AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
16 Gennaio 2026 - 10:53
Guardie Ecologiche Volontarie: senza di loro il territorio crollerebbe, migliaia di ore donate per difendere l’ambiente del Torinese
Ci sono numeri che, da soli, dicono poco. E poi ce ne sono altri che, se letti nel contesto giusto, raccontano una storia. Le oltre 26 mila ore di servizio donate alla collettività dalle Guardie Ecologiche Volontarie della Città metropolitana di Torino nel corso del 2025 appartengono a questa seconda categoria. Non sono solo cifre, ma tempo sottratto alla vita privata, alle famiglie, al lavoro, per presidiare boschi, sentieri, corsi d’acqua, aree protette e territori spesso lontani dai riflettori. Un lavoro silenzioso, continuo, che rappresenta uno degli argini più concreti contro il degrado ambientale.
Il bilancio dell’anno è stato presentato sabato 10 gennaio, durante l’assemblea annuale che si è tenuta in corso Inghilterra, un momento non solo formale ma anche simbolico, perché ha permesso di fare il punto su un’attività che raramente finisce sulle prime pagine, pur incidendo profondamente sulla qualità della vita dei cittadini. Alla presenza dei rappresentanti istituzionali della Città metropolitana, l’incontro ha tracciato le prospettive per il 2026 e ha celebrato chi da quarant’anni indossa la giubba verde, incarnando la memoria storica di un corpo che ha accompagnato le trasformazioni del territorio torinese.
Nel corso del 2025 le GEV sono state protagoniste di oltre 3.600 controlli, un’attività di vigilanza capillare che ha portato all’individuazione di centinaia di criticità ambientali. Non si tratta solo di sanzioni o segnalazioni, ma di un lavoro di osservazione costante, spesso svolto in aree marginali o difficilmente raggiungibili. In molti casi, sono proprio le Guardie Ecologiche a intercettare per prime situazioni di degrado, discariche abusive, alterazioni di corsi d’acqua o violazioni delle normative ambientali, fungendo da anello di congiunzione tra territorio e amministrazioni.
Questo presidio diffuso assume un valore ancora maggiore se si considera l’estensione dell’area metropolitana torinese, una delle più vaste d’Italia, dove le risorse pubbliche non sempre riescono a garantire una presenza continua. In questo contesto, il volontariato ambientale diventa una leva strategica, capace di rafforzare l’azione degli enti locali senza sostituirsi ad essi. Le segnalazioni inviate agli organi competenti non sono meri atti burocratici, ma strumenti che consentono interventi mirati e tempestivi, riducendo il rischio che piccoli problemi si trasformino in emergenze.
Accanto alla vigilanza, il 2025 ha confermato il ruolo centrale delle GEV anche sul piano educativo. Con quasi 500 interventi nelle scuole, le Guardie Ecologiche hanno incontrato oltre 6.600 studenti, portando nelle aule temi come la tutela dell’ambiente, il rispetto della biodiversità e la responsabilità individuale nei confronti del territorio. È un lavoro che guarda al lungo periodo, perché investire sulla consapevolezza dei più giovani significa costruire una cittadinanza più attenta e informata. In un’epoca in cui il cambiamento climatico e la crisi ecologica sono spesso percepiti come concetti astratti, il contatto diretto con chi opera sul campo restituisce concretezza e credibilità al messaggio.
Uno degli aspetti più delicati e meno conosciuti dell’attività delle GEV riguarda il monitoraggio della fauna selvatica, un ambito in cui il 2025 ha visto un impegno particolarmente significativo. Oltre 900 ore sono state dedicate ai rilievi nell’ambito di progetti scientifici di respiro internazionale, tra cui Life WolfAlps, iniziativa fondamentale per la gestione della presenza del lupo sulle Alpi. Un tema complesso, spesso oggetto di contrapposizioni ideologiche e tensioni sociali, soprattutto nelle aree montane.

Il contributo delle Guardie Ecologiche in questo campo è cruciale perché fornisce dati oggettivi, indispensabili per costruire politiche di convivenza tra fauna selvatica e attività umane. Il monitoraggio non è solo osservazione, ma raccolta sistematica di informazioni che permettono di comprendere movimenti, abitudini e dinamiche delle popolazioni di lupo, riducendo l’approccio emergenziale e favorendo soluzioni basate sulla conoscenza scientifica. In questo senso, le GEV diventano un ponte tra ricerca, istituzioni e comunità locali.
Non meno rilevante è il lavoro svolto sul piano manutentivo, con interventi diretti sulla sentieristica delle aree protette. Nel corso dell’anno sono stati effettuati decine di interventi per garantire la sicurezza e la fruibilità dei percorsi, prevenendo il degrado e valorizzando un patrimonio naturale che rappresenta anche una risorsa turistica. Manutenere un sentiero significa renderlo accessibile, ma anche proteggere l’ambiente circostante, evitando erosioni, abbandono e utilizzi impropri.
Il 2025 ha segnato anche un passaggio importante sul fronte dell’innovazione organizzativa. L’introduzione di nuove procedure informatiche ha consentito di digitalizzare gran parte delle attività, riducendo l’uso della carta e permettendo un monitoraggio in tempo reale degli interventi. Un cambiamento che ha reso il servizio più efficiente e trasparente, senza snaturarne l’anima. La tecnologia, in questo caso, non sostituisce l’occhio umano, ma lo supporta, rendendo più efficace un lavoro che resta profondamente legato al contatto diretto con il territorio.
Dall’assemblea è emersa con chiarezza la consapevolezza del doppio ruolo svolto dalle Guardie Ecologiche Volontarie. Da un lato, il supporto civico alle amministrazioni locali, che trovano nelle GEV un alleato prezioso per il controllo di aree vaste e complesse. Dall’altro, la funzione ambientale in senso stretto, indispensabile per la salute degli ecosistemi. Due binari che viaggiano insieme e che spiegano perché questo volontariato sia diventato una componente strutturale della protezione ambientale metropolitana.
Guardando al 2026, le prospettive sono impegnative. L’obiettivo è rafforzare l’organico, reclutando nuove volontarie e nuovi volontari, e proseguire nel percorso di modernizzazione avviato. Ma la sfida più importante resta quella di mantenere vivo lo spirito originario che anima le giubbe verdi: l’attenzione ai dettagli, la capacità di osservare, l’amore per il bosco e per i luoghi meno visibili. In un contesto segnato da cambiamenti climatici, pressione antropica e risorse limitate, il valore di questo presidio umano appare destinato a crescere.
Le Guardie Ecologiche Volontarie non chiedono visibilità né riconoscimenti eclatanti. Il loro contributo si misura nei sentieri percorribili, nei corsi d’acqua monitorati, nei dati raccolti, nei ragazzi incontrati nelle scuole. È una cura quotidiana del territorio, fatta di pazienza e costanza, che difficilmente trova spazio nel dibattito pubblico ma che rappresenta una delle risposte più concrete alle fragilità ambientali del nostro tempo. In un’epoca di grandi proclami sulla sostenibilità, sono queste azioni silenziose a fare la differenza, un passo alla volta, ora dopo ora, bosco dopo bosco.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.