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08 Gennaio 2026 - 11:32
Condannata alle stampelle dalla nascita, a 27 anni torna a camminare grazie alla sanità piemontese+
A 27 anni ha ricominciato a camminare da sola, senza stampelle, dopo una vita segnata da dolore, interventi chirurgici e dalla paura costante di perdere per sempre l’autonomia. La storia di Besjana, arrivata in Piemonte dall’Albania quando era poco più che adolescente, è una di quelle vicende che raccontano cosa può significare davvero la parola cura, quando competenza medica, innovazione tecnologica e determinazione personale si incontrano.
Nata con gravi deformità congenite ai piedi e all’anca, Besjana ha conosciuto fin dall’infanzia sale operatorie e riabilitazioni. Nel suo Paese d’origine ha affrontato numerosi interventi chirurgici, senza però ottenere risultati concreti. Con il passare degli anni il dolore fisico è diventato sempre più intenso, accompagnato da una paura crescente: quella di non poter più camminare. A 17 anni arriva in Italia, dove viene sottoposta a un primo intervento ortopedico all’anca, un passo importante ma non risolutivo.
Col tempo, infatti, la situazione ai piedi peggiora. Il dolore diventa sempre più invalidante, limitando la quotidianità e rendendo ogni spostamento una fatica. È a quel punto che Besjana decide di rivolgersi al CTO di Torino, dove incontra il dottor Walter Daghino, allora parte dell’équipe torinese. Un incontro destinato a cambiare il corso della sua vita. Nel 2018, dopo un percorso chirurgico complesso e una lunga fase di riabilitazione, Besjana riesce finalmente a tornare a camminare.
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Gli anni successivi non sono però privi di nuove difficoltà. Un peggioramento del lato non operato rende necessario un ulteriore intervento, questa volta al piede destro. Senza esitazioni, Besjana decide di affidarsi ancora una volta allo stesso specialista, oggi direttore del reparto di Ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Biella e presidente della Società italiana del piede e della caviglia. Una scelta che si rivelerà decisiva.
«La situazione appariva particolarmente intollerabile in una persona così giovane, risultando fortemente limitativa per tutte le possibili attività sociali e lavorative», spiega il dottor Walter Daghino. «Così siamo giunti all'intervento effettuato a Biella attraverso la creazione di elementi in resina polimerica a grandezza naturale riproducenti le deformità in essere, grazie a stampanti 3D che hanno generato la modellazione». Un approccio altamente innovativo, che ha permesso una chirurgia su misura, studiata nei minimi dettagli prima ancora di entrare in sala operatoria.
Il risultato è stato decisivo. Besjana ha potuto abbandonare le stampelle e recuperare una mobilità che sembrava definitivamente compromessa. «Con coraggio, con la professionalità del dottor Walter Daghino e con la spinta e il sostegno di mio marito a casa, sono riuscita a togliere le stampelle e tornare a camminare», racconta la giovane donna, ripercorrendo un cammino fatto di sacrifici, paura, ma anche di fiducia e perseveranza.
Una storia che va oltre il singolo caso clinico e diventa testimonianza del valore della sanità pubblica piemontese. «Il valore del Servizio sanitario regionale è legato anche alla capacità di saper fare la differenza di fronte ai bisogni di salute più complessi, come è avvenuto nella vita di questa giovane paziente», ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, sottolineando l’importanza di investire in competenze, tecnologie e percorsi di presa in carico avanzati.
Oggi Besjana guarda avanti con una prospettiva nuova. Tornare a camminare significa molto più che muovere dei passi: vuol dire recuperare autonomia, immaginare un futuro lavorativo, vivere una vita sociale senza barriere. È il risultato di un lavoro di squadra, della fiducia costruita nel tempo e di una sanità capace di non arrendersi nemmeno di fronte ai casi più complessi.
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