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Ancora una proroga per lo Zac! Cantoni: "Vergogna!".

Cinque mesi in più alla cooperativa senza bando

Ancora una proroga per lo Zac! Cantoni: "Vergogna!".

Non c'è due senza tre, e forse anche il tre senza il quattro. Fiato alle trombe, rullo di tamburi, lo scorso 28 novembre la giunta guidata dal sindaco Matteo Chiantore ha deciso di concedere per altri 5 mesi (diconsi c i n q u e) alla Cooperativa Zac! Zone Attive di Cittadinanza Onlus, l'utilizzo degli gli spazi del Movicentro fino al 30 aprile 2025.

Una decisione giustificata da una promessa: “nelle more della predisposizione di un bando pubblico”.

Sì, quel bando che ormai ha assunto contorni leggendari, un po' come l’araba fenice o come Babbo Natale che tutti aspettano, ma nessuno lo incontra. 

Il consigliere comunale Andrea Cantoni appena l'ha vista, s'intende la delibera, dice di essersi messo ad urlare come una cocorita tanto da farsi sentire in tutto l'isolato. Due minuti dopo era già sui social a criticare il provvedimento, puntando il dito contro un dettaglio che, a dire il vero, solleva più di un sopracciglio.

“La delibera - accusa Cantoni - è stata approvata anche dalla vicesindaca Patrizia Dal Santo, che, in quanto già vicepresidente della cooperativa Zac!, avrebbe dovuto astenersi. Ma questa è tutta un’altra storia (forse)…”.

Un’accusa che tocca un nervo scoperto: il conflitto di interessi. Poi è vero che stando ai beninformati si tratterebbe di un errore o se si preferisce di un "refuso", lei c'era ma non c'era. Epperò, porca la miseria, proprio su questo ci si sbaglia, sapendo, che c'è il mondo tutt'intorno che guarda? Tant'è!

Sui social, manco a dirlo, Cantoni ha rincarato la dose: “La vergogna continua - stigmatizza - La Giunta di Sinistra ha fatto approvare in fretta e furia al Consiglio Comunale (anche a un Consigliere - Vanessa Vidano ndr -  in evidente conflitto di interessi, richiamato dal Sindaco per non far mancare il numero legale) gli atti volti alla pubblicazione del bando. E poi? Si arriva comunque in ritardo e si proroga per altri cinque mesi una concessione scaduta nel 2020. Cinque anni di occupazione con contratto scaduto. Se non è una vergogna questa, non so cosa lo sia…”.

La vicenda assume toni ancora più paradossali se si considera un curioso tempismo: lo stesso giorno dell’approvazione della delibera, al Movicentro, la Guardia di Finanza smantellava una rete di spacciatori.

E su questo Cantoni non manca di ironizzare: “Si capisce che non si possa fare a meno di un simile ‘presidio di legalità’”.

Ma non è tutto: secondo il consigliere, la delibera nasconderebbe un messaggio subliminale. “Si rileva la volontà di dare continuità alle attività attualmente in essere presso il Movicentro. Cosa significa? Che si sa già chi vincerà il bando? È forse per questo che la Cooperativa Zac! promuove sui social eventi fino a gennaio 2025, come se fosse tutto già scritto? Per ora  l’unica certezza è che il Movicentro resterà nelle mani di Zac! fino alla prossima primavera”.

E ci resterà fino a quando la CUC di Lombardore a cui è stato affidato il compito di redigere il bando non dirà "ho finito!". Per i non addetti ai lavori, la CUC (Centrale Unica di Committenza) è un ufficio che ha i titoli per poter fare dei bandi di gara. A Ivrea  c'era ma la passata amministrazione comunale, guidata da Stefano Sertoli l’aveva smantellato.

Patrizia Dal Santo

La cronaca

Per la cronaca, lo scorso 17 ottobre, la giunta comunale ha partorito una delibera per stabilire le linee guida nella preparazione del bando per la concessione in uso gratuito di cinque locali (cioè tutti quelli che ci sono, tolta la biglietteria e lo spazio a GTT) all'interno del Movicentro. L'intento dell'amministrazione? Promuovere l'area come punto di aggregazione per attività sociali, culturali e di servizio, con l'obiettivo di valorizzare non solo i prodotti e le iniziative locali, ma anche di garantire un presidio costante dell'area, migliorando la sicurezza e fornendo servizi essenziali come l'accesso alla biglietteria di GTT e Trenitalia.

