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L'amministrazione comunale di Cuorgnè alle prese con l'eredità dell'ex sindaco Cavalot

Il gruppo "Cuorgné c'è" polemizza sulla vendita dell'edificio che ospita la scuola paritaria

L'amministrazione comunale di Cuorgnè alle prese con l'eredità dell'ex sindaco Cavalot

L'amministrazione comunale di Cuorgnè alle prese con l'eredità dell'ex sindaco Cavalot

L’eredità dell’ex-sindaco Giancarlo Vacca Cavalot sta creando davvero parecchi problemi al Comune di Cuorgnè ed anche divisioni all’interno del consiglio comunale.

L’ultima polemica è sorta sull’edificio che ospita la scuola paritaria “La Clochette”, ed ha visto il capogruppo di <Cuorgnè C’è> attaccare vivacemente l’amministrazione in carica. E’ avvenuto dopo che, nel corso del consiglio comunale di metà dicembre, il sindaco Giovanna Cresto aveva aggiornato sul lento e faticoso procedere della pratica ereditaria, che vede il Comune co-erede per un terzo. Un altro terzo era stato destinato all’Ente Morale “Giusto Morgando” mentre la parte restante dev’essere suddivisa fra due privati cittadini. Il ricavato dell’eredità il Comune dovrà utilizzarlo per il cimitero ed in particolare per la tomba di famiglia del defunto.

I beni materiali da suddividere sono numerosi e comprendono fra l’altro tre immobili mentre i terreni non sono ancora stati sottoposti a perizia. Il primo fabbricato, situato in Piazza Mussatti (quella dell’ospedale) è stato valutato 202.000 euro.

“Vacca Cavalot – ha spiegato il sindaco - era proprietario di dodici quarantaduesimi, quindi al Comune andrà un terzo di questa percentuale. Se venisse venduto all’asta in prima battuta ne ricaveremmo 19.000 euro; in caso contrario sono previsti cinque ribassi e con l’ultimo ne riceveremmo 10.000. Nel frattempo abbiamo già speso parecchio per la pulizia esterna e le infiltrazioni. Il secondo edificio, in Via San Rocco 5, dove aveva sede fino a qualche anno fa la trattoria “Primavera”, è in pessime condizioni. Già a fine 2023, quando ci eravamo recati lì col notaio per l’inventario, si era rivelato un disastro. Vale 59.200 euro, dei quali a noi ne verrebbero 5.600 ed abbiamo già speso assai per interventi sulle piante che rischiavano di buttarlo giù”.

Non proprio un affare per la città e la sua amministrazione… Ma c’è di più. “Essendo stato costruito prima del 1942 – ha aggiunto la Cresto – per poterlo vendere dobbiamo ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza, che però accetta di effettuare una sola verifica all’anno. Nel 2025 si è occupata della scuola dei Ronchi, per cui slitta tutto al 2026”.

E’ quindi arrivata a parlare del terzo fabbricato, quello di Via XXIV Maggio, dove abitava l’ex-sindaco mentre al piano inferiore è ospitata la Scuola Paritaria <La Clochette>. Questa volta la casa è in buone condizioni e vale 315.000 euro (105.000 spettanti al Comune) ma le complicazioni burocratiche ci sono eccome! “Vendendolo all’asta – ha precisato il sindaco - si metterebbe a rischio l’esistenza di una scuola che ha un centinaio di alunni e 14 dipendenti: potrebbe acquistarlo qualcuno che non ha interesse a farla rimanere lì. Non possiamo certo rischiare che chiuda ma nemmeno portare avanti la locazione a lungo poiché la volontà dell’ex-sindaco non era quella. Inoltre per i due privati nostri-coeredi si tratta di un peso notevole poiché devono pagare dei tributi che noi e l’ente <Morgando> non siamo tenuti a versare.”

