Cerca

Attualità

Ecco dove gli italiani fanno la spesa migliore: la classifica che promuove e boccia i supermercati

Dalla grande distribuzione ai discount fino alle insegne locali, oltre 22mila consumatori raccontano come e dove fanno la spesa nel 2025, tra convenienza, assortimento e rapporto umano

Ecco dove gli italiani fanno la spesa migliore

Ecco dove gli italiani fanno la spesa migliore: la classifica che promuove e boccia i supermercati

Fare la spesa resta uno dei gesti più regolari e meno delegati della quotidianità italiana. Nonostante la crescita dell’e-commerce in molti settori, quando si tratta di cibo gli italiani continuano a preferire il carrello fisico, il banco del fresco, il contatto diretto con i prodotti. È da questa abitudine radicata che nasce il valore della nuova classifica di Altroconsumo, che ha provato a rispondere a una domanda semplice solo in apparenza: quali sono i supermercati migliori secondo chi li frequenta davvero.

Per costruire la graduatoria, l’associazione dei consumatori ha raccolto nel corso del 2025 le valutazioni di oltre 22mila clienti, chiedendo loro di giudicare l’esperienza di acquisto nei punti vendita delle grandi catene nazionali, dei discount e delle insegne locali. Non una classifica basata su fatturati o metri quadrati, ma sulle sensazioni e sulle abitudini di chi entra ogni settimana in corsia. Prezzi, qualità dei prodotti, assortimento, comfort dei negozi, tempi di attesa alle casse, promozioni: ogni aspetto è stato messo sotto la lente.

Il risultato è una fotografia articolata, che racconta un’Italia della spesa divisa tra esigenze economiche sempre più pressanti e una ricerca di qualità che non è mai venuta meno. Una mappa che premia modelli diversi, ma coerenti, e che conferma come la fiducia dei consumatori si costruisca nel tempo, spesso lontano dalle grandi campagne pubblicitarie.

Nella classifica dei supermercati e ipermercati nazionali emerge un vincitore netto. NaturaSì conquista il primo posto con 79 punti su 100, il punteggio più alto in assoluto tra tutte le categorie analizzate. Un risultato che riflette un posizionamento preciso: qualità elevata dei prodotti, attenzione alle filiere, forte identità del marchio. I consumatori premiano non solo l’offerta alimentare a marchio proprio, ma anche la qualità complessiva, inclusi i prodotti non alimentari.

Subito dietro, a 77 punti, si collocano Ipercoop/Coop&Coop ed Esselunga, due colossi della grande distribuzione che, pur con modelli diversi, condividono alcuni tratti distintivi: assortimenti ampi, punti vendita curati, una percezione di affidabilità costruita nel tempo. Anche Coop, con 75 punti, resta stabilmente nelle posizioni di vertice, confermando una reputazione che resiste alle trasformazioni del mercato.

Scendendo nella graduatoria, compaiono realtà consolidate come Famila, Conad, Interspar, Eurospar, fino alle insegne che chiudono la classifica, tra cui Carrefour Market, Sisa e Carrefour Express, tutte sotto la soglia dei 65 punti. Un dato che non fotografa solo la qualità percepita, ma anche le difficoltà di alcuni format di prossimità nel coniugare prezzi, assortimento e comfort in un contesto sempre più competitivo.

Se la grande distribuzione continua a rappresentare una colonna portante, è nel mondo dei discount che si coglie uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni. Qui la classifica di Altroconsumo parla chiaro: in testa ci sono Eurospin e Aldi, entrambe con 76 punti, seguite da Dpiù a 75. Un risultato che racconta come il discount non sia più sinonimo di rinuncia, ma di un equilibrio sempre più convincente tra convenienza e qualità.

I dati raccolti indicano che il 71% dei clienti considera i prodotti a marchio dei discount “buoni o molto buoni”. Un salto culturale, prima ancora che commerciale, che spiega perché insegne come Lidl, Todis, Md Discount e In’s si muovano tutte in una fascia di giudizio positiva. I consumatori apprezzano la chiarezza dei prezzi, la rapidità della spesa, la semplicità dei punti vendita. Meno fronzoli, più sostanza: una formula che intercetta un bisogno concreto in una fase economica segnata da inflazione e riduzione del potere d’acquisto.

Ma è nella classifica dei supermercati locali che emerge forse il dato più interessante. Qui, mediamente, i punteggi sono più alti rispetto alle grandi catene. Al primo posto si piazza Dem con 78 punti, seguita da un gruppo compatto di insegne a 77 punti: Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano, Mercatò. Un risultato che racconta un altro modo di fare spesa, più vicino ai territori, spesso meno standardizzato.

I consumatori premiano la vicinanza, la disponibilità del personale, la sensazione di essere riconosciuti. Ma anche la qualità dei reparti freschi, in particolare carne, pesce, frutta e verdura. Non è un caso che, proprio su questi prodotti, una parte significativa degli italiani continui a preferire mercati rionali e negozi di prossimità, attratti dal rapporto diretto e dalla fiducia costruita nel tempo.

Questa fotografia restituisce l’immagine di un sistema distributivo complesso, dove non esiste un unico modello vincente. La scelta del supermercato non dipende solo dal prezzo, ma da un insieme di fattori che incrociano reddito, abitudini, tempo disponibile e aspettative. La stessa famiglia può alternare discount, grande distribuzione e negozi locali, costruendo una spesa “mista” che risponde a esigenze diverse.

La classifica di Altroconsumo, in questo senso, non è solo una graduatoria, ma un indicatore sociale. Racconta un Paese che continua a fare la spesa di persona, che valuta con attenzione dove spendere e che premia chi riesce a garantire un’esperienza coerente. Qualità, sì, ma anche trasparenza, accessibilità e rispetto del cliente.

In un momento in cui il carrello pesa sempre di più sui bilanci familiari, la fiducia diventa un valore centrale. E questa fiducia, come mostrano i dati, non si compra con una promozione lampo, ma si costruisce giorno dopo giorno, corsia dopo corsia.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori