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17 Gennaio 2026 - 22:31
Valanga a Claviere
Una neve generosa, ma con un conto salato in termini di sicurezza. Dalla fine della settimana la montagna è tornata bianca e invitante, tuttavia il vento teso da est e la struttura del manto nevoso hanno creato uno scenario tipico da distacco facile dei lastroni: condizioni che impongono prudenza massima, soprattutto a chi pensa di allontanarsi dalle piste battute.
Da venerdì sono caduti 20–40 centimetri di neve sopra i 1500 metri. Tra domenica e la sera sono attesi ulteriori 25–40 centimetri, con punte localmente superiori. In quota l’innevamento è estremamente irregolare: creste spazzate dal vento, accumuli consistenti sui pendii sottovento, spesso difficili da riconoscere.
La nuova neve si è posata su un debole strato di neve vecchia. Questo “piano di scorrimento” favorisce la formazione di valanghe a lastroni, ovvero placche compatte che possono rompersi e propagarsi rapidamente. Con vento da est, gli esperti segnalano la possibilità di distacchi di medie dimensioni e, in casi isolati, anche grandi, specialmente in canaloni e conche d’alta quota dove la neve tende ad accumularsi.
Le situazioni più delicate si riscontrano sui versanti esposti a nord, nord-est ed est, in particolare sopra il limite del bosco. Qui gli strati fragili sono più diffusi e le placche da vento più facilmente innescabili. I siti tipicamente insidiosi sono: pendii ripidi sottovento; imbocchi e interno di canaloni; conche e convalle elevate; aree immediatamente sotto creste e dossi, dove si formano cornici e depositi.
Il manto è in condizione di risposta sensibile ai carichi deboli: una singola persona (sciatore o escursionista) può provocare il distacco; sono possibili distacchi a distanza, con rottura che si propaga oltre il punto di passaggio; - non si escludono valanghe spontanee nelle ore/zone più cariche.
Come sottolineato dal meteorologo Andrea Vuolo, allo stato attuale sono pericolose tutte le attività al di fuori delle piste battute e messe in sicurezza. Se avete in programma uscite: privilegiate comprensori e itinerari tracciati e controllati; evitate pendii ripidi con esposizione N–NE–E sopra il limite del bosco; mantenete distanze di sicurezza nel gruppo e scegliete linee a bassa pendenza; attrezzatura obbligatoria fuori pista: ARTVA, pala e sonda, con capacità d’uso reale; attenzione agli accumuli “subdoli” e alle zone di transizione sotto cresta e vicino a cambi di pendenza; - aggiornatevi spesso con i bollettini nivometeorologici locali e adattate i piani.
Con gli ulteriori 25–40 cm attesi tra domenica e la sera e il persistere del vento da est, gli accumuli sottovento tenderanno a crescere e consolidarsi lentamente. La stabilità complessiva del manto resterà precaria finché gli strati deboli alla base della neve fresca non avranno tempo e condizioni favorevoli per assestarsi. Fino ad allora, serve un approccio conservativo: scegliere mete sicure, leggere il terreno con rigore e dare priorità alla gestione del rischio, non alla traccia più estetica.

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