Cosa fare? La soluzione ci sarebbe: vendere l’edificio direttamente al proprietario della scuola ma occorre l’autorizzazione del Tribunale. “Abbiamo avuto numerosi incontri con Gaetano Rostagno – ha spiegato il sindaco – E’ propenso ad acquistarlo, al prezzo della perizia. Certo dovremo ancora fare molto lavoro per formalizzare la vendita ma l’accordo di massima c’è. Aspettiamo il Tribunale… Daremo disdetta del contratto poiché il termine ultimo per farlo sta scadendo ma ci teniamo alla <Clochette> e se qualcosa dovesse andare storto saremmo disposti a mettere a disposizione i nostri locali presso l’ex-Istituto Salesiano. Intanto stiamo continuando a sgomberare l’alloggio di Vacca Cavalot. E’ brutto svuotare la casa di un altro. Cerchiamo comunque di riutilizzare tutto ciò che si può: i libri andranno alle scuole, qualche mobile al CAI, le foto di eventi pubblici le stiamo portando qui in Comune”.

Giovanna Cresto sindaca di Cuorgnè

CUORGNE’ C’E’ POLEMIZZA SULLA VENDITA
DELL’EDIFICIO CHE OSPITA LA SCUOLA PARITARIA

Le spiegazioni del sindaco non hanno convinto i due esponenti di <Cuorgnè c’è> che avrebbero voluto la proprietà pubblica per l’edificio che ospita la scuola paritaria. Hanno espresso il proprio disaccordo in consiglio ed in seguito attraverso un comunicato.

“Non ho capito perché l’opzione della locazione sia impraticabile” – ha esordito Lidia Perotti ed il capogruppo Davide Pieruccini ha aggiunto: “Forse Vacca Cavalot pensava che il fabbricato passasse al Comune essendovi ospitata una scuola. Inoltre la proprietà è in condizioni di sostenere tale spesa?”.

Il sindaco ha ribattuto: “Non siamo noi a dovercene preoccupare! Nel testamento non ci sono indicazioni ma prescrizioni: la volontà del testatore era che con il ricavato della vendita provvedessimo al cimitero. Penso anche che sia rassicurante per chi manda a scuola i propri figli alla <Clochette> sapere che è proprietaria della propria sede: rappresenta una garanzia di continuità per il futuro. Quanto a noi abbiamo già sette edifici scolastici di cui occuparci… e dai quali ci arrivano continue richieste. Quel fabbricato avrà comunque bisogno di lavori e forse in quel caso, più che in altri, la Corte dei Conti troverebbe da ridire”.

Davide Trettene, subentrato in consiglio al defunto Vacca Cavalot e che aveva a lungo condiviso il suo percorso amministrativo, ha esclamato: “Se avesse voluto lasciare l’edificio della <Clochette> al Comune lo avrebbe scritto!”.
Gli altri esponenti delle opposizioni – Pianasso ed Armanni, entrambi avvocati - hanno accolto le tesi del sindaco mentre i due consiglieri di <Cuorgnè C’è> hanno mantenuto le proprie perplessità, tornando sull’argomento qualche giorno più tardi con un comunicato.

“Abbiamo appreso che, con grande sacrificio, la scuola diventerà proprietaria dell’immobile e del diritto di superficie continuando così a garantire il servizio scolastico a favore delle famiglie cuorgnatesi e salvaguardando i posti di lavoro. Questo risultato è stato possibile grazie al senso di responsabilità della direzione, che ha portato a conclusione un'annosa vicenda ma cosa sarebbe accaduto se non avesse accettato? La scuola paritaria, pur gestita privatamente, svolge un servizio pubblico e ha lo stesso valore legale di quelle statali, rispettando i programmi ministeriali. Da quarant’anni anni offre un sostegno prezioso alle famiglie, grazie a orari flessibili, ed è anche un importante luogo di lavoro”.

Proseguendo nel proprio ragionamento, i due consiglieri di <Cuorgnè C’è> affermano: “È vero che il testamento dell’ex Sindaco Giancarlo Vacca Cavalot indica di destinare le risorse del patrimonio ereditario a lavori presso il cimitero. Tuttavia, la domanda resta: può un'esecuzione testamentaria mettere a rischio l’attività di una scuola? Un’amministrazione non dovrebbe monetizzare un immobile di questo tipo ma piuttosto investire per migliorarne la struttura, proponendo e cercando soluzioni condivise. Diciamolo chiaramente…l’amministrazione, interrompendo il contratto di affitto e proponendo come unica soluzione l’acquisto, ha mostrato una chiara volontà di non gestire in proprietà un altro plesso scolastico. Questa è la triste realtà emersa in Consiglio e non potevamo di certo rimanere in silenzio”.

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