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29 Novembre 2025 - 22:23
foto d'archivio
Chi ha detto che il virus aspetta le feste? Quest’anno l’influenza ha premuto sull’acceleratore e il Piemonte è tra le regioni più colpite. Con 8,9 casi ogni 1.000 assistiti, secondo RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, la stagione influenzale è partita in anticipo di circa un mese. Siamo pronti a gestire l’onda d’urto proprio mentre si avvicinano Natale e Capodanno?
Febbre improvvisa, dolori muscolari, mal di testa, tosse, congestione nasale e mal di gola: il repertorio classico dell’influenza è tornato, senza varianti di copione. Riconoscerli per tempo aiuta a gestire meglio il decorso e a evitare contatti non necessari; resta il vaccino lo strumento indicato per scongiurare le complicanze più severe.
LA CAMPAGNA VACCINALE IN PIEMONTE: DOVE SIAMO E DOVE DOVREMMO ESSERE
- Dosi somministrate finora: 700.000, a fronte di circa 1 milione disponibile. - Come proteggersi: il vaccino si può acquistare in farmacia o ottenere rivolgendosi al medico di base. - Confronto con lo scorso anno: 816.000 vaccinati in totale. - Copertura stimata: meno di 20 persone immunizzate ogni 100 abitanti; tra gli over 65 la percentuale supera il 50%, ma non di molto. - Obiettivo minimo: 75% per una protezione efficace dei più fragili. Il quadro è eloquente: la distanza dal target del 75% non è un dettaglio statistico, ma la linea che separa una stagione gestibile da una che può mettere sotto pressione i più vulnerabili e i servizi.
L’influenza ha «bruciato» le tappe: arrivare al picco tra fine dicembre e inizio gennaio significa incrociare pranzi, incontri e viaggi. È proprio questo anticipo che impone di accelerare sulla vaccinazione ora, non dopo: con dosi già disponibili e canali di accesso semplici, la scelta diventa soprattutto una questione di tempismo e responsabilità condivisa.
ECCO COS FARE
Valutare la vaccinazione senza rinvii, rivolgendosi al medico di base o alla farmacia. - Prestare attenzione ai sintomi tipici per evitare di trascurare segnali chiari. - Proteggere in particolare gli over 65 e le persone fragili, ancora lontani dalla soglia di sicurezza. La buona notizia? Gli strumenti ci sono. Serve trasformare i numeri in azioni, prima che il picco arrivi a bussare alla porta durante le feste.
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