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Il caso

Spesi 900 mila euro per lo sport: "Ma nessuno usa gli impianti"

La minoranza torna ad incalzare il sindaco sulla tensostruttura, inaugurata tre anni fa e mai utilizzata, e sulle opere degli ultimi quindici anni

Brusasco

I soldi spesi per lo sport a Brusasco sono al centro del dibattito politico

Ancora pochi giorni e a Brusasco si “festeggerà” una ricorrenza che, in verità, non è certamente - almeno sinora - motivo d’orgoglio per la comunità. 

Il 4 ottobre 2021, infatti, giorno di elezioni, venne inaugurata dall’ex sindaca Luciana Trombadore la tensostruttura all’interno del cortile dell’Istituto Comprensivo.

Dopo i ritardi, le carte bollate, una petizione con duecento firme, una serie infinita di interrogazioni dell’opposizione, gli articoli ed una inchiesta del nostro giornale, la tensostruttura qualche mese fa è stato messo a norma dall’amministrazione di Giulio Bosso, con uno stanziamento di 10.000 euro dell’avanzo di amministrazione. 

Eppure, nessuno ci ha mai messo piede. 

E in paese c’è chi s’è quasi rassegnato all’idea di convivere con un palazzetto fantasma costato la bellezza di 203 mila euro e mai impiegato.

Tra chi invece non si rassegna all’idea di veder buttati così tanti soldi pubblici è la minoranza di “Per Brusasco e Marcorengo”, guidata da Anna Marolo. Insieme ai consiglieri Carlo Giacometto e Daniele Testore, Marolo incalza l’amministrazione Bosso sui soldi spesi negli ultimi quindici anni in paese per lo sport.

Quasi 900.000 euro. È questa la cifra che, secondo l’opposizione consiliare guidata da Anna Marolo, i brusaschesi avrebbero già sborsato per impianti sportivi che, in oltre 15 anni, hanno visto un utilizzo così sporadico da risultare pressoché inutili. E ora la questione torna prepotentemente al centro del dibattito politico locale.

Al centro delle critiche c’è la tensostruttura ad uso ludico-sportivo inaugurata nell’ottobre 2021 che – nonostante la spesa e l’attesa – risulta ancora chiusa al pubblico. Una cattedrale nel deserto, si direbbe, vista l’indecisione sull’affidamento della gestione: regolamentare l’uso a livello comunale o cedere la gestione a terzi tramite bando pubblico? 

Domanda ancora senza risposta, mentre la tensostruttura rimane deserta, e i cittadini continuano a vedere denaro pubblico impiegato senza ritorno tangibile per la comunità.

Non va meglio per gli impianti sportivi, che, negli ultimi 15 anni, hanno ospitato solo poche edizioni di eventi come “Colline in Festa” e il “Motoraduno degli Alpini” - inforca Marolo -. Anche le attività scolastiche ne hanno fatto un uso marginale, come confermato dalla stessa Amministrazione. Gli spogliatoi non adeguati, e in alcuni casi del tutto assenti, hanno reso impraticabile un utilizzo costante degli impianti, che non sono stati nemmeno considerati una sede adatta per Estate Ragazzi, data la mancanza di ripari nelle ore più calde”.

La tensostruttura di Brusasco

“Un valore aggiunto per l’intero paese?” chiede sarcasticamente la Marolo, riprendendo le parole del sindaco Bosso, che nel Consiglio comunale dell’11 ottobre 2022 aveva risposto a una precedente interrogazione sostenendo che si sarebbero valutate azioni concrete a fine concessione. Ma a quasi tre anni dall’inaugurazione della tensostruttura e a oltre un decennio dall’attivazione degli impianti sportivi, le azioni sembrano ancora un miraggio.

Con la nuova interrogazione, la minoranza consiliare chiede chiarezza: “quale sarà il destino degli impianti sportivi e della tensostruttura? Verrà finalmente pubblicato un bando per l’affidamento della gestione, con condizioni chiare e tempi certi? E, soprattutto, verranno mai resi fruibili i servizi essenziali, come spogliatoi e bagni, tanto per gli impianti sportivi quanto per la tensostruttura?”.

Non manca, poi, l’affondo sulle spese di gestione. “Quanto è costato ai contribuenti brusaschesi mantenere queste strutture negli anni 2021, 2022 e 2023? E quanto ancora si prevede di spendere nel 2024 per manutenzioni e utenze?”. Domande che, secondo la minoranza, attendono risposte urgenti. Il tutto in un quadro in cui gli impianti, lungi dall’essere un valore aggiunto, sembrano rappresentare un peso per le casse comunali e un’occasione mancata per il paese.

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