Che figuraccia quella di una maggioranza che, con un astuto giochetto politico fatto di numeri, è riuscita a non approvare il disegno di legge, a firma del loro vicepresidente, per far nascere un Parco. Un parco e non un inceneritore, come ben sottolineato dal uno dei sindaci dei territori coinvolti dal progetto, Davide Guarino di Cascinette: "Un parco è un parco e chi non lo vorrebbe? Non è mica un inceneritore".
Mai dar nulla per scontato, però. Soprattutto da quando sul progetto è calato il veto, più o meno motivato, di Coldiretti, associazione di categoria preoccupata delle ripercussioni che l'istituzione dell'ente potrà avere su una zona già limitate dal Sic (sito di interesse comunitario).
Ma c'è un sindaco che invece ci aveva visto lungo e che da mesi frenava gli entusiasti. Ed è Maurizio Fiorentini di Chiaverano. Allo scadere del suo terzo mandato, dopo 15 anni di amministrazione, ha ben capito che non c'era nulla da dare per scontato ed è rimasto in finestra a guardare. Forse con le dita incrociate. Perché è 8 anni che, con i colleghi di Ivrea, Cascinette, Borgofranco e Montalto Dora, guidati da Città Metropolitana, lavora al progetto.
Da quando nel suo lago, il lago Sirio, venne ucciso il cigno Baldassarre e nacque un comitato di cittadini con lo scopo di tutelare e valorizzare questo meraviglioso angolo di Canavese che ha moralmente ha già acquisito il nome di Parco dei 5 Laghi.
Il cigno Baldassarre venne ucciso a mani nude da un bagnante nel Lago Sirio nel 2015
Se finora Fiorentini è rimasto a guardare, adesso ha deciso di intervenire. Perché non c'è più tempo da perdere. Perché da giugno non sarà più sindaco. E perché a questo progetto ci tiene davvero molto come impronta dei suoi 15 anni al servizio del paese in cui è nato e cresciuto.
"Egr. Presidente, sono il Sindaco di Chiaverano"
Questo l'incipit della missiva inoltrata anche al vicepresidente regionale Fabio Carosso, firmatario della legge e ai consiglieri di mezzo consiglio regionale.
"Sono il sindaco di uno dei cinque comuni che da tre anni e mezzo, ripeto tre anni e mezzo, attendono che la Regione istituisca il Parco dei 5 Laghi di Ivrea. Una richiesta unanime di cinque comuni di diverse appartenenze politiche che vedono nel Parco un importante strumento per lo sviluppo anche economico di un territorio che conta 30.000 persone. Oggi, dopo molti passaggi dilatori degni di una telenovela, finalmente il DL 222 di istituzione del Parco è stato messo in votazione in Consiglio Regionale.
Ho seguito una parte del didattico e, come Sindaco, mi sono sentito umiliato dal teatrino messo in scena dai Consiglieri di maggioranza che a più riprese hanno fatto mancare il numero legale su un provvedimento portato al voto dal Vicepresidente Carosso ed approvato all'unanimità dalla Giunta Regionale".
"Pareva di assistere ad una rappresentazione del teatro dell'assurdo di Ionesco, dove le vicende sono apparentemente senza senso e in questo modo si scardina ogni convenzione e regola e si capovolge ogni criterio di verosimiglianza e di realtà.
Il comportamento di molti consiglieri è incomprensibile. Perché far mancare il numero legale su un provvedimento che il territorio richiede con forza da tempo? Se si è contrari non si è più corretti e coerenti nel votare contro? Perché tutte queste sceneggiate e questi sotterfugi per impedire l'approvazione?".
Fiorentini non si nasconde dietro un dito e mette subito in luce le vere problematiche.
"Capisco la vicinanza delle prossime elezioni regionali, capisco le "guerre" anche tra partiti alleati per accaparrarsi qualche voto. Ma, Egr. Presidente, è chiaro ai suoi consiglieri che se venisse approvato il Parco questo causerebbe scostamenti insignificanti nelle intenzioni di voto? E' chiaro che, qualora invece non venisse approvato, le reazioni sul nostro territorio sarebbero di totale protesta verso i partiti che hanno determinato questa scelta?".
Fiorentini, sindaco di un Comune di 2mila anime non ci pensa due volte a parlare di ragioni "pretestuose" al governatore della Regione.
"Mi scusi Sig. Presidente, ma le ragioni che stanno dietro tutto questo sono del tutto pretestuose. Si dice che i cacciatori siano contrari. Posto che sia vero, lo sanno i suoi consiglieri che l'area del Parco è già un'oasi e, quindi, i cacciatori non hanno alcuna possibilità di cacciare se non per il contenimento dei cinghiali?".
Una stoccata, poi, la fa anche a Coldiretti.
"Ah già. I cinghiali. Secondo Coldiretti, contraria al Parco diversamente dalle altre organizzazioni agricole invece favorevoli, i cinghiali con il Parco devasterebbero le colture. Colture tra l'altro minimali tanto che le zone agricole del Parco sono solamente il 5% del territorio. La realtà dei fatti è che già oggi i cinghiali devastano il territorio dell'Oasi e l'istituzione del Parco, anzi, permetterebbe un migliore contenimento tanto che la Città Metropolitana ha già previsto un Piano Faunistico proprio per cercare di contenere questi problemi".
La lettera termina con un appello in una scena in cui sembra di vedere Davide davanti al gigante Golia.
"Sig. Presidente, nella mia ingenuità politica ritenevo che la Regione fosse sempre ben disposta ad accogliere le proposte quando provengono dal territorio e dai Sindaci che legittimamente rappresentano i cittadini da loro amministrati.
Oggi ne ho avuto una dimostrazione contraria. L'approvazione del DDL 222 è stata sospesa e, credo, verrà ripresentato nella prossima seduta. A giugno finirò il mio terzo e ultimo mandato da Sindaco. Ho passato gli ultimi 8 anni credendo e lavorando per il progetto del Parco nell'interesse dei miei cittadini. Non pensavo di arrivare al termine della mia vita politica assistendo a quanto ho assistito oggi. Mi auguro che Lei possa usare la Sua indiscutibile influenza per fare in modo che il Parco venga finalmente istituito".