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Ivrea

San Bernardo, il grido d'aiuto dalla periferia

I consiglieri comunali e i residenti di San Bernardo denunciano la mancanza di manutenzione e richiedono interventi urgenti per migliorare la sicurezza stradale e la vivibilità del quartiere

Paolo Noascone

Paolo Noascone

Un’interpellanza dei consiglieri comunali Paolo Noascone, Antonio Cuomo, Elisabetta Piccoli, Andrea Cantoni ed Emanuele Garino sul degrado in cui versa la piccola frazione di San Bernardo. E sono una lunga serie di segnalazioni dei cittadini sulla scarsa manutenzione della segnaletica stradale orizzontale e verticale (che praticamente non c’è più), dei marciapiedi e alla promessa (fino ad ora rimasta sulla carta) di una casetta dell’acqua. Il dito è anche puntato su Via Torino e sulle strade laterali.

“La segnaletica orizzontale - scrivono i consiglieri comunali - in molti casi è sbiadita o del tutto assente, e la mancanza di segnali di Stop crea situazioni di pericolo per gli utenti della strada. I marciapiedi del quartiere necessitano di un ripristino della pavimentazione e della rimozione delle barriere architettoniche, che rappresentano un ostacolo per le persone con mobilità ridotta. Inoltre, la vegetazione non curata lungo i bordi delle strade contribuisce alla percezione di degrado urbano.”

S’aggiunge, come ulteriore segnale di incuria, che gli autovelox arancioni sono stati in parte sradicati, probabilmente a causa di atti vandalici. Nell’interpellanza, i consiglieri chiedono al Sindaco e all’Assessore quali misure intendano adottare, in particolare cosa ne è stato della casetta dell’acqua, che potrebbe servire gli abitanti e i frequentatori delle aree ludico-sportive del quartiere. Fine della reprimenda.

Se n’è parlato nel corso dell’ultimo consiglio comunale e a domanda l’assessore Massimo Fresc ha tentato una tiepida difesa: «Le criticità esposte nell'interpellanza sono note all'amministrazione – ha argomentato –. Negli ultimi anni sono mancati degli investimenti e alcuni marciapiedi e strade devono essere sistemati. La situazione è simile ad altri quartieri come San Grato, Torre Balferdo, San Giovanni e Bellavista. Per iniziare a recuperare questa situazione ereditata dal passato saranno a breve asfaltate diverse strade secondarie, tra cui via Dora Baltea e via della Liberazione, mentre nel corso dell'estate saranno sistemate porta Torino e parte di corso Nigra. I finanziamenti legati al Pnrr hanno permesso una cinquantina di interventi, portando a realizzare passaggi pedonali rialzati, nuove piccole aree di sosta e il ripristino delle tracciature e di parti di marciapiede. Nonostante questi diversi interventi, molte situazioni devono ancora essere affrontate, e a tal fine stiamo affidando la riverniciatura della segnaletica orizzontale, per la quale sono stati stanziati 100mila euro, mentre ne abbiamo a bilancio altri 80mila per il ripristino di marciapiedi e tratti di strada. Con gli uffici stiamo lavorando per gli affidamenti più importanti relativi all'asfaltatura delle arterie principali, previste per il 2025. Infine, per l’erba alta, verificherò che il diserbo sia stato eseguito».

Si è aggiunta l’assessora Gabriella Colosso, sulla casetta dell’acqua (che arriverà) e sui quattro panettoni per delimitare il passaggio nel parco.

La risposta, manco a dirlo, non ha soddisfatto per niente il primo firmatario dell’interpellanza Noascone: “Sono contento che l'amministrazione non abbia negato il problema. Sappiamo bene che le cose da fare sono molte, e abbiamo fiducia che verrà posta la dovuta attenzione a quanto da noi segnalato. Vigileremo perché si dia seguito a quanto detto in aula. Sappiamo che i tempi di intervento sono lunghi, non pretendiamo che vengano fatti tutti insieme, ma è importante che man mano siano realizzati”.

E se il sindaco Matteo Chiantore ha promesso entro il 2025 un progetto complessivo che guarda alla chiesa, al bocciodromo, al parcheggio (“Rifare le strisce va bene ma vogliamo fare altro. Oggi San Bernardo è il risultato di una scarsa attenzione stratificata nel corso degli anni”) l’assessore Francesco Comotto ha parlato dei tanti progetti in corso con il dito puntato sulla pioggia: “Non è facile stare dietro a tutto… Se notate che ci sono cose fatte male segnalatecelo e vediamo di intervenire”.

Ammette che le cose, a San Bernardo, stiano messe davvero male anche Giuseppe Renzo Vittonatti, che a San Bernardo è uno dei “volontari del verde”. “In questi giorni sono in corso dei lavori su via Torino - ci raccontava qualche giorno fa - per l’installazione di bande rumorose sugli attraversamenti pedonali. Si ripristineranno anche alcuni marciapiedi. È un intervento iniziale a cui si spera ne arrivino altri. La casetta dell’acqua? So che l’hanno acquistata e che presto verrà installata in prossimità dell’area verde. Credo ci siano dei problemi con gli allacci...”

Resta tutto il resto ma, secondo Vittonatti, la nuova segnaletica orizzontale e verticale dovrebbe rientrare in un intervento più significativo sulla messa in sicurezza dell’intera frazione. “L’Amministrazione comunale è in possesso di un nostro progetto che guarda alla sicurezza di via Torino - ci raccontava -. Attendiamo di incontrare il mobility manager per capire interventi e tempi. Solo la segnaletica non basterebbe...”

