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E' polemica per la vendita dell'ex RSA alla CM Service: lite a Pont Canavese

Dubbi e accuse sulla gestione dei servizi dopo lo scandalo di Settimo. Il sindaco Coppo difende la scelta del Comune e replica: “Se c’è un reato, si denunci”

E' polemica per la vendita dell'ex RSA alla CM Service: lite a Pont Canavese

E' polemica per la vendita dell'ex RSA alla CM Service: lite a Pont Canavese

Com’è noto, l’amministrazione di Pont aveva deciso mesi addietro di vendere l’immobile in cui era ospitata la Residenza per Anziani, chiusa da quattro anni. La decisione era stata e continua ad essere contestata da uno dei due gruppi di minoranza, quello di Gian Piero Bonatto e Raffaele Costa. Il motivo principale era che il complesso edilizio appartiene ai pontesi perché era sorto come ospedale grazie anche ai contributi dei cittadini. L’altro motivo, altrettanto importante, era la necessità di mantenere il controllo pubblico sulla struttura quando verrà riaperta. Ora si è aggiunta una terza motivazione non di poco peso: “Il Comune – ha dichiarato Bonatto - ha venduto la struttura alla CM Service, la società che gestiva infermieri e OSS all’ospedale di Settimo! Penso che tutti abbiate letto sui giornali quel che è emerso dalle indagini: si tratta di condotte documentate e provate. I gesti e le azioni compiute dagli operatori sono ignobili e vergognosi. Ben venga quest’impresa in paese ma mi auguro che in futuro i nostri anziani vengano gestiti in modo differente”.

Proseguendo nelle sue spiegazioni, ha precisato che questa società già opera a Pont: I rapporti erano iniziati qualche anno fa vendendole una porzione della scuola elementare. Anche la mensa scolastica è gestita da loro. In ultimo, sono venuto a sapere per caso che l’infermiera che si sarebbe dovuta occupare del Punto Prelievi è una dipendente della CM Service.

La rivelazione non sembra aver scosso il sindaco Coppo, che evidentemente non aveva seguito le cronache recenti sullo scandalo scoppiato a Settimo. Infatti ha confuso l’ospedale con l’ASL (“Non mi risulta che la CM Service gestisca l’ASL”) ed ha liquidato la vicenda come se si trattasse di un’inchiesta giornalistica in corso anziché di un’indagine giudiziaria già avvenuta, rivolgendo a Bonatto un’esortazione: “Se hai notizie di reato, fai una denuncia!”.

Più compassate, sebbene non sempre chiarissime, le spiegazioni sulle altre questioni concernenti la società finita sotto il mirino della magistratura. Riguardo alla mensa scolastica ha detto: In passato avevamo avuto gravissimi problemi arrivando persino ad esonerare dall’incarico la ditta che la gestiva. In 3-4 anni di CM Service non abbiamo mai ricevuto lamentele da nessuno: insegnanti, famiglie, Commissione Mensa. A confermare il suo giudizio è intervenuto l’allora vicesindaco Moreno Riva, tirato in ballo da Bonatto e che ha rivendicato il suo operato: Avevo posto il paletto che tutto il personale fino ad allora impiegato nella mensa mantenesse il posto di lavoro e così è stato.

Rispetto alla cessione di parte dell’edificio dell’ex-scuola elementare, Coppo ha spiegato: Avevamo redatto un bando di vendita per il 3° piano dopo aver ottenuto un finanziamento regionale (classificandoci primi nell’intero Piemonte) per un Centro Diurno destinato ai Disabili. Non potevamo gestirlo direttamente! I lavori di sistemazione, iniziati prima del Covid, erano stati interrotti in quel periodo e di nuovo in seguito. Credo debbano terminare nel 2027.

Paolo Coppo sindaco di Pont Canavese

Ancora la vendita dell'ex RSA
al centro del dibattito in Consiglio

Rispetto alla vendita dell’ex-RSA sia il primo cittadino che il capogruppo di <Noi per Pont> hanno ribadito le posizioni note. Coppo ha ripetuto che “la decisione è arrivata dopo la constatazione che non si riusciva a fare altrimenti. Nell’ultimo anno avevamo contattato una quindicina di ditte – tutte quelle che conoscevamo – ma nessuna si era detta disponibile a firmare una convenzione. In giugno avevamo maturato la convinzione di alienare l’immobile. La minoranza (soprattutto quella di Costa e Bonatto) ci aveva chiesto di tentare ancora ed avevamo modificato il bando già pronto ma su nove ditte inizialmente interessate solo una aveva manifestato una mezza idea di convenzionarsi e la commissione non l’ha ritenuta congrua. Sarebbe piaciuto a tutti mantenere la proprietà dell’edificio ma cederlo non vuol dire rinunciare al controllo tant’è che chiediamo una fideussione di 50.000 euro per mantenere gli impegni assunti. Chiaro che non possiamo andare a casa d’altri per dire quel che debbono fare ma vigileremo: il progetto è molto bello ed avremo modo di farvelo vedere. Per ora dobbiamo aspettare perché la commissione ha espresso parere favorevole ma si deve pronunciare la Soprintendenza che ha il diritto di prelazione. Il rischio era quello che l’immobile continuasse a rimanere inutilizzato, com’è da quattro anni, condannato ad un declino inesorabile come altre strutture di comuni a noi vicini”.

