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02 Gennaio 2026 - 15:44
Il 2026 si annuncia come l’anno in cui la musica dal vivo torna a occupare ogni spazio possibile, dagli stadi alle piazze, dagli ippodromi alle arene storiche. Un calendario fitto, trasversale, quasi travolgente, che attraversa generi, generazioni e pubblici diversi, restituendo l’immagine di un Paese che ha fame di concerti, di grandi eventi e di voci da cantare insieme.
L’estate, come sempre, sarà il cuore pulsante di questa lunga stagione live. Vasco Rossi resta il punto fermo, una tradizione che non conosce interruzioni. Sei città, una data zero a Rimini il 30 maggio e poi i doppi appuntamenti che sono ormai il suo marchio di fabbrica, da Ferrara a Olbia, passando per Bari, Ancona e Udine. Attorno a lui, gli stadi italiani diventano una mappa musicale in continuo movimento. Geolier parte da Termoli il 6 giugno e prosegue tra Milano, Roma, Messina e Napoli, con tre date già esaurite. Max Pezzali riporta in tour l’universo degli 883 e della sua carriera solista, da Lignano Sabbiadoro fino a Milano, passando anche per Torino, Napoli e Roma. Zucchero presidia luglio tra Udine, Bologna, Pescara, Perugia e Messina, mentre Cesare Cremonini concentra quattro appuntamenti simbolici, dal Circo Massimo di Roma a Firenze, passando per Milano e Imola.

Vasco Rossi ha programmato 10 date, ma - per ora - nessuna a Torino
Tra i ritorni più attesi spiccano Eros Ramazzotti, che dopo una primavera europea sbarca negli stadi italiani a giugno, e Tiziano Ferro, di nuovo on the road dal 30 maggio con partenza da Lignano Sabbiadoro e una lunga sequenza di date che toccano Milano, Torino, Roma, Napoli e Messina. Ligabue inaugura il 6 maggio la nuova Arena Milano con “La Prima Notte” e poi porta “Certe Notti” a Roma, Torino e di nuovo a Milano. Claudio Baglioni sceglie invece i grandi spazi all’aperto per il suo Grand Tour, che prende il via da Piazza San Marco a Venezia e attraversa luoghi iconici come Pompei, Siracusa e Taormina. Achille Lauro segna un passaggio di fase con i suoi primi tre stadi, anticipati da un’anteprima nei palazzetti.
Il 2026 sarà anche l’anno degli eventi destinati a restare nella memoria collettiva. Su tutti, Ultimo, che il 4 luglio darà appuntamento a 250mila persone a Tor Vergata, trasformando Roma in un’enorme platea a cielo aperto. Torino ospita invece Rockin’1000, la più grande rock band del mondo, all’Allianz Stadium il 30 maggio. Sfera Ebbasta raddoppia San Siro con due serate consecutive a luglio, mentre Gigi D’Alessio si concede una vera e propria maratona musicale alla Reggia di Caserta, dieci concerti in poco più di dieci giorni. Emma sceglie gli ippodromi, Jovanotti rinuncia alle ferie e attraversa ad agosto le arene del Sud, confermando un’estate senza pause.

I Rockin’1000 saranno a Torino il 30 maggio
Il fronte internazionale è altrettanto imponente. Kanye West è atteso a Reggio Emilia il 18 luglio, i Metallica incendiano lo Stadio Dall’Ara di Bologna il 3 giugno. Firenze diventa capitale globale con la Visarno Arena che ospita Lenny Kravitz, Robbie Williams, The Cure e i Linkin Park in una sequenza serrata di date. Iron Maiden portano per la prima volta l’heavy metal a San Siro, i Gorillaz trasformano Piazza Unità d’Italia a Trieste in un dancefloor monumentale, mentre i Foo Fighters, Lewis Capaldi e i Maroon 5 presidiano Milano tra ippodromi e Fiera.
Ma il 2026 non si esaurisce con l’estate. Renato Zero accende l’anno fin da gennaio con l’Orazero Tour, oltre venti date nei palazzetti. In primavera salgono sul palco Olly, Francesco Gabbani, Blanco, Elisa, Tommaso Paradiso e Fulminacci. Gianni Morandi celebra i sessant’anni di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” con dieci live, mentre Annalisa firma nove appuntamenti. L’estate dei festival vede protagonisti Caparezza, Negramaro e Mannarino, mentre l’autunno e l’inverno riportano in scena i Pooh per i sessant’anni di carriera, Laura Pausini di rientro dal tour mondiale e Il Volo con cinque date a dicembre.
Più che un calendario, quello del 2026 è un manifesto. La musica dal vivo torna a occupare il centro della scena, a dettare il ritmo delle stagioni e a riempire spazi, città e piazze. Un anno che promette di essere ricordato non solo per i nomi in cartellone, ma per la sensazione diffusa di esserci, finalmente, tutti insieme sotto un palco.
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