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Il Presidente s'è fumato un'interpellanza? Sala Cupola "ciao ciao"?

A microfoni spenti continua il braccio di ferro tra l'opposizione e Luca Spitale

Luca Spitale e Andrea Cantoni

Luca Spitale e Andrea Cantoni

Il punto 5, 6 e 7 diventano 1, 2, 3; l’1 diventa 4, eccetera eccetera. Sembrava di stare davanti a Rischiatutto o in stazione con il giochino delle tre carte. L’altra sera, in consiglio comunale, il presidente del consiglio comunale Luca Spitale, dopo aver rivoluzionato la scaletta dei lavori, tra un rimbrotto e un cartellino giallo, a un certo punto è andato in tilt.

“Dov’è finita la delibera? Non ho la documentazione… C’era una copia… Ah, eccola, ce l’aveva il sindaco…”.

Morale. Il giorno dopo, il consigliere comunale Andrea Cantoni, guarda di qua, guarda di là, si è accorto che Spitale s’è “fumato” un’interpellanza. Toh, guarda, quella sui progetti del PNRR. A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca, e Cantoni un pensiero brutto ce lo ha fatto:

“Si chiedeva il perché dei ritardi nell’organizzazione dell’assemblea pubblica per spiegare alla cittadinanza gli sviluppi di tutti i lavori in corso. Saranno forse vere le voci che stan circolando sulla cancellazione della ristrutturazione della Sala Cupola? In questo caso, lo slittamento dell’interpellanza sarebbe stato molto utile…”.

E questa sì che era una notizia da dare… Ciao ciao Sala Cupola…

Quindi, uno Spitale “strategico”? Uno Spitale che fa ammuina?

“Non si può certo dire - stigmatizza Cantoni - che il presidente Luca Spitale, capogruppo de facto della maggioranza, non si impegni fortemente per la tutela delle esigenze della sinistra, ben più che per il rispetto del regolamento del Consiglio Comunale. Bisognerebbe fargli notare che nell’ora dedicata alle interpellanze non dovrebbero essere contati i suoi numerosi interventi e le interruzioni…”.

E siamo di nuovo al braccio di ferro.

La verità è che le opposizioni avevano chiesto di organizzare un incontro con i cittadini già nel consiglio comunale di luglio. Una richiesta semplice, quasi banale, per i ritmi della pubblica amministrazione, ma la giunta comunale aveva risposto con un “no” che sembrava scolpito nel marmo, grande come una casa, perché loro – sempre lungimiranti – avevano già pensato a una riunione per ottobre. Ottimo, no? E invece siamo arrivati a novembre, e di riunioni non se ne è fatta neanche una, nemmeno per sbaglio, men che meno sugli sviluppi dei più importanti progetti per la città e per avere rassicurazioni circa la corretta prosecuzione dei progetti finanziati dal PNRR.

E parliamo di lavori in corso, fermi con le quattro frecce, da concludersi entro il 2026.

La Sala Cupola, per la cronaca, rientra nel progetto che comprende la rigenerazione di Palazzo Giusiana e dei Giardini Giusiana, con un finanziamento di 9.692.438,01 euro. La ristrutturazione è finalizzata in parte all'ampliamento del Liceo Botta; per il resto, saranno spazi a disposizione della città. A bloccare la procedura ci sarebbe il considerevole aumento dei costi dei materiali e dei servizi tecnici legati all'aggiornamento del Preziario della Regione Piemonte, edizione 2024, per oltre 500.000 euro rispetto alle previsioni iniziali del 2022.

Di fronte a questa situazione, il Comune ha optato per una soluzione pragmatica: invece di richiedere ulteriori fondi o prolungare i tempi burocratici necessari per l'assegnazione delle risorse del Fondo Opere Indifferibili (FOI), ha deciso di rinunciarvi, ritenendo più conveniente utilizzare il ribasso d'asta, pari a 956.701,59 euro, avanzato con l'affidamento dell'appalto.

La delibera di giunta, approvata il 29 agosto 2024, prevedeva che il Comune formalizzasse la rinuncia all'importo di 1.965.480,00 euro, già assegnato con decreto del Ragioniere Generale dello Stato. Per la cronaca, il FOI era stato originariamente istituito per coprire costi non prevedibili legati agli aumenti dei prezzi dei materiali e delle opere.

Insomma, rinunciando ai fondi del FOI e utilizzando il ribasso d’asta, il Comune dovrebbe proseguire senza intoppi e portare a termine l’intervento entro il 31 dicembre 2026, sei mesi dopo la precedente scadenza del giugno 2026, come previsto dagli aggiornamenti al cronoprogramma.

