giorno successivo The Poké Court affida la propria posizione a un messaggio pubblicato su Instagram. Poche righe, tono sobrio, firma collettiva. «Amiamo i Pokémon, ma nessuna carta vale una vita». Il post chiarisce che tutti stanno bene e ringrazia chi ha aiutato durante e dopo l’assalto. È una presa di posizione netta che sposta l’attenzione dal valore economico alla sicurezza delle persone.
Secondo il New York Police Department (NYPD – Dipartimento di Polizia di New York), tre uomini mascherati hanno mostrato un’arma da fuoco e minacciato i presenti, portando via carte Pokémon, oggetti da esposizione, circa 1.000 dollari in contanti e almeno un telefono cellulare. Non risultano arresti. Il valore complessivo della refurtiva viene stimato in oltre 100 mila dollari, con alcune testate che parlano di circa 116 mila dollari. Le cifre restano provvisorie e potrebbero cambiare con l’inventario definitivo.
Tra i partecipanti alla serata c’è anche la content creator Alcremie Sundae, che poche ore dopo pubblica un video sui social. Racconta una serata nata come momento di condivisione e improvvisamente travolta dalla violenza. Il messaggio contribuisce a ricostruire i fatti e a chiarire che il bersaglio non è stato solo un negozio, ma un luogo di incontro. La fondatrice Courtney Chin conferma che staff e clienti sono fisicamente illesi e ribadisce l’intenzione di riaprire al più presto, mantenendo l’obiettivo originario: offrire uno spazio sicuro alla community.
L’episodio non è isolato. Negli ultimi anni il mercato delle carte collezionabili ha registrato una crescita rapida, attirando investimenti e attenzione criminale. Nel 2024, il brand Pokémon ha generato 12 miliardi di dollari in ricavi da licenze, un dato che aiuta a comprendere quanto valore possa concentrarsi in poche vetrine. All’inizio di gennaio, in California, sono stati segnalati furti simili con bottini stimati intorno ai 300 mila dollari. Carte facili da trasportare, alta rivendibilità e tracciabilità limitata rendono questi negozi obiettivi appetibili per colpi rapidi.
Le carte Pokémon di maggior valore rispondono a tre fattori principali: la rarità di alcune edizioni, lo stato di conservazione certificato da enti terzi e la liquidità di un mercato online globale. Le carte valutate e sigillate in “slabs”, custodie rigide con numero di certificazione, possono essere rivendute rapidamente attraverso piattaforme specializzate. Secondo diverse fonti, tra i pezzi sottratti a The Poké Court ci sarebbero carte iconiche come Pikachu, Charizard, Ho-Oh e Treecko, alcune risalenti alla stagione 1999 del Trading Card Game (TCG – Gioco di Carte Collezionabili). Una manciata di carte può rappresentare una parte consistente di una stima a sei cifre.
The Poké Court è un’attività giovane, aperta tra la fine del 2025 e il novembre 2025, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per acquisti, scambi ed eventi legati al TCG. La scelta del Meatpacking District offre visibilità e flussi costanti di passanti, ma espone anche a rischi. L’indirizzo, 412 West 13th Street, si trova lungo l’asse tra il Whitney Museum e la High Line, una zona dove molti esercizi investono in videosorveglianza. Le telecamere hanno documentato l’assalto, ma contro un’azione armata la funzione deterrente resta limitata.
Il giorno dopo la rapina, diversi negozi di carte a New York annunciano misure di sicurezza aggiuntive. A Brooklyn, il titolare della E and J Boutique, Erik Feuer, spiega di aver ordinato nuovi sistemi di accesso e videocamere potenziate. Investimenti contenuti, ma ritenuti necessari per ridurre la vulnerabilità durante eventi serali.
Le indagini del NYPD si concentrano sull’analisi delle immagini e sulla possibile tracciabilità delle carte rubate. Molti pezzi di valore erano stati mostrati sui social del negozio e sono riconoscibili grazie ai numeri di certificazione. Questo potrebbe rendere più difficile una rivendita immediata. Restano però discrepanze iniziali sul numero esatto dei rapinatori, tre o quattro a seconda delle fonti, una variabilità tipica delle prime ore di un’indagine.
Dietro la vetrina distrutta resta l’idea di un luogo che vive di relazioni. Le serate come quella del 14 gennaio mostrano un lato del collezionismo spesso trascurato: socialità tra generazioni diverse, attenzione alla cura degli oggetti, scambi regolati da fiducia. Non a caso il messaggio del negozio insiste sulla sicurezza e sull’accoglienza. Quando questa fiducia viene violata, la risposta passa da misure concrete e da una cooperazione più stretta tra commercianti, community e piattaforme online.
La notizia della rapina rimbalza rapidamente sui media internazionali, dall’Europa al Sud-Est asiatico. Il Trading Card Game Pokémon è un mercato globale e l’episodio di Manhattan diventa un segnale da non ignorare: dove il valore unitario è alto, il rischio cresce e richiede attenzione costante.
Tra le immagini diffuse, una resta impressa: un uomo vestito di nero, incappucciato, che punta un’arma verso una persona seduta con le mani alzate. È la rappresentazione più chiara della distanza tra gioco e minaccia. Da quella distanza nasce anche la frase che sintetizza l’intera vicenda: «Nessuna carta vale una vita». Un messaggio che va oltre la cronaca e che potrebbe restare più a lungo della notizia stessa.
Ora l’attenzione si sposta sui prossimi passi. È probabile un rafforzamento degli standard di sicurezza nei negozi specializzati e una maggiore collaborazione per condividere informazioni su carte rubate e numeri di certificazione. Sul fronte investigativo, l’incrocio tra video, tracciabilità social e monitoraggio dei canali di rivendita potrebbe offrire piste utili, ma i tempi restano incerti.
Una cosa appare chiara: la rapina non ha cancellato la volontà di ritrovarsi attorno a un tavolo e a un mazzo di carte. Ha reso più evidente la necessità di un’alleanza tra commercianti, collezionisti, giocatori e istituzioni per proteggere ciò che rende possibile questo mondo: la fiducia.
Fonti: New York Police Department (NYPD), The Poké Court, Instagram, Associated Press, New York Times, Washington Post, report licenze Pokémon 2024.
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