I locali, che complessivamente coprono una superficie di circa 281,53 metri quadrati, insieme a uno spazio comune di 430 metri quadrati, saranno assegnati a un unico gestore per una durata di nove anni. La procedura di selezione avverrà tramite avviso pubblico rivolto a organizzazioni del Terzo Settore, come associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali e fondazioni. È previsto che le attività svolte possano anche avere una componente economica, purché finalizzata a sostenere l'equilibrio finanziario della gestione complessiva.

Uno degli elementi chiave della futura assegnazione riguarda l’utilizzo dell’atrio comune, che sarà messo a disposizione dell’amministrazione comunale per almeno 25 giornate annue in modo gratuito, consentendo lo svolgimento di attività istituzionali. Il concessionario, oltre a queste giornate gratuite per il Comune, potrà affittare lo spazio ad altri enti o privati, applicando tariffe che variano da 100 a 200 euro, a seconda del periodo dell’anno e della fornitura di servizi accessori come microfoni, palco e sedie.

Oltre alla gestione degli eventi, il concessionario sarà responsabile della manutenzione ordinaria dei locali assegnati, della pulizia, della sorveglianza dell’area e delle eventuali opere di adeguamento o ristrutturazione necessarie per garantire la sicurezza e la funzionalità degli impianti tecnologici esistenti. Sarà anche obbligato a volturare le utenze a suo nome e a coprire almeno il 20% delle spese per il riscaldamento e l’illuminazione delle parti comuni.

Infine, il concessionario avrà l’obbligo di predisporre un calendario semestrale degli eventi previsti e un report bimestrale degli eventi effettivamente realizzati, evidenziando così una chiara gestione degli spazi e delle attività svolte. Il Comune ha previsto anche la possibilità di rivedere gli importi e le condizioni della concessione dopo tre anni, basata sull’andamento degli utilizzi e sull’incremento dei costi energetici.

È importante notare che il concessionario dovrà garantire la conformità dei locali alle normative di sicurezza, gestione delle emergenze, accessibilità e acustica, nonché ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per poter svolgere le attività proposte. In caso di utilizzo dell’atrio come locale per spettacoli pubblici, sarà necessario rispettare tutte le normative vigenti.

delibera

Una storia

E adesso aspetta che lo facciamo. E state tranquilli che lo faremo. Ci stiamo lavorando.... Che palle...".

L’indice è puntato sul bando per l'assegnazione del Movicentro, di cui si discute (toh, guarda…) dal lontano 2020, da quando cioè è scaduto il contratto di comodato d’uso.

I tempi si sono fatti lunghi – dicevano in Municipio – perché gli uffici sono stati indaffarati su tanti altri fronti e, non in ultimo, nei bandi per l'assegnazione dei campi da tennis di via Cascinette, del campo di calcio, del teatro Giacosa e con le opere del Pnrr.

Di proroga in proroga, si è arrivati a oggi, anzi no, fino alla primavera del prossimo anno, poi tutto sarà  pronto per ridare a Zac! ciò che per il centrosinistra è dello Zac!. Un ritornello canticchiato in campagna elettorale e che ha permesso, tra le altre cose, al sindaco Matteo Chiantore di imbarcare i civici di Laboratorio Civico, ai civici di Laboratorio Civico di candidare una rappresentanza della cooperativa e, infine, abracadabra, agli amici della cooperativa di andare al governo della città con un vicesindaco (Patrizia Dal Santo) e un consigliere comunale (Andrea Gaudino).

In sintesi, allo Zac! di allearsi con il Pd, vincere le elezioni dopo un lungo braccio di ferro con la passata amministrazione guidata da Stefano Sertoli.

Una brutta storia

La brutta storia ha un inizio: luglio del 2020, alla scadenza del contratto di comodato d’uso dei locali ceduti allo Zac!. Il contratto prevedeva la possibilità di un rinnovo per altri sei anni e su questo si sarebbe dovuta concentrare la Giunta.

Accade invece che proprio in quel momento, il vicesindaco Elisabetta Piccoli, dopo una serie di accertamenti, s’accorge di non avere la disponibilità dell’immobile, con tanto di suggerimento a Zac! di rivolgersi a RFI quale legittimo proprietario.
Segue, il 4 febbraio del 2021, una determina attraverso cui il Segretario Generale revoca una precedente determina di proroga sine die del contratto scaduto, e a nulla serve ricordare dell’accordo tra lo Stato e la Regione per la realizzazione di una quindicina di “movicentri” presso altrettante città sedi di stazione ferroviaria.

Quello con la Città di Ivrea porta la data del primo dicembre 2000. Segue il 14 dicembre del 2001 il Protocollo d’Intesa tra Regione e RFI e il 22 maggio 2002 la firma dell’Accordo preventivo tra il Comune di Ivrea e RFI SpA.

