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10 Gennaio 2026 - 17:16
Senza un passaggio resti isolato: 50 mila euro per salvare i servizi nelle Alpi Graie
Cinquanta mila euro dalla Regione Piemonte per prorogare fino al 31 dicembre 2026 il progetto “Accorciamo le distanze” nelle Alpi Graie. Un finanziamento tutt’altro che simbolico, che arriva a consolidare un servizio diventato ormai essenziale per chi vive in montagna e che, dati alla mano, ha dimostrato come la lotta all’isolamento non passi solo dai grandi annunci ma da scelte concrete e continuative. Nell’immediato, grazie a un contributo dell’assessorato al Welfare e a un piccolo ticket a carico degli utenti, il progetto può proseguire già fino alla fine di agosto, in attesa della piena stabilizzazione.
L’annuncio è arrivato il 10 gennaio, a Viù, nel salone polivalente comunale gremito di amministratori, operatori e cittadini, durante il convegno dedicato al progetto promosso dall’Unione Montana Alpi Graie. Un momento di confronto pubblico sulla riconferma di un’iniziativa che l’Unione ha ottenuto nel 2023 attraverso un bando della Compagnia di San Paolo, che ne ha consentito la coprogettazione con il consorzio di cooperative Kairos, e grazie a fondi PNRR destinati ai Comuni di Area Interna, che ne hanno permesso la realizzazione fino a giugno 2025.
A intervenire sono stati l’assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, e l’assessore al Welfare, Maurizio Marrone, a testimonianza di come il tema della mobilità sociale nelle aree interne non sia più relegato a una questione marginale, ma venga finalmente letto come una leva strategica di sviluppo. Presenti anche gli amministratori dell’Unione Montana Alpi Graie, numerosi sindaci del territorio – compresi quelli di Comuni non appartenenti all’Unione ma i cui cittadini hanno beneficiato del servizio – e il direttore generale dell’ASL TO4, che ha definito “Accorciamo le distanze” un’iniziativa in grado di supportare concretamente alcuni aspetti del nuovo piano sanitario regionale recentemente approvato.
«Un progetto esemplare, da estendere a tutti i territori montani, sia per efficacia sia per la capacità di mettere insieme enti diversi e realtà territoriali differenti», ha sottolineato Gian Luca Vignale, rivendicando un sostegno che non nasce con l’ultimo stanziamento. «Ho sempre sostenuto questo progetto, ribadendo il mio supporto ai Comuni di questo territorio meraviglioso e proattivo», ricordando di essere stato presente già al “battesimo” dell’iniziativa nel 2023 e di averla considerata fin dall’inizio un esperimento pilota.
Nato nel giugno 2023, “Accorciamo le distanze” ha intercettato un bisogno spesso ignorato dalle politiche pubbliche: quello della mobilità quotidiana nelle aree montane. Un bisogno che non riguarda solo la sanità, ma investe la vita sociale, economica e relazionale delle comunità. Il progetto, formulato insieme a diversi partner – tra cui l’ASL TO4 e il Comitato Valli di Lanzo della Croce Rossa – ha offerto alla popolazione residente e ai villeggianti non solo trasporti sanitari e socio-sanitari, ma anche servizi sportivi, culturali e di supporto in occasione delle calamità naturali dell’aprile 2025. A questi si sono affiancati servizi infermieristici, oggi andati a regime nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne.
«Garantire i servizi nelle aree interne non è assistenzialismo, ma una vera strategia di sviluppo», ha spiegato Vignale. «La Strategia Nazionale per le Aree Interne copre l’ambito sanitario, ma restava scoperta quella mobilità sociale indispensabile per la qualità della vita: accompagnare un anziano a una visita, permettere a un ragazzo di fare sport, aiutare una famiglia a sbrigare pratiche burocratiche». Un servizio che, grazie all’impiego di mezzi a basso impatto ambientale, contribuisce anche alla riduzione dell’inquinamento e dei costi di ospedalizzazione che deriverebbero dall’impossibilità di accedere alle cure restando isolati al proprio domicilio.
I numeri raccontano il successo del progetto meglio di qualsiasi slogan. Dal suo avvio le richieste sono cresciute del 70 per cento. Tra giugno 2023 e giugno 2025 sono stati effettuati 1.855 trasporti, percorrendo oltre 152 mila chilometri e riuscendo a soddisfare il 95 per cento delle richieste pervenute. Quattro le unità di personale impiegate, alcune part-time, con una ricaduta positiva anche sul piano occupazionale. Un servizio nato inizialmente per i Comuni di Ceres, Groscavallo, Lemie, Mezzenile, Rubiana, Usseglio e Viù, ma che nel tempo si è esteso fino a coinvolgere 37 Comuni delle Alpi Graie e delle Valli di Lanzo, andando incontro anche alle esigenze di cittadini residenti fuori dal territorio unionale. Del resto, come è stato ricordato durante l’incontro, sulla salute non esistono campanili.


Il trasporto sociale si rivolge ad anziani, persone con disabilità, minori, nuovi nuclei familiari trasferitisi dalla città e anche ai turisti. Consente di raggiungere strutture sanitarie per visite specialistiche e terapie, sedi dell’ASL, uffici pubblici come INPS e Agenzia delle Entrate, ma anche luoghi di socialità e cultura: centri diurni, corsi sportivi, attività teatrali. Alcuni utenti hanno voluto esprimere pubblicamente la loro gratitudine e il grado di soddisfazione per un servizio che ha restituito autonomia, supporto psicologico e relazioni sociali, evitando l’isolamento di intere famiglie.
Al termine di un’esaustiva relazione sui risultati raggiunti in due anni e mezzo, la presidente dell’Unione Montana Alpi Graie, Daniela Majrano, ha ribadito la richiesta alla Regione di rendere strutturale un progetto in cui l’Unione ha creduto fin dall’inizio. Una richiesta raccolta anche dall’assessore Maurizio Marrone, che ha confermato la volontà regionale di sostenere progettualità capaci di offrire una prospettiva di futuro concreta. «Sono questi i progetti che cambiano davvero la vita di chi è disabile, anziano, giovane e bisognoso di inserimento sociale e lavorativo», ha spiegato. «La Regione non abbandonerà “Accorciamo le distanze” e continuerà a considerarlo una buona pratica da incoraggiare».
In un Paese che troppo spesso parla di montagna solo quando si spopola o quando frana, “Accorciamo le distanze” dimostra che le aree interne possono funzionare, se messe nelle condizioni di farlo. Con servizi veri, continuità amministrativa e investimenti mirati. Insomma, con la politica che smette di guardare la montagna dall’alto e comincia finalmente ad abitarla.
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