E poi? Poi c’è tutto il resto.

Ci sono gli orti urbani di Canton Vesco per un investimento di 1,2 milioni. L’idea della passata amministrazione, guidata dal centrodestra, era di sistemare e bonificare l'area, con una particolare attenzione alle “infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”. A giugno, la bomba. Scavando, si è scoperta una vera e propria discarica sotterranea, contenente amianto, che è subito entrata prepotentemente nel dibattito politico. Se n’è parlato e straparlato, perché ci vorrebbero molti più soldi di quelli ipotizzati. Che fare? Come muoversi? Insomma, c’erano degli orti e oggi non ci sono più. C’è un progetto di bonifica, ma è tutto fermo. Solo erba, tanta erba. Erba che nasconde tutto, anche i cumuli di "spazzatura" accumulati in tante piccole montagnole. Anche in questo caso, l’amministrazione comunale pensa di recuperare 260 mila euro dal ribasso d'asta. Lo ha chiesto al Ministero, ma non ha ancora ricevuto una risposta. Insomma, l’assessore Comotto brancola nel buio, al contrario dei cittadini di Canton Vesco, che ci vedono benissimo.

la risata

Dagli orti alla riqualificazione dell’asilo nido Olivetti. Qui, a piangere, è un investimento di 3 milioni di euro. Il cantiere doveva prendere avvio tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, ma non si è saputo più nulla. Qualcosa aveva fatto l’ex assessore Michele Cafarelli, che, attraverso un bando regionale, era riuscito a ottenere circa 725 mila euro su un investimento totale di 1.060.000 per bonificare e mettere in sicurezza l’area esterna, ristrutturare la guardiania e l’aula giardino, per le quali era previsto un allestimento finalizzato a raccontare la sorprendente esperienza del welfare olivettiano ai turisti. Nulla. Non si è fatto nulla…

Tra i lavori che non partono, ci sono poi quelli alle aree verdi dei bastioni esterni del castello, per un importo complessivo pari a 1.485.000,00 euro. Si parla di un nuovo accesso al centro storico mediante scala e ascensore da via Circonvallazione. S’aggiunge un importante intervento di riqualificazione del parcheggio ex Foscale. Per fortuna, si sono almeno conclusi i lavori, per complessivi 825 mila euro, alla corte interna e all’illuminazione del castello, progettati dall’architetto Ezio Ravera, con la realizzazione di una nuova pavimentazione, la messa in sicurezza delle facciate e una nuova scala.

Finita qui? Neanche per idea. In città, infatti, hanno tutti gli occhi puntati sui lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, in particolare sul cantiere di piazza Perrone per l’allargamento del tunnel ferroviario. E parliamo di lavori sui quali l'amministrazione comunale non mette becco; al massimo, può lamentarsi.

L’ultimo colpo di scena? A marzo, gli operai della Tim, impegnati a spostare i sottoservizi, hanno trovato vecchi tubi rivestiti di amianto. Dalla “scoperta” al blocco del cantiere ci è voluto un "nanosecondo". Il problema delle tempistiche su tutta la linea è ben più ampio: il cantiere sembra avanzare a passo di lumaca, ostacolato da mille variabili. L’obiettivo iniziale di completare i lavori entro il 2025 sembra ormai una chimera. Più realistico, anche se non ufficialmente ammesso, è l’orizzonte del 2026, se non oltre. E nel frattempo? I cittadini continuano a fare i conti con una mobilità compromessa: la linea ferroviaria è chiusa, i trasporti sostitutivi con autobus non soddisfano le esigenze dei pendolari, e la pazienza è ormai agli sgoccioli.

Infine, le case popolari di via Ospedale e via Marsala. Finanziati con i fondi del PNRR per 1.450.000 euro, i lavori sarebbero dovuti partire con slancio subito dopo il Carnevale e durare 200 giorni. Siamo a settembre, e la situazione sembra essersi mossa un pochetto, nel senso che i lavori, dopo un’incomprensibile "stop", sono ripartiti, tra recinzioni "parzialmente divelte”, ponteggi "privi di sistemi di allarme" e una scalinata con i sanpietrini che sono venuti via e si trovano accumulati nella via sottostante, pericolosissimi per i pedoni, soprattutto anziani.

PNRR a Ivrea entro il 2026? L’ex consigliere comunale del Pd Maurizio Perinetti lo aveva detto e denunciato in tutte le salse. Tanti lavori così, tutti insieme, il Comune di Ivrea non è in grado reggerli. Insomma: una risata ci seppellirà, ma nel 2026.

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