San Bernardo, un paese, una costola della città che guarda anche a Pavone e a Scarmagno. Qui, al cospetto di persone che vivono in una comunità decisamente vivace, nascosta nella bella stagione tra distese di foraggio, grano e granoturco, nel luglio dello scorso anno, il sindaco Matteo Chiantore e gli assessori Gabriella Colosso e Francesco Comotto avevano giurato e spergiurato di voler ricucire un rapporto con il centrosinistra che negli anni s’era rotto. Una riunione en plein air, in via Borsellino, tra la scuola e l’ex spogliatoio trasformato in sede per gli Alpini e per l’associazione di Mutuo Soccorso, proprio dietro all’ex bocciodromo che sta crollando a pezzi e a un campo da basket tenuto che è un gioiello.

“Cosa manca qui? - aveva inforcato Aurelio Cornelio - Manca una banca... Manca una panetteria. Facciamo i turni per andare a comprare il pane. Il primo negozio dista 4 chilometri...”.

Non era l’unico dei problemi. “Siamo una frazione dimenticata...” aveva insistito più e più volte Carmen Lantero.

Tra i tanti “bubboni” segnalati, quello che più di tutti dovrà prima o poi essere risolto faceva proprio riferimento al traffico in via Torino, ai parcheggi selvaggi sempre sulla stessa via e alla velocità. E si potrebbe risolvere con i dossi, con le telecamere, ma stando ai più non basterebbero. La proposta di Giuseppe Vittonatti era stata (e continua ad essere) una rotonda quasi di fronte alla piccola chiesetta ortodossa (più volte all’anno presa d’assalto dai fedeli) e alla scuola.

Il sindaco Chiantore aveva preso appunti, tutto sommato condividendo l’idea. Aveva anche promesso, nell’arco di qualche mese, interfacciandosi con l’Ufficio tecnico, un riscontro ma non si è quasi più fatto sentire. Ma non era ancora finita.

Quel che manca a San Bernardo sono infatti gli spazi pubblici. Per il padiglione delle feste si utilizza uno spiazzo che è di proprietà della Parrocchia ed è qui che anni addietro la Pro Loco ha costruito due casette e un bagno pubblico. Sarebbe tutto da rifare. Quello spiazzo, infatti, è anche l’ingresso della scuola. “Si dovrebbe fare un discorso con il parroco e poi sistemare l’area... - si era detto - C’era un accordo ma poi s’è arenato tutto...”

La Pro Loco, peraltro, utilizza anche un seminterrato della Chiesa come magazzino con un comodato d’uso, considerato fondamentale. Qualcuno aveva chiesto più cestini dei rifiuti sparpagliati un po’ qua e un po’ là, altri dei marciapiedi all’onore del mondo, altri ancora vere e proprie piste ciclabili e nuove segnaletiche. “All’altezza della Daico i cartelli stradali posti sulla provinciale non si vedono...” c’era chi osservava. Tra i lavori da fare subito, oltre a due panetti di cemento per impedire il passaggio delle auto fin dentro al campo da basket, il sindaco e l’assessore Comotto si erano fatti un nodo al fazzoletto per risolvere quanto prima il problema delle lampadine accese anche di giorno in canton Paciot, Caserio e Burzio, tanto per citarne tre.

Questo problema, a quanto pare, sarebbe stato risolto. Poi c’è la manutenzione del verde a cominciare da quei tre platani che fanno ombra ma sono carichi di foglie che intasano e creano problemi al tetto della scuola materna. L’architetto Antonio Frassà aveva proposto di abbatterli, ma in tanti gli erano volati addosso. Infine, la facciata della scuola (intitolata a Lucia Guelpa) con i disegni di Gallo Galliano. “L’ex assessore Cafarelli s’era fermato nel 2022 per mancanza di fondi - commentava Giuseppe Vittonati - sembra impossibile che non ci siano qualche centinaio di euro per finire?”.

Da qui era stato un attimo passare al PEC risalente a parecchi anni prima realizzato in via della Grangia e la cui urbanizzazione non s’è mai pienamente conclusa. “Solo 80 metri di asfalto - aveva stigmatizzato Diego Gasperini - Manca l’illuminazione. Chi ha urbanizzato dice che la strada è privata. Abbiamo risolto a fatica il problema della fibra...”

S’è fatto qualcosa? Boh! In coda, lamentele sulla SMAT e sui tanti operatori che bucano le strade e poi le lasciano malconce, non ultime sulle tante barriere architettoniche. Questo e molto altro è stato nuovamente descritto (chiamiamolo nodo al fazzoletto) in un documento consegnato al sindaco e prodotto da un nuovo comitato di quartiere a cui hanno aderito Giuseppina Gianotti, Tiziana Mussano, Giulia Fornasier, Igor Caserio, Yuri Zambolin, Giorgio Giachino, Franco Favre, Massimo Canavese, Diego Gasperini, Giacomo Locatelli e... Giuseppe Renzo Vittonatti.

Lo hanno chiamato Progetto San Bernardo e si rifà ai comitati di quartiere che esistevano negli anni ‘70. Insieme hanno approfondito tutte le problematiche e cercato di capire se ce ne fossero altre. Hanno anche preparato e inviato all’Amministrazione un documento. E siamo di nuovo fermi qui.

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