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Oltre le distanze, l’asse Roma-Tokyo: Meloni e Takaichi parlano la stessa lingua

Geopolitica, commercio e leadership femminile al centro di un incontro chiave

Un asse che va oltre i confini: Meloni e Takaichi riscrivono il rapporto Italia-Giappone

Un asse che va oltre i confini: Meloni e Takaichi riscrivono il rapporto Italia-Giappone

La sintonia emerge già dalle parole finali, pronunciate al termine di una giornata fitta di incontri e simboli: «Conta su di me per qualsiasi cosa, insieme ce la possiamo fare». È il segno più evidente dell’intesa costruita a Tokyo tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, protagoniste di un vertice che rafforza i rapporti tra Italia e Giappone e mette nero su bianco una convergenza ampia, che va dalla stabilità dell’Indopacifico agli investimenti, passando per la guerra in Ucraina, il Medio Oriente e l’allarme sulle barriere al commercio internazionale.

La dichiarazione congiunta utilizza il linguaggio misurato della diplomazia, ma lascia trasparire messaggi chiari, soprattutto sullo scenario asiatico. Meloni e Takaichi non citano mai direttamente la CinaTaiwan, ma affermano una «forte opposizione a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo status quo con la forza o mediante coercizione» nel quadro di un Indopacifico «libero e aperto» e fondato «sullo Stato di diritto». Un riferimento che attraversa l’intero documento e che ritorna anche nel sostegno a una pace «giusta e duratura» per Kiev, pur riconoscendo che l’obiettivo appare ancora lontano.

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Particolarmente netta è la posizione condivisa sul fronte economico. Le due leader esprimono una «grave preoccupazione» per «tutte le forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato». Un passaggio che potrebbe evocare anche i dazi annunciati da Donald Trump, ma che, spiegano entrambe le parti, va letto nel contesto del quadrante geopolitico asiatico, vero fulcro della missione della premier italiana, destinata a proseguire con una tappa a Seul prima del rientro in Italia.

Roma punta apertamente su Tokyo come partner strategico e la visita diventa anche un’esibizione pubblica di sintonia personale. Meloni si concede ai selfie, pubblicati poi sui social anche in versione anime, lo stile dei cartoni animati giapponesi, compie il mezzo inchino davanti alla bandiera nipponica durante il picchetto d’onore e dichiara senza giri di parole che «questo rapporto» le sembra «velocemente candidato a diventare una solida amicizia anche personale». Gesti molto apprezzati anche dall’opinione pubblica giapponese.

Dal canto suo, Takaichi, che non nasconde di ispirarsi a Margaret Thatcher, accoglie l’omologa italiana celebrandone il compleanno. Prima davanti alla stampa, poi durante il pranzo ufficiale al Kantei, la residenza del primo ministro, con torta, candeline e il coro di «tanti auguri» intonato dalla delegazione italiana, seguito da un brindisi accompagnato da un «salute». Il momento viene rilanciato sui canali ufficiali del governo giapponese e si chiude con la voce di Meloni, già in auto, che dice: «È già diventata la mia migliore amica».

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Tra i dossier affrontati c’è anche la cooperazione sulla difesa e il ruolo del programma Gcap, il progetto per il caccia di sesta generazione considerato strategico per la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica. Per l’Italia, nei primi cinque anni, i costi delle prime due fasi di sviluppo sono triplicati, passando da 6 a 18,6 miliardi di euro. Ampio spazio anche alle sinergie sugli investimenti, dalla space economy all’esplorazione dei fondali marini, settori su cui entrambi i governi intendono rafforzare la collaborazione.

Nel corso delle dichiarazioni congiunte, Meloni sottolinea anche il valore simbolico di un vertice al femminile: «Con Sanae condividiamo anche il fatto di essere le prime due donne a guidare i loro popoli, e questo chiaramente per noi rappresenta un grande onore ma rappresenta soprattutto una grande responsabilità». Una responsabilità che, spiega la premier, può essere onorata richiamando un concetto chiave della cultura giapponese: «Ganbaru. Non vuol dire solamente fare del proprio meglio, significa fare più del proprio meglio, cioè ambire a superare sempre i propri limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati». E conclude: «È l’approccio giusto per fare il bene dei nostri popoli, delle nostre nazioni, che sono grandi nazioni, eredi di grandi storie e che di grandi storie possono di nuovo essere protagonisti».

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La visita si arricchisce anche di momenti più leggeri ma simbolici, come l’incontro della premier con Tetsuo Hara, il celebre fumettista creatore di Ken il Guerriero, «che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo». E si chiude con un ultimo messaggio affidato ai social: «Due Nazioni lontane, ma sempre più vicine. Amicizia e sintonia».

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