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Dalla Regione

Il Piemonte dalla parte delle donne che lavorano

Testo a cura degli uffici regionali. Questa iniziativa, denominata “Piano A.L.Fa” (Accordo Lavoro Famiglia), contiene un pacchetto di misure pensate per tutte le classi d’età, dare attenzione alle fasce medie e semplificare le procedure

La Regione Piemonte scende in campo per affrontare una delle sfide decisive del nostro tempo: rimuovere gli ostacoli che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia.

Uno stanziamento di 17 milioni di euro provenienti risorse dal programma nazionale Giovani Donne e Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo Plus, consentirà di finanziare programmi di welfare aziendale delle imprese e voucher di conciliazione, con l’obiettivo di rendere compatibili lavoro, maternità, cura e crescita professionale.

Questa iniziativa, denominata “Piano A.L.Fa” (Accordo Lavoro Famiglia), contiene un pacchetto di misure pensate per tutte le classi d’età, dare attenzione alle fasce medie e semplificare le procedure.

«Con il Piano A.L.Fa la Regione compie una scelta politica chiara e coerente - ha affermato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Welfare aziendale, nel corso della conferenza stampa di presentazione nel Grattacielo Piemonte - Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel mercato del lavoro senza rinunciare alla famiglia. In sinergia con le politiche nazionali costruiamo un welfare che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita e che sostiene chi produce, educa e si prende cura. Mai come con la Giunta Cirio il sostegno alle famiglie e alle donne è stato così centrale e tangibile».

Secondo Chiorino «il welfare aziendale, vera politica attiva del lavoro, è oggi una leva strategica irrinunciabile: non solo per le istituzioni e le imprese, ma per i lavoratori stessi, sempre più attenti alla qualità del tempo, ai servizi di conciliazione, al benessere complessivo della propria vita. Per questo la Regione non lascia soli gli imprenditori nel vincere questa sfida. Al contrario, tende loro la mano e li affianca concretamente affinché possano progettare e offrire ai propri dipendenti misure capaci di migliorare davvero la qualità della vita, rendendo le imprese più attrattive, responsabili e competitive. È un’alleanza fondata su responsabilità reciproca: istituzioni, imprese e lavoratori dalla stessa parte».

I piani di welfare aziendale

Concertato con le parti sociali e con una dotazione economica di 8 milioni di euro, entro il mese di febbraio sarà emanato il primo bando destinato alle piccole e medie imprese piemontesi per l’attivazione di piani integrati di welfare per la vita e il lavoro.

A partire dall’analisi dei rispettivi fabbisogni due o più aziende, in associazione temporanea di impresa o di scopo e in partenariato con associazioni di categoria, enti bilaterali, società di mutuo soccorso e grandi imprese, potranno presentare domanda di contributo alla Regione scegliendo i servizi da attivare: lavoro agile, servizi per minori (rette scolastiche, pre e post scuola, attivazione di nidi aziendali, baby parking, baby-sitting), supporto a familiari fragili (assistenza domiciliare diurna o residenziale per anziani o persone non autosufficienti), mobilità sostenibile (convenzioni su car pooling, bike sharing, navette aziendali e scuolabus a prezzi agevolati), salute (polizze assicurative sanitarie integrative). Le proposte progettuali dovranno avere un valore minimo di 80mila euro e una durata di 24 mesi; a fronte di un cofinanziamento del 25%, le imprese potranno richiedere un contributo fino a 200mila euro.

I voucher conciliazione

Nella seconda parte dell’anno saranno attivati i voucher di conciliazione, finanziati con 8,5 milioni. Saranno rivolti alle donne con un reddito Isee fino a 40mila euro, sia occupate che disoccupate, e avranno un valore fino a 6mila euro complessivi per una durata di 12 mesi anche non consecutivi. Per favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro, le donne disoccupate potranno richiedere il voucher garantendo la partecipazione a percorsi di politica attiva.

Anche in questo caso molto ampia la gamma di servizi finanziabili, pensati per i diversi carichi di cura: rette di scuole, asili, nidi e micronidi, pre e post scuola, baby sitting, trasporto scolastico, mensa, attività socio-culturali e ricreative per i minori, centri estivi e invernali, assistenza individuale e servizi di cura, accompagnamento e supporto dedicati per persone con disabilità o non autosufficienti. 

La gestione dei voucher sarà affidata a un fornitore esterno, senza richieste di anticipo o obbligo di rendicontazione, rendendo semplice la fruizione dei vari servizi.

L'occupazione femminile in Piemonte

La Regione intensifica le misure a favore dell’occupazione femminile, anche - e soprattutto - considerando il buon posizionamento del Piemonte rispetto alla media italiana di donne occupate e disoccupate. 

A settembre 2025 il tasso di occupazione femminile si attestava al 63,6% a fronte di una media nazionale del 53%; positivo, rispetto alla media nazionale, anche il tasso di disoccupazione (5,9% rispetto al 6,4% in Italia).

La differenza tra tasso di disoccupazione maschile e femminile si attesta al 10,6 contro il 18 nazionale.

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