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Sanità

Visite mediche e ricoveri? C'è un tempo massimo e se pago di tasca mia l'Asl rimborsa!

La Regione paga, ma solo se lo sai! Scopri come farti rimborsare le cure private se il CUP non rispetta i tempi.

Mario Giordano e Stefano Scarpetta

Mario Giordano e Stefano Scarpetta

Il CUP (Centro Unico Prenotazioni) del Piemonte deve obbligatoriamente fissare una visita medica specialistica, o una qualsiasi altra prestazione o ricovero, in un tempo massimo che varia dai 30 ai 60 giorni.

Fanno eccezione la protesi d'anca, la cataratta, la meniscectomia e l'artroscopia, per le quali si può arrivare al massimo fino a 180 giorni.

La sanità pubblica non riesce a rispettare questi tempi? Poco male. Il cittadino ha il diritto di rivolgersi al privato e poi farsi rimborsare. A dirlo non siamo noi, ma una legge del 1998, la numero 124. Tutto chiaro? Qualcuno lo sapeva? Qualcuno lo ha mai detto? Le opposizioni in consiglio regionale lo hanno mai sottolineato? Le maggioranze di governo ne hanno mai dato contezza?

Ci sa tanto di no! Di sicuro non lo hanno mai saputo i pazienti, i malati e i cittadini piemontesi. E nessuno lo sapeva perché al CUP e all'URP delle tante ASL piemontesi di questa cosa non si è mai detta una parola. A scoprire l'ennesimo scandalo della sanità piemontese è stata di nuovo la trasmissione “Fuori dal coro”, condotta da Mario Giordano su Rete Quattro.

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Nella mani di una giornalista, la risposta negativa data dall'ospedale di Ciriè a una paziente.

"Il Decreto legislativo 124/98 (articolo 3, comma 13) - si legge nella comunicazione al cittadino - è di fatto superato e non è previsto che gli utenti possano richiedere il rimborso della prestazione in regime di libera professione intramuraria, pagando il solo ticket se dovuto. In quanto la fruizione di tale diritto, riconosciuto dall'articolo 3, comma 13, del decreto legislativo 124/98, è automaticamente decaduta dal momento dell'attuazione dei programmi regionali...".

In pratica, niente rimborso…

Peccato che non sia per niente così. Quando si parla di “programmi regionali”, infatti, si fa riferimento alla delibera di giunta 56/3322 del 3 luglio 2006. Siamo andati a leggerla ed è proprio qui che si fa riferimento ai tempi massimi.

D'altro canto, come potrebbe mai una normativa regionale cancellare una norma nazionale?

Al telefono e davanti alle telecamere, le risposte puntuali ma del tutto “imprecise” piovono con una sicumera che fa rabbrividere.

“Rimborsi? Quali rimborsi?”, “Rimborsi? Noi non sappiamo come funziona!”, “Rimborsi? Abbiamo saputo che esistono da poco!”.

Qualcuno, in verità, chi la dura la vince, un rimborso lo ha già ottenuto.

“È Clara di Domodossola - ha inforcato l'altra sera Mario Giordano - di 100,85 euro...”.

Altro giro, altra paziente. Davanti alla telecamera c'è Renata. Da 6 mesi non riesce a prenotare una terapia del dolore e, per l'ennesima volta al centro della polemica, manco a dirlo, ci finisce la direzione generale dell'ASL TO4.

“Avete scritto che non si applica la legge nazionale... All'URP e al CUP dicono di non conoscere le leggi...” più o meno inforca la giornalista.

“Se dicono che non sanno nulla non è corretto...” ribatte il direttore generale Stefano Scarpetta.

“Anche qui devono applicare la legge nazionale - aggiunge - Se i rimborsi sono dovuti, vengono erogati. Verificherò le risposte che si danno e metteremo a posto le cose. È giusto che l'informazione sia corretta....".

Stando alla legge del 1998, tutte le ASL avrebbero dovuto determinare il tempo massimo che può intercorrere tra la data della richiesta delle prestazioni e l'erogazione della stessa.

Di tale termine si dovrebbe dare (ma non lo si fa) comunicazione all'assistito al momento della presentazione della domanda della prestazione. E ancora che, fuori dal tempo massimo, “l'assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell'ambito dell'attività libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell'ASL di appartenenza… la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione e l'effettivo costo di quest'ultima… o, nel caso sia esente… l'intero costo della prestazione.".

I TEMPI FISSATI DALLA REGIONE. 

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