Riprendendo un tema che gli è caro, ha accusato gli avversari di inerzia: “La struttura non è stata chiusa adesso. Mi spiace che in precedenza nessuno avesse sollevato particolari obiezioni. Ne avevate parlato un po’ in campagna elettorale poi più nulla. Vi siete mossi solo quando abbiamo trovato un acquirente”. Il sindaco ha parlato anche di una mancata presa di posizione nell’ultimo quinquennio ma Bonatto e Costa sono entrati in consiglio solo un anno e mezzo fa.
Il capogruppo, che era da solo per l’assenza giustificata di Costa, ha a sua volta ribadito: “Sono stufo di ripetere le stesse cose ma le ripeterò. È vero, abbiamo fatto la nostra lotta contro la vendita ma, grazie a noi, il Comune incasserà 200.000 euro in più: se non ci fossimo messi di traverso avreste ceduto l’immobile per 300.000 euro anziché per 500.000. Se per la <Manifestazione d’Interesse> aveste concesso più di 30 giorni e se l’aveste pubblicizzata un po’ forse le offerte sarebbero state più numerose”.

A questo punto Coppo, che evidentemente si era mantenuto calmo troppo a lungo, è sbottato: “I 200.000 euro in più non sono merito vostro: non sapete di cosa si sta parlando. Lo scopo della vendita non era incassare denaro ma garantire un servizio ed abbiamo fatto tutto in assoluta trasparenza: vista la necessità di effettuare lavori costosi, avevamo scritto alla Corte dei Conti chiedendo se potessimo abbassare il valore dell’immobile. Ci aveva risposto con 5 pagine nelle quali non si capiva nulla e così avevamo rinunciato alla riduzione”. Senza ascoltare la replica di Bonatto (“La Corte dei Conti non dà mai pareri preventivi”) ha quindi espresso la propria indignazione per la raccolta firme avviata da <Noi per Pont> e “finita nel nulla. Queste cose devono sottostare a delle regole: possono essere intraprese dal sindaco o dal consiglio comunale”.

Più compassate, sebbene non sempre chiarissime, le spiegazioni sulle altre questioni riguardanti la CM Service. Riguardo alla mensa scolastica ha detto: “In passato avevamo avuto gravissimi problemi arrivando persino ad esonerare dall’incarico la ditta che la gestiva. In 3-4 anni di CM Service non abbiamo mai ricevuto lamentele da nessuno: insegnanti, famiglie, Commissione Mensa”. A confermare il suo giudizio è intervenuto l’allora vicesindaco Moreno Riva, tirato in ballo da Bonatto e che ha rivendicato il suo operato: “Avevo posto il paletto che tutto il personale fino ad allora impiegato nella mensa mantenesse il posto di lavoro e così è stato”.

Rispetto alla cessione di parte dell’edificio dell’ex-scuola elementare, Coppo ha spiegato: “In seguito al progetto del Polo Scolastico, poi non completato del tutto, avevamo redatto un bando di vendita per il 3° piano. Avevamo infatti ottenuto un finanziamento regionale per un Centro Diurno destinato ai Disabili ma non potevamo gestirlo direttamente. I lavori di sistemazione, iniziati prima del Covid, erano stati interrotti in quel periodo e di nuovo in seguito. Credo debbano terminare nel 2027”.

Ancora un nulla di fatto
per la riattivazione del punto prelievi

Resta ancora in alto mare il progetto di riaprire il Punto Prelievi di Pont nonostante tutti i tentativi di maggioranza ed opposizione e l’interessamento dell’Unione Montana Valli Orco e Soana. In consiglio comunale, venerdì 21 novembre, se n’è parlato durante le <Comunicazioni del Sindaco> che ha definito la questione “una nota dolente. Ci siamo impegnati al massimo eppure non ce l’abbiamo fatta. Nell’ultimo anno, dal 10 ottobre 2024 al 31 ottobre 2025, sono ben 31 – tra corrispondenza ed incontri – le comunicazioni scambiate: non ci hanno portati a niente!”.

Ha quindi spiegato: “Al bando avevano partecipato in due. La prima è un’infermiera del paese: apprendo adesso che dipende dalla CM Service ma poco cambia perché aveva già svolto tale servizio ed era stata apprezzata da tutti. Ha avuto diversi problemi familiari che l’hanno costretta a rinunciare. Il secondo soggetto è una ditta di Settimo: si è scoperto che non poteva convenzionarsi con l’ASL e che le provette avrebbero dovuto essere trasportate in quella città per le analisi. In ultimo, insieme con Bonatto, abbiamo contattato un’altra infermiera ma il tempo che dovrebbe dedicare a quest’attività non è conciliabile con i suoi impegni attuali”.

Il gruppo di <Noi per Pont> è impegnato attivamente, al fianco della maggioranza, nella ricerca di persone qualificate e disponibili ad assumersi questo compito. “Raffaele Costa – ha spiegato Coppo – mi ha comunicato di aver preso dei contatti e gli ho detto di procedere, poi valuteremo. Chiunque sia a conoscenza di un infermiere abilitato ce lo segnali e valuteremo”.

Bonatto ha precisato: “Se la cifra messa a bilancio si rivelasse insufficiente sottoporremo formale richiesta di integrare la quota prevista”.

Non si è parlato in questa sede dei locali da utilizzare. Vi aveva invece fatto cenno il sindaco durante il consiglio dell’Unione: “Abbiamo chiesto ai medici di base: uno ha risposto di no, l’altro di sì. I locali sono stati allestiti e per l’ASL dovrebbero andar bene: ci sono una sala d’aspetto, una sala prelievi e l’uscita di sicurezza”.

Nonostante il comune obiettivo non sono mancate le schermaglie fra lui e Coppo, ma quello che colpisce è la difficoltà a trovare un addetto, apparentemente incomprensibile. Sarà colpa della scarsità di infermieri che, oberati di lavoro, non se la sentono di assumere impegni aggiuntivi? Oppure è troppo basso il compenso che viene offerto?

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