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30 Novembre 2025 - 13:18
Immagine da IG cittadirivoli_official
La memoria non è un gesto rituale, ma un collante vivo, capace di stringere una comunità attorno ai propri simboli. Lo dimostra quanto accaduto tra Rivoli e Grugliasco, dove due iniziative — diverse, ma profondamente connesse — hanno riportato al centro l’eredità del Grande Torino e la lunga storia del club granata. L’inaugurazione della nuova targa dedicata agli Invincibili in Largo Susa, il 29 novembre, e la serata celebrativa dei 119 anni del Toro al Museo del Grande Torino il prossimo 3 dicembre, raccontano un territorio che continua a riconoscersi nel mito di una squadra che non smette mai di parlare alle generazioni.
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La mattinata di sabato a Rivoli ha trasformato la Rotonda Grande Torino in un luogo di memoria collettiva. Oltre duecento persone si sono radunate attorno alla nuova targa, restituendo solennità e calore a un simbolo identitario dedicato alla squadra degli Invincibili. L’atmosfera è stata scandita da silenzi densi e applausi spontanei, mentre la storia tornava a farsi presenza viva grazie anche alla partecipazione di sei figure che hanno segnato il calcio granata: Paolo Pulici, Claudio Sala, Rosario Rampanti, Giancarlo Cereser, Giovanni Fossati e Alberto Pallavicini.
Pulici ha richiamato un principio che da sempre definisce lo spirito del Torino, ricordando l’insegnamento di Ferrini: «prima di essere giocatori bisogna essere uomini». E ha aggiunto parole che sembrano cucite su misura per la storia del club: «La partita la vince il Torino, non Pulici. E quando il Toro vince, sono contenti tutti i tifosi. Forza Toro sempre». Una dichiarazione che ha risuonato forte tra i presenti, ribadendo l’idea di appartenenza profonda che lega squadra, territorio e comunità.
Accanto ai protagonisti del passato granata, il sindaco Alessandro Errigo ha ricordato come la nuova targa rinnovi la dedica originaria del 2009, voluta da Carlo Bellino, e restituisca alla città un simbolo visibile della propria identità. La cerimonia, resa possibile grazie al lavoro della Polizia Locale e degli uffici comunali, si è chiusa con un rinfresco aperto al pubblico, in un clima di semplicità e condivisione che rispecchia l’essenza stessa del tifo granata.
Dall’emozione di Largo Susa, lo sguardo si sposta ora alla serata che mercoledì 3 dicembre vedrà il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata celebrare i 119 anni del club. Alle 18 prenderà il via la Hall of Fame Granata 2025, che accoglierà tre figure di grande peso nella storia del Toro: Beppe Dossena, cresciuto nel vivaio e campione del mondo nel 1982; Renato Zaccarelli, tra i protagonisti dello scudetto del 1976 e uno dei granata più presenti in Serie A; e Goffredo Pederzoli, storico dirigente dell’epoca Pianelli.
La serata proseguirà con l’inaugurazione della mostra “Con la maglia numero dieci”, dedicata proprio a Giuseppe Dossena e visitabile fino al 22 febbraio 2026. Durante l’evento, Emiliano Nanni di Figurine Forever presenterà nuove figurine solidali, aggiungendo un tassello di memoria e impegno sociale a una ricorrenza già densa di significato. I festeggiamenti si concluderanno con una cena aperta a tutti al ristorante Vertigo Blu di Collegno.
Il museo, ospitato nella suggestiva Villa Claretta Assandri di Grugliasco, continua a essere un riferimento per chiunque voglia riscoprire la storia granata, con aperture settimanali e visite guidate che ne mantengono viva la funzione educativa e celebrativa.
Due momenti diversi — la targa di Rivoli e la festa del museo — raccontano un’unica verità: la memoria del Torino non è mai un ricordo fermo, ma una linea che lega passato e presente, capace di tenere unita una comunità. Un filo granata che, ancora una volta, si dimostra saldo, tenace e destinato a durare.
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