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Infortuni a scuola, l’allarme Inail: oltre 74mila denunce in 11 mesi

Otto i casi mortali tra gennaio e novembre, in calo rispetto al 2024

Infortuni a scuola

Infortuni a scuola, l’allarme Inail: oltre 74mila denunce in 11 mesi (foto di repertorio)

Gli infortuni a scuola non sono episodi marginali, ma una realtà che continua a crescere. Nei primi undici mesi del 2025, da gennaio a novembre, all’Inail sono arrivate 74.050 denunce di infortunio che hanno coinvolto studenti di ogni ordine e grado, con un aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando le segnalazioni erano state 70.206. Numeri che riportano al centro del dibattito il tema della sicurezza negli ambienti scolastici e durante le attività formative.

Il dato più drammatico riguarda i casi mortali. Tra gennaio e novembre 2025 sono state otto le denunce di infortunio con esito letale tra gli studenti, contro le 14 registrate nello stesso arco temporale del 2024. Un calo, ma che non cancella la gravità del fenomeno, soprattutto se si considera che parliamo di ragazzi spesso molto giovani.

Secondo gli open data Inail, gli infortuni che coinvolgono studenti rappresentano il 13,4% del totale delle denunce registrate nel 2025. Un’incidenza tutt’altro che trascurabile, che fotografa quanto il rischio non sia confinato solo al mondo del lavoro, ma tocchi anche la quotidianità scolastica.

Dal punto di vista di genere, il 58% degli infortuni riguarda studenti maschi, mentre il 42% interessa le studentesse. L’aumento rispetto al 2024 è sostanzialmente omogeneo: +5,3% per i maschi e +5,7% per le femmine. Ancora più significativo è il dato anagrafico: tre infortuni su quattro coinvolgono studenti under 15, mentre solo un quarto riguarda ragazzi dai 15 anni in su. Un elemento che evidenzia come il rischio sia presente già nelle fasce scolastiche più basse.

Un capitolo a parte riguarda i percorsi di formazione scuola-lavoro. In questo ambito, le denunce sono state 1.741, con una riduzione del 7,2% rispetto al 2024. Un dato in controtendenza rispetto all’andamento generale, che potrebbe indicare un maggiore controllo o una diversa organizzazione delle attività esterne, ma che resta comunque oggetto di attenzione.

Dal punto di vista territoriale, è la Lombardia a concentrare il maggior numero di denunce, con il 24% del totale nazionale e un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Seguono il Veneto con il 13% (+10,7%), l’Emilia-Romagna con il 12% (+5,7%) e il Piemonte, che pesa per il 10% del totale e registra una crescita del 9,6%. Quattro regioni che, da sole, raccolgono una quota molto rilevante degli infortuni scolastici denunciati.

La stragrande maggioranza dei casi, pari al 95%, riguarda studenti delle scuole statali, mentre solo il 5% interessa scuole non statali o private. Quanto alle circostanze, il 97% degli infortuni avviene durante le attività scolastiche, mentre solo il 3% si verifica nel tragitto casa-scuola, il cosiddetto infortunio in itinere.

Il quadro che emerge è quello di una scuola che, pur non essendo un luogo di lavoro in senso stretto, espone quotidianamente studenti e studentesse a rischi concreti. I numeri dell’Inail mostrano una crescita che non può essere liquidata come un semplice dato statistico, ma che chiama in causa organizzazione, vigilanza, strutture e prevenzione. Perché dietro ogni denuncia non c’è solo una percentuale, ma un ragazzo, una famiglia e un percorso scolastico che, in molti casi, viene bruscamente interrotto.

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