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Leini
28 Aprile 2024 - 22:03
Giorgia Meloni e Pierluigi Leone
Il 25 aprile a Leini non è ancora finito. Le polemiche intorno a quella data, che quest’anno ha visto l’eccezionale partecipazione del Comune gemellato di Saint-Égrève, continuano, infatti, a tenere banco nella politica locale.
Il gruppo di Fratelli d’Italia Leinì, che alle prossime elezioni amministrative dell’8/9 giugno 2024 si presenterà con il candidato di coalizione Francesco Vecchi, ha polemizzato con il consigliere di minoranza Pierluigi Leone. Sulla sua pagina FB il gruppo politico locale ha dichiarato di aver partecipato alle celebrazioni del 25 aprile “con grande spirito istituzionale, perché crediamo non debbano esistere feste divisive”.
Anche se l’adesione – precisa la sezione – non è avvenuta a cuor leggero: “Abbiamo anche ‘accettato’ la presenza della bandiera col faccione di Che Guevara, perché la simpatia umana per chi la portava e anche il rispetto per i miti e la simbologia degli avversari politici ci porta a evitare di fare polemica per questo. Quel che non abbiamo potuto accettare è ciò che ci è toccato sentire dopo, quando ha preso la parola il Consigliere Leone”.
In quello che Fratelli d’Italia Leinì ha definito “un discorso a tratti imbarazzante” Leone, consigliere della lista Uniti per Leinì, avrebbe criticato la natura illiberale del governo nazionale e avrebbe definito la stessa premier e gli esponenti del partito di Giorgia Meloni come dei “fascisti non pentiti”.
“Ora – replicano dal partito – noi non chiediamo certo che il consigliere rispetti noi rappresentanti di Fratelli d’Italia Leini ma chiediamo vengano rispettate le più alte figure istituzionali della Repubblica. E soprattutto lo invitiamo seriamente a portare rispetto alla volontà popolare e ai 2384 elettori leinicesi che alle scorse elezioni hanno votato per Fratelli d’Italia. Lo deve fare proprio in virtù di quei valori che dovrebbero animare un 25 aprile non di parte ma della nazione intera. Lo deve fare perché a occuparsi dei presupposti di apologia di fascismo per un partito lo fa già la Costituzione e dunque il presidente della Repubblica Mattarella, non lo stabilisce certo il consigliere Leone dal palchetto dei festeggiamenti. Se il Presidente Mattarella non ha colto questa deriva autoritaria, allora le cose sono due: o il Presidente non la sta cogliendo al contrario del consigliere… o, come pensiamo noi, il consigliere Leone dovrebbe contare fino a 2384 prima di esprimere certe accuse”.
Non è la prima volta che Fratelli d’Italia Leinì, deciso alla prossima tornata elettorale a scalzare l’attuale sindaco Renato Pittalis dalla poltrona di primo cittadino, entra in polemica con l’amministrazione e le associazioni leinicesi.
In occasione del Carnevale, organizzato per il 10 marzo e poi rinviato per maltempo al 14 aprile, il partito locale aveva criticato l’organizzazione dell’evento cittadino: “Perché una così bassa partecipazione? Cosa non ha funzionato? Proprio per dare il giusto merito a chi ha speso tempo ed energia non possiamo concluderla lì, con un post di grande entusiasmo… perché la realtà è più cocciuta delle nostre convinzioni. C’era più gente in gelateria!” L’amministrazione deve comprendere quali sono le criticità e magari farne tesoro. Si è fatta poca comunicazione o altro? Possibile che 5 anni di ‘Cambia Leini’ siano tutto qui… Almeno per quel che riguarda gli eventi?”
L’Associazione “Leinì Live”, tra gli organizzatori del Carnevale, aveva risposto: “Non vogliamo essere utilizzati per scopi elettorali e dal post è proprio così, pertanto anche le belle parole hanno perso il valore del complimento. Non utilizzate le associazioni per questo. Lasciateci fuori! Fate campagna elettorale utilizzando le vostre forze non quelle dei veri volontari. Senza polemica ma potevate evitare e andare in gelateria anche voi! Scrivete su Facebook senza avere avuto nemmeno l’educazione di venire a conoscere l’associazione che in questo caso era l’organizzatrice. Non sappiamo nemmeno chi siete!”
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