Ivrea, oltre alla realizzazione del nuovo edificio viaggiatori, si impegnava ad adottare una variante al PRG tale da consentire l’ampliamento delle destinazioni d’uso dei vecchi edifici di RFI. A sua volta, RFI avrebbe dovuto cedere a titolo gratuito per 30 anni il diritto di superficie al Comune di tutti gli spazi e i manufatti interessati dalle opere progettate.

Da qui in avanti, RFI ha sempre riconosciuto il diritto all’uso dei locali da parte della città di Ivrea. Lo ha fatto non compartecipando alle spese di costruzione del 2° lotto (come da art.8 dell’accordo con il Comune di Ivrea per la realizzazione del Movicentro), non tirando fuori un euro per le bollette e per la manutenzione ordinaria e straordinaria e non pagando l’IMU.

Fantasmagorico il consiglio comunale del 3 marzo del 2021. Ad un certo punto, senza alcun preavviso, la vicesindaca Elisabetta Piccoli dà la parola a Davide Luciani dell’ufficio Tecnico. Obiettivo dichiarato (s’intende di Piccoli e Luciani) smontare la mozione attraverso cui le Opposizioni avevano chiesto di modificare, con una semplice “variante non variante” (così si chiama), le destinazioni d’uso del vecchio fabbricato di Trenitalia, aggiungendo nell’elenco i centri estetici e i parrucchieri.

Un dibattito completamente inutile e, infatti, pochi mesi più tardi arriva la notizia che il problema con RFI era stato risolto e si stava cominciando a lavorare per un “bando ad hoc” per spacchettare il bar dalle tre stanze e poi riassegnare il tutto con semplice “manifestazione di interesse” a chi ne avrebbe fatto richiesta. In aggiunta: il divieto assoluto di utilizzo dell'atrio per suonare, ballare, cantare e mercanteggiare.

Da un punto di vista tecnico, la vicesindaca Elisabetta Piccoli giustifica il tutto con questioni di “accatastamento” dei locali, peraltro aggiungendo che lo Zac! in tutti questi anni aveva gestito un bar e non un “servizio bar” come era indicato nel contratto di comodato d'uso. Insomma degli “abusivi”.

Segue, davanti al notaio Sergio D'Arrigo, la firma dell'atto di costituzione del diritto di superficie del Movicentro, con la piena disponibilità dell'edificio da parte del Comune fino al 31 agosto del 2040.

zac! salviamo

In realtà, l'intera vicenda per come era nata e per come era stata gestita è sembrata più un abbaglio che una cosa seria. Era venuto fuori chiaro e tondo anche durante l'ultimo dei consigli comunali del 2022, quando all'ordine del giorno atterra una delibera per prendere atto degli accordi sottoscritti dal 2000 al 2004 tra Regione, Comune e Ferrovie dello Stato.

Si leggeva che dal 1° gennaio del 2010 il Comune “veniva immesso nel possesso del Movicentro e delle relative aree pertinenziali destinate alla concessione del diritto di superficie e sui medesimi esercitava il pieno possesso”.

S'aggiungeva una ulteriore comunicazione di Ferservizi al Comune in cui si chiarivano più o meno le stesse cose, con l’aggiunta del “titolo assolutamente gratuito”.

Insomma, stando alla documentazione portata in discussione, il Comune avrebbe sempre avuto il possesso dell'immobile addirittura dal 2010, quando RFI decise di non procedere al passaggio del diritto di superficie perché stava per dividersi in Ferservizi e RFI.

Fine della telenovela? Non proprio. L’11 maggio del 2023 l’esecutivo Sertoli, tre giorni prima delle elezioni, approva una delibera di assegnazione degli spazi del Movicentro allo Zac! per 6 anni, alle condizioni del Comune.

Zac! non firma il contratto e l’8 giugno del 2023, il neo eletto sindaco Matteo Chiantore revoca tutto ribadendo la propria volontà di procedere all’assegnazione del Movicentro tramite un bando aperto a tutte le realtà interessate.

Arriva la prima proroga della concessione fino al 30 giugno del 2024, senza nessuna restrizione sull’utilizzo dell’atrio, e poi un’altra proroga fino a novembre.

Nelle intenzioni del Comune l'atrio dovrà essere aperto all'utilizzo anche da parte delle altre associazioni, e il Comune avrà un numero di giornate a sua disposizione che potrà assegnare (così come oggi avviene per il teatro Giacosa). Inoltre, l'utilizzo dell'atrio non dovrà essere sottoposto ogni volta ad una Scia. Di fatto, quel luogo viene oggi percepito dalla cittadinanza come luogo di incontro e di spettacolo.

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