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Lutto

L'insegnante che ha trasformato la passione in vocazione: il commovente ricordo di chi l'ha amata

A pochi giorni dalla sua scomparsa, le parole di chi le ha voluto bene. La figlia Giusy: "Aveva gli alunni nel cuore"

Cuorgnè

La maestra Mariagrazia Bianchini di Cuorgnè

Con la sua prematura scomparsa, ha lasciato un grande vuoto nelle tante persone che l’hanno conosciuta ed apprezzata. Parliamo di Mariagrazia Bianchini, maestra elementare cuorgnatese, deceduta a soli 63 anni. Da due era andata in pensione ma non si era affatto dimenticata dei suoi alunni: con loro e con le loro famiglie era rimasta in stretto contatto perché il suo non era un lavoro ma una vocazione. Quella di insegnare era stata infatti una scelta precisa così come quella di dedicarsi ad un tipo particolare di insegnamento: il Sostegno.

Subito dopo il diploma magistrale, ottenuto all’Istituto Santissima Annunziata di Rivarolo, si era iscritta a corsi di specializzazione per potersi occupare degli alunni con disabilità ed era particolarmente preparata per quanto riguardava i bambini non-vedenti, sordomuti, autistici. La figlia Giusy ricorda che, quand’era piccola, la madre ancora studiava e sosteneva degli esami. Del resto si era sposata giovanissima con il marito Nino e giovanissima era diventata mamma. “Se dovessi definirla con un aggettivo” – afferma – “direi che era generosa. Dava tutta sé stessa agli alunni di cui si occupava, li aveva davvero nel cuore. Il suo non era un lavoro, era una passione”.

Occuparsi di bambini con difficoltà non significa necessariamente – come si potrebbe pensare – essere persone inclini alla tristezza. Mariagrazia Bianchini possedeva un temperamento estroverso, socievole, amava stare in mezzo alla gente e queste caratteristiche venivano rispecchiate in un modo di vestire che non passava inosservato. Dice ancora la figlia: “Le colleghe la definivano ‘colorata’. Era estrosa ed amava le tinte vivaci, che usava anche in inverno perché mettevano allegria”.

“Al primo sguardo” – sostiene un insegnante che ha avuto modo di conoscerla e di apprezzarla – “la si sarebbe potuta giudicare frivola. In realtà era una persona profonda, affidabile, che piaceva a tutti; una donna intelligente, preparata, positiva”. Il felice connubio tra vivacità e sensibilità viene sottolineato anche dalle colleghe. Alda Porta ricorda: “Un giorno dissi a Grazia che incontrare lei al mattino mi metteva allegria. Il suo sorriso, il suo ottimismo e i suoi abiti trasmettevano buon umore. Con il suo pensionamento la scuola aveva perso una figura carismatica e i bambini una educatrice che comunicava esperienza e positività. L'unico tuo errore: andartene via così presto.

Considerazioni analoghe esprime Laura Nausin: “Era una persona perbene, onesta, priva di malizia e quando arrivava con il suo passo marziale e i suoi vestiti colorati portava una nota di allegria. Ci siamo conosciute 50 anni fa, quando sul campetto da tennis abbiamo scoperto che avremmo fatto l'istituto magistrale insieme. Anni spensierati, i primi amori, quante risate e quante chiacchiere. Tanti anni come colleghe di classe, tanti bambini ‘diversi’, tanti genitori che abbiamo sostenuto e nei cui occhi ho visto lo sgomento alla notizia che te ne eri andata. Te ne sei andata troppo in fretta.

Sul suo modo di rapportarsi con la disabilità riflette un’altra collega, Gloria Bellino: “Stare accanto a chi è diverso a qualcuno fa paura. A Mariagrazia no. Penso che fosse attratta proprio da questo aspetto: il lato insolito, originale, spesso geniale e incompreso delle persone. Chi ha ‘una marcia in meno’ spesso ne ha...una in più, ma bisogna saperla cogliere e credo che lei riuscisse a fare proprio questo. Anch’ella la definisce “colorata e giocosa, più spesso allegra ma a volte malinconica, la ricordo con affetto”.

Confermano i genitori di uno dei suoi ultimi allievi: “Abbiamo avuto il privilegio di avere nostro figlio seguito dalla maestra Mariagrazia per 4 anni. Con il suo amore e con la sua pazienza ha contribuito a costruire quel meraviglioso ragazzo che è oggi. Cara Mariagrazia ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per noi in questi anni”.

L’attenzione che riservava ai suoi alunni non le impediva di essere una madre ed una nonna molto presente ed affettuosa. Ha sempre seguito negli studi i nipoti David ed Iris, che ha avuto la possibilità di veder diventare grandi. David ha frequentato lo stesso tipo di scuola (non più Istituto Magistrale ma Liceo Psico-pedagogico) ed al funerale l’ha ringraziata pubblicamente per essere stata “la mia insegnante preferita”.

A piangere Mariagrazia Bianchini, oltre al marito, alla figlia ed ai nipoti, sono la mamma Lucetta ed il fratello Paolo con la sua famiglia.

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Commenti all'articolo

  • kevin

    24 Settembre 2024 - 16:48

    Ciao Zia, anche se non ci hanno messo, sappiamo quanto ci amavi, noi tuoi nipoti e figli di tuo fratello. Ci mancherai, ciao Zia da Kevin e Sabry

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