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Nuovo Isee dal 2026: calcolo più favorevole per le famiglie. Tutto quello che devi sapere per non sbagliare

Dalla casa ai figli conviventi, l’Inps rivede le soglie e sospende le domande respinte per ricalcolarle automaticamente

Nuovo Isee dal 2026

Nuovo Isee dal 2026: calcolo più favorevole per le famiglie. Ecco tutto quello che devi sapere per non sbagliare

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Isee, destinata a incidere in modo significativo sull’accesso alle principali misure di sostegno sociale. A confermarlo è l’Inps, che in un messaggio ufficiale richiama le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026, definendo il nuovo indicatore “più favorevole per le famiglie con figli e per l’accesso alle principali misure di inclusione sociale”. Un cambiamento strutturale che punta a correggere alcune rigidità del sistema e ad avvicinare il welfare ai bisogni reali dei nuclei familiari, in un contesto economico segnato da inflazione, aumento del costo della vita e crescenti difficoltà per le famiglie numerose.

Il nuovo Isee si applica a una platea ampia di prestazioni fondamentali. Rientrano nel perimetro dell’aggiornamento l’assegno di inclusione, il supporto per la formazione e il lavoro, l’assegno unico e universale per i figli a carico, il bonus asilo nido, le forme di supporto domiciliare e il bonus nuovi nati. In sostanza, tutte le principali misure che negli ultimi anni hanno rappresentato l’ossatura delle politiche di contrasto alla povertà e di sostegno alla genitorialità vengono ora ricalibrate attraverso un indicatore più elastico.

A spiegare la filosofia dell’intervento è il presidente dell’Inps Gabriele Fava, che parla apertamente di una revisione orientata all’equità. «L’intervento sull’Isee si inserisce in una linea di azione chiara che mira a rendere il welfare sempre più aderente ai bisogni reali delle famiglie, rafforzando equità, inclusione e corretto accesso alle prestazioni», afferma. Fava sottolinea anche il lavoro svolto dall’Istituto sul piano operativo: «L’Inps ha attivato con tempestività le procedure necessarie per la determinazione del nuovo Isee, così da consentire ai cittadini di utilizzare senza ritardi uno strumento essenziale per l’accesso a numerose misure socio-assistenziali».

Uno dei punti centrali della riforma riguarda l’abitazione principale, da sempre uno degli elementi più delicati nel calcolo dell’indicatore. Il nuovo Isee prevede un innalzamento significativo della franchigia sul valore della casa di proprietà, che sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari. La soglia cresce ulteriormente, arrivando a 120.000 euro, per le famiglie residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane, dove il valore immobiliare medio è più elevato e spesso penalizzante nei calcoli precedenti.

A queste franchigie di base si aggiunge un ulteriore correttivo pensato per i nuclei con figli. Per ogni figlio convivente successivo al primo è previsto un incremento di 2.500 euro, che consente di alleggerire ulteriormente il peso della casa nel patrimonio complessivo. Una scelta che va nella direzione di riconoscere le maggiori spese e i carichi economici che gravano sulle famiglie numerose, spesso svantaggiate dai parametri tradizionali dell’Isee.

Non meno rilevante è il rafforzamento delle maggiorazioni della scala di equivalenza, lo strumento che tiene conto della composizione del nucleo familiare. Con il nuovo sistema, il numero dei figli incide in modo più favorevole sul calcolo finale dell’indicatore, rendendo l’Isee progressivamente più basso all’aumentare dei componenti. È un passaggio tecnico, ma dagli effetti concreti, perché amplia la platea di famiglie che possono rientrare nelle soglie previste per l’accesso ai benefici.

Dal punto di vista procedurale, l’Inps ha scelto di muoversi in anticipo rispetto all’aggiornamento formale del Regolamento Isee e dei modelli della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). In attesa degli adeguamenti normativi, l’Istituto ha già modificato le proprie procedure informatiche, rendendo possibile il calcolo del nuovo indicatore per tutte le Dsu presentate dal 1° gennaio 2026. Una scelta che punta a evitare vuoti applicativi e a garantire continuità nell’accesso alle prestazioni.

Particolarmente significativa è anche la gestione delle domande di prestazione che, sulla base dell’Isee ordinario 2026, avrebbero avuto esito negativo. In questi casi l’Inps ha disposto una sospensione temporanea delle istanze, che verranno riesaminate automaticamente utilizzando il nuovo Isee più favorevole. Il tutto senza richiedere alcun adempimento aggiuntivo ai cittadini. Una misura che riduce il rischio di esclusioni ingiustificate e alleggerisce il carico burocratico per le famiglie.

Resta confermata una delle novità già introdotte negli ultimi anni e particolarmente apprezzata dai contribuenti: per le Dsu precompilate, l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio postali fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Una misura che evita di penalizzare il risparmio considerato “sicuro” e tradizionalmente diffuso tra le famiglie italiane.

Diversa, invece, la situazione per chi presenta la Dsu in modalità autodichiarata. In questo caso l’esclusione dal patrimonio mobiliare deve essere effettuata direttamente dal dichiarante, con la conseguente necessità di prestare attenzione alla corretta compilazione dei dati. Un aspetto che continua a rendere centrale il ruolo dei Caf e dei professionisti nella fase di assistenza ai cittadini.

Per quanto riguarda l’assegno unico e universale, l’Inps ha previsto una fase di transizione per garantire continuità nei pagamenti. Gli importi relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025, evitando ritardi o interruzioni. Dal mese successivo, invece, entrerà pienamente in funzione il nuovo indicatore.

Nel complesso, la riforma dell’Isee rappresenta uno degli interventi più rilevanti sul fronte del welfare degli ultimi anni. Non introduce nuove prestazioni, ma modifica in profondità il modo in cui si accede a quelle esistenti, cercando di correggere distorsioni che penalizzavano famiglie con figli, residenti in aree urbane ad alto costo e nuclei numerosi. Resta ora da verificare, nei prossimi mesi, l’impatto concreto delle nuove regole sui beneficiari e sulla sostenibilità complessiva del sistema.

Di certo, il messaggio lanciato dall’Inps è chiaro: l’Isee non è più solo uno strumento di selezione, ma diventa sempre più un meccanismo di inclusione, pensato per accompagnare le trasformazioni sociali ed economiche del Paese.

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