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Ivrea

Non c'è "Pilo per tutti". Cancellata una mostra per il "telo" inquietante

Il collettivo artistico "A Cerchio" spiega come sono andati i fatti

Non c'è "Pilo per tutti". Cancellata una mostra per il "telo" inquietante

Prima ha chiesto loro di smontare il telo nero che faceva da sfondo, poi, inascoltato, ha detto che la mostra sarebbe stata “cupa”, inquietante e inadatta al contesto de festival, quindi li ha invitati a smontare tutto e “tornare a casa”. !

Morale?

Con grande rammarico, il Collettivo artistico “A Cerchio” venerdì scorso ha comunicato che la mostra artistica “Le città invisibili” non si sarebbe più tenuta in occasione della “Grande Invasione” per motivi organizzativi relativi al festival e non dipendenti dal Collettivo.

La mostra era prevista, in Santa Marta, da giovedì 30 maggio alle 19 (inaugurazione) a domenica 2 giugno.

"Le motivazioni della cancellazione - stigmatizza il Collettivo - ci appaiono opache... Da febbraio, dopo aver presentato le nostre idee, siamo stati in costante contatto con il direttore del festival, che ci aveva garantito “carta bianca”. Poi nelle settimane seguenti abbiamo ricevuto a più riprese diverse comunicazioni di cambi di disponibilità degli spazi espositivi, per le quali avremmo dovuto riformulare e ripensare mostra e allestimento...".

Inizialmente viene data loro la disponibilità a utilizzare l’intera Sala Santa Marta. Poi solo due pareti della seconda sala...

"Quindi - continua il racconto - abbiamo pensato di impostare la mostra utilizzando un telo nero come sfondo sulle pareti per dare un senso di unitarietà concettuale al percorso espositivo, trasformando il telo in elemento integrante della installazione, quindi guidare visivamente la fruizione del percorso per il pubblico distinguendo lo spazio espositivo da quelli dedicati ad altri utilizzi, infine dare risalto visivo alle opere e uniformare lo sfondo...".

Tutto bene? Tutto chiaro? Macché!!!

"Dalla mattina del 29 maggio, le modalità di comunicazione personale e professionale da parte de direttivo del festival cambiano, divenendo incongruenti e sviluppandosi in atteggiamenti verbalmente aggressivi e toni poco collaborativi. Prima per questioni legate alla misura degli spazi, che in realtà era in coerenza con quanto ci era stato comunicato, poi per questioni legate all'uso degli spazi stessi...".

Dito puntato sul telo nero. Al mattino il direttore del festival Gianmario Pilo dà parere positivo, la sera aveva già cambiato idea.

"Insomma se non avessimo tolto “almeno il telo”, non avremmo più esposto - si lamenta il Collettivo - A loro dire la mostra sarebbe risultata “cupa”, “inquietante” e “inadatta al contesto del festival del libro”. Fatichiamo a capire come possa risultare inadatta ad un festival del libro una mostra interattiva ispirata a un libro di Calvino riletto in chiave contemporanea e includente un libretto poetico-illustrativo auto-prodotto, delle poesie, citazioni di libri e tracce audio recitate...".

Insomma la mostra non c'è più...

"Fin dal primo giorno ci siamo adeguati agli spazi assegnati ma trovandoci a meno di 24h dall’inaugurazione con una richiesta di rimozione del telo in modalità non professionalmente e personalmente accettabili, abbiamo chiesto un approfondimento e la risposta è stata: “smontatela (la mostra) questa sera, il nostro rapporto finisce qui”.

Un peccato!

"In tanti mesi di intenso lavoro - passa e chiude il Collettivo - abbiamo realizzato molte opere, tra cui quadri e libretti auto-prodotti con l’aspettativa di poterli esporre davanti a così tante persone e di avere anche la possibilità di raccogliere una certa compensazione economica per il nostro lavoro tramite la vendita dei quadri o le offerte per i libretti. Come operai/e dell’arte e della cultura, per noi questa è chiaramente una questione pesante che incide sia moralmente che economicamente sul nostro percorso individuale e collettivo...".

Cosa succederà adesso?

"Renderemo la mostra virtualmente fruibile e speriamo di poterla riproporre in presenza prossimamente in altri spazi...".

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