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12 Gennaio 2026 - 12:18
Gianpiero Novaretti aveva 69 anni
Una malattia rapidissima ha portato via Gianpiero Novaretti, uno degli uomini più presenti, riconoscibili e operosi della comunità, lasciando un vuoto profondo nel mondo associativo, nel volontariato e nella vita civile del paese. Aveva 69 anni ed è mancato il 30 dicembre scorso.
Fino a poche settimane prima Novaretti aveva continuato a partecipare alle iniziative delle tante realtà di cui faceva parte, confermando fino all’ultimo quella disponibilità concreta e discreta che aveva segnato tutta la sua vita. L’impegno gratuito verso gli altri era per lui una scelta quotidiana, non un’etichetta, come dimostrano i numerosi ruoli ricoperti nel corso degli anni e le “divise” indossate con naturalezza e senso del dovere.
Il legame più lungo e profondo è stato quello con il Gruppo Alpini di San Maurizio, a cui si era iscritto nel 1983, subito dopo il servizio militare. Per oltre trent’anni è stato una presenza costante accanto allo storico capogruppo Michele Stobbia, diventandone il principale collaboratore. Nel tempo aveva assunto gli incarichi di vicecapogruppo e segretario, ruoli che aveva svolto con affidabilità e precisione, contribuendo in modo determinante anche alla ricostruzione della storia del gruppo. Suo, infatti, era stato il lavoro di ricerca e scrittura dei testi del volume dedicato ai cento anni della sezione, realizzato attraverso un paziente recupero di documenti e fotografie storiche.
La sua presenza non si limitava agli incarichi formali. Era considerato una figura di equilibrio, capace di affrontare le difficoltà con calma e riflessione, diventando spesso un punto di riferimento nei momenti più complessi della vita associativa. Anche nel 2025 non aveva fatto mancare la sua partecipazione agli appuntamenti più importanti, come l’adunata nazionale degli Alpini di Biella, confermando una fedeltà che non si era mai affievolita.
Accanto all’impegno con le penne nere, dal 2003 Novaretti aveva fatto parte anche del Gruppo volontario di Protezione Civile di San Maurizio, fin dalla sua fondazione. All’interno del gruppo aveva ricoperto il ruolo di caposquadra ed era stato membro del direttivo, mettendo a disposizione competenze tecniche e spirito di servizio, in particolare nelle situazioni di emergenza legate alla linea ferroviaria, ambito che conosceva a fondo.
La sua formazione professionale era infatti quella di ingegnere elettrotecnico. Dopo la laurea aveva lavorato in GTT, arrivando a ricoprire l’incarico di direttore d’esercizio della linea Torino-Ceres, un’esperienza che non aveva mai considerato conclusa nemmeno dopo il pensionamento. Le sue competenze erano state messe a disposizione del Comune anche come membro della commissione trasporti, mentre negli ultimi anni aveva partecipato all’Osservatorio della Torino-Ceres ed era attivo nel gruppo storico GTT ferrovia, lavorando al progetto del museo diffuso del patrimonio ferroviario regionale.
La passione per i treni, coltivata per tutta la vita, si era tradotta anche in iniziative culturali. Pochi mesi fa aveva dato un contributo prezioso all’allestimento della mostra fotografica e di cimeli ferroviari dedicata alla Torino-Ceres, ospitata a Villa Remmert di Ciriè, curando contenuti e materiali con la consueta attenzione ai dettagli.
L'Osservatorio sulla Torino-Ceres dichiara: "Ci è arrivata con dispiacere la notizia della scomparsa di Gianpiero Novaretti, ex dirigente GTT, collezionista di cimeli ferroviari e appassionato cultore della Torino-Ceres. Durante le due mostre di Lanzo e Cirié il suo contributo, sia in termini di materiali imprestati sia, soprattutto, di aiuto e supporto materiale e umano, è stato per noi prezioso e lo ricorderemo sempre con affetto e gratitudine".
Dal 2011 Novaretti era inoltre presidente della Consulta delle Associazioni di San Maurizio, un incarico delicato e impegnativo che aveva assunto su richiesta dell’amministrazione comunale e con il consenso unanime dei sodalizi locali. Sotto la sua guida, la Consulta — che riunisce ben 44 associazioni — aveva trovato un equilibrio operativo fondato sulla programmazione condivisa, sull’ottimizzazione delle risorse e su una visione inclusiva del volontariato. La sua capacità organizzativa, unita a una naturale attitudine al dialogo, aveva reso più fluido il coordinamento tra realtà molto diverse tra loro.

Gianpiero Novaretti nel marzo scorso durante l'incontro in municipio con i neodiciottenni del paese, al tavolo delle istituzioni come presidente della consulta delle associazioni
Parallelamente aveva fatto parte del consiglio direttivo di San Maurizio in Europa, l’associazione che riunisce i Comuni europei accomunati dallo stesso nome, contribuendo anche in questo ambito a rafforzare i legami istituzionali e culturali.
Non meno importante era l’impegno religioso e comunitario. Novaretti faceva parte del coro parrocchiale e del gruppo che recita i rosari per i defunti, oltre a essere uno dei dodici capi famiglia della Società di San Maurizio, custode delle reliquie di San Maurizio Martire e organizzatrice della celebrazione del 15 gennaio. Era destinato a diventare il prossimo priore, segno della stima di cui godeva anche in questo ambito.
Sul piano civico e politico era attivo all’interno di Fonte Viva, l’associazione che guida il Comune, seguendo con attenzione e partecipazione la vita amministrativa del paese. Anche negli ultimi mesi, nonostante le difficoltà di salute, aveva continuato a mantenere un dialogo costante con gli amministratori, dimostrando fino all’ultimo senso di responsabilità e rispetto per i ruoli istituzionali.
Condoglianze sono arrivate anche dalla lista civica SiAmo San Maurizio: "Con profonda tristezza, a nome dell'associazione SiAmo San Maurizio, desidero esprimere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Gianpiero Novaretti. La sua perdita lascia un vuoto enorme nella nostra comunità e nei cuori di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Ci uniamo al dolore della famiglia in questo momento così difficile".
Venerdì 2 gennaio, una folla composta e silenziosa, accompagnata dai labari delle associazioni, ha voluto rendere l’ultimo saluto a un uomo che aveva fatto del servizio agli altri la propria cifra umana. Un grande abbraccio collettivo ha accompagnato Gianpiero Novaretti nel suo ultimo viaggio, restituendo l’immagine di una comunità consapevole di aver perso una presenza discreta ma fondamentale, di quelle che spesso si danno per scontate e di cui si misura davvero il valore solo quando vengono a mancare.
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