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Corteo antimilitarista a Torino: in duemila contro la fiera delle armi all’Oval

Dal centro città a piazza Vittorio, attivisti e cittadini sfilano contro l’Aerospace and Defence Meetings. Martedì annunciata una giornata di blocco davanti all’Oval Lingotto

Corteo antimilitarista a Torino: in duemila contro la fiera delle armi all’Oval

Corteo antimilitarista a Torino: in duemila contro la fiera delle armi all’Oval

Un corteo organizzato dall’Assemblea antimilitarista ha attraversato questo pomeriggio le vie di Torino, partendo da corso Giulio Cesare e muovendosi lentamente verso il centro cittadino. Circa duecento persone hanno risposto alla chiamata del movimento, che da giorni prepara iniziative di protesta in vista dell’Aerospace and Defence Meetings, la grande fiera internazionale dedicata all’industria aerospaziale e della difesa in programma dal 2 al 4 dicembre all’Oval Lingotto. Una manifestazione che da anni attrae colossi del settore come Leonardo, Avio Aero e Thales Alenia Space, e che in questa decima edizione si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario industriale torinese.

Il corteo, aperto da striscioni e interventi al megafono, ha percorso a passo lento corso Regio Parco, via Rossini e poi le arterie che conducono verso piazza Vittorio Veneto, dove è previsto lo scioglimento. La partecipazione è stata composta ma determinata: studenti, attivisti dei centri sociali, rappresentanti di associazioni pacifiste, cittadini comuni che contestano il ruolo sempre più centrale dell’industria bellica nel panorama economico europeo. Lungo il tragitto non si sono registrati momenti di tensione, ma la presenza delle forze dell’ordine è stata costante, con pattuglie a presidiare gli incroci e accompagnare la testa del corteo.

Dall’Assemblea antimilitarista arrivano parole nette: «Quella che si svolgerà all’Oval è una mostra dell’industria aerospaziale di guerra. Mentre l’Europa e il mondo fanno una precipitosa corsa al riarmo, è sempre più necessario mettersi di mezzo, inceppare gli ingranaggi, lottare contro l’industria bellica e il militarismo». Gli attivisti sottolineano come la spesa militare europea sia in crescita costante e destinata, nei prossimi tre anni, a toccare quota 61 miliardi di euro, una cifra che – spiegano – rappresenta «un’impennata senza precedenti». Da qui la convinzione che sia urgente un’azione diretta: «Decine di guerre insanguinano il pianeta, la maggior parte si consumano nel silenzio e nell’indifferenza dei più. Fermarle è possibile, perché le guerre hanno basi e interessi concreti sui nostri territori, dove possiamo agire direttamente per gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo».

La manifestazione di oggi è solo l’antipasto della mobilitazione prevista per martedì, quando gli attivisti annunciano una giornata di blocco e iniziative davanti all’Oval, proprio nel giorno clou dell’evento fieristico. L’obiettivo dichiarato è rallentare, ostacolare o rendere più complesso lo svolgimento della manifestazione industriale, in aperta contestazione alla presenza e al peso degli investimenti militari in Piemonte e non solo.

I disagi alla circolazione non sono mancati: a causa del corteo, alcune linee del trasporto pubblico sono state deviate o limitate nel tratto compreso tra la zona nord e il centro città, con Gtt che nel primo pomeriggio ha diramato aggiornamenti in tempo reale sulle modifiche ai percorsi. In diverse vie il traffico è stato rallentato dagli stop e dai presidi della polizia municipale, mentre i commercianti della zona hanno seguito con attenzione il passaggio del serpentone di manifestanti.

La giornata si chiude senza incidenti, ma con l’attenzione già proiettata su martedì, quando l’appuntamento all’Oval rappresenterà il momento di massima visibilità e tensione della protesta antimilitarista. Insomma, il clima è destinato a scaldarsi ulteriormente mentre Torino si prepara – ancora una volta – a essere palco di uno scontro simbolico tra industria e contestazione sociale.

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