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Befana in corsia ad Alessandria, sorrisi per i piccoli pazienti

L’iniziativa promossa dal Coisp e dalla Croce Bianca di Acqui Terme

Befana in corsia

Befana in corsia ad Alessandria, sorrisi per i piccoli pazienti (foto di repertorio)

Un pomeriggio diverso dal solito, fatto di sorrisi, giochi e un po’ di magia, ha animato oggi l’ospedale infantile “Cesare Arrigo” di Alessandria, dove la Befana è arrivata con un giorno d’anticipo per sorprendere i bambini ricoverati nei reparti e quelli presenti al Pronto Soccorso.

A vestire i panni della Befana è stato Antonio Frisullo, che ha portato doni e momenti di leggerezza ai piccoli pazienti, regalando attimi di normalità in un contesto spesso segnato da attese, cure e preoccupazioni. Un’iniziativa che ha coinvolto non solo i bambini, ma anche le famiglie, trasformando per qualche ora i corridoi dell’ospedale in uno spazio di festa.

L’evento è stato promosso dalla segreteria provinciale del Coisp, il Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, guidata dal segretario Carlo Rosso, in collaborazione con la Croce Bianca di Acqui Terme. Un lavoro di squadra che ha permesso di portare un momento di svago e attenzione proprio dove ce n’era più bisogno.

L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività solidali portate avanti dal Coisp, che ha voluto sottolineare come la giornata non sia stata soltanto un gesto simbolico, ma anche un servizio alla comunità. Un modo per ribadire la presenza delle forze di polizia non solo nei compiti istituzionali, ma anche nei momenti dedicati alla vicinanza sociale e alla solidarietà.

La visita della Befana ha coinvolto i reparti pediatrici e il Pronto Soccorso, dove sono stati consegnati giochi e piccoli doni, capaci di strappare sorrisi e alleggerire, anche solo per un attimo, la routine ospedaliera. Un’iniziativa semplice ma dal forte impatto emotivo, soprattutto per i bambini costretti a trascorrere le festività lontano da casa.

Per l’ospedale “Cesare Arrigo” di Alessandria si è trattato di un momento di festa che ha ricordato come, anche all’interno delle strutture sanitarie, la dimensione umana resti centrale. E come piccoli gesti possano fare la differenza, soprattutto per i più piccoli.

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