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Sul Parco dei 5 Laghi crolla la maggioranza in Regione

Nonostante il sostegno del Pd e delle forze di opposizione la legge promossa dal vicepresidente della Regione, Fabio Carosso, non è è passata per mancanza del numero legale

Sul Parco dei 5 Laghi crolla la maggioranza in Regione

Il re è nudo. Sull'approvazione della legge che avrebbe dovuto istituire il Parco dei 5 Laghi, la giunta Cirio ha mostrato tutta la sua fragilità. Con una prova di muscoli, Fratelli d'Italia, Forza Italia e di alcuni consiglieri della Lega, hanno fatto mancare il numero legale su una legge promossa dal vicepresidente della regione con delega ai Parchi, il leghista Fabio Carosso. 

Non proprio una bella figura, a pochi mesi dal voto con Alberto Cirio pronto a ricandidarsi con tanto di benedizione di Salvini che ha già dato il suo placet: "Squadra che vince non si cambia". 

Il siparietto che si è tenuto oggi in consiglio regionale è stato tragicomico. Quel numero legale mancava sempre e solo per un voto con consiglierei che andavano, altri che venivano e i numeri che non tornavano mai.

E questo, nonostante la prova di responsabilità data dai gruppi di opposizione che, compatti, sono rimasti in aula per votare un provvedimento che è sì della maggioranza, ma che porterà benefici sul territorio.

Perché, per dirla con le parole del sindaco di Cascinette di Ivrea Davide Guarino: "Un parco è un parco, non è mica un inceneritore. E chi non vorrebbe un parco?".

Ma spesso capita che i giochi politici vadano oltre la logica e che subentrino giochi di potere e forze che poco hanno a che fare con un semplice voto.

In questo caso, di mezzo, ci sono i voti, e tanti, di Coldiretti, l'associazione di categoria da sempre ritenuta il "braccio armato" delle forze di centro destro.

Da quando Coldiretti è intervenuta contro questo progetto, la regione ha iniziato a ritrarsi da quel disegno di legge a firma della seconda carica di governo. Il problema sembrerebbe essere legato alle regole di contenimento dei cinghiali che, secondo Coldiretti, diventerebbero più restrittive con l'istituzione dell'ente parco.

Bruno Mecca Cici, presidente provinciale di Coldiretti

E non è bastato il piano faunistico presentato da Città Metropolitana perché a quel punto Coldiretti se n'è uscita con un progetto alternativa al parco che mirerebbe agli stessi obiettivi. Insomma: tutto pur di evitare quella legge che a detta loro penalizzerebbe gli agricoltori del territorio.

Peccato che questa presa di posizione sia arrivata dopo otto anni di lavoro portato avanti da Città Metropolitana, come capofila, e da ben cinque comuni del territorio canavesano: "Ivrea, Chiaverano, Borgofranco d'Ivrea, Montalto Dora e Cascinette d'Ivrea.

Carosso, dopo qualche rallentamento ha tentato di portare avanti la legge a sua firma che è arrivata in Consiglio per l'approvazione finale troppo a ridosso delle elezioni, facendo emergere più le contraddizioni che gli accordi.

Il balletto di oggi ha avuto come spettatori i sindaci dei cinque comuni interessati dal progetto, tutti collegati alla diretta del consiglio regionale sperando di assistere alla puntata finale di quella che è diventata la storia infinita...

Imbarazzato il consigliere della Lega, Andrea Cane, relatore del disegno di legge.

Il consigliere Andrea Cane della Lega, relatore del disegno di Legge

Esterrefatti i consiglieri di opposizione che in una prima fase avevano dichiarato di non voler voler far da stampella a questa maggioranza zoppa, ma che alla fine in aula sono rimasti e hanno votato tutti a favore del Parco.

"Nemmeno il voto favorevole del PD e delle altre opposizioni e’ stato sufficiente - dichiara il consigliere Dem Alberto Avetta - La Giunta Cirio non è riuscita a varare la propria legge istitutiva del Parco naturale di cinque laghi. Quando si è trattato di votare le divisioni delle destre si sono rivelate con tutta la loro evidenza. I banchi della maggioranza sono stati praticamente vuoti per tutto il pomeriggio e, nonostante il voto favorevole delle opposizioni, i consiglieri di maggioranza erano talmente pochi che per tre volte sono mancati i numeri necessari a far passare il provvedimento".

Avetta, poi commenta: "Un brutto spettacolo che vanifica il lavoro che, non senza difficoltà, per anni ha visto tutti impegnati a elaborare un testo in grado di garantire un equilibrio tra l’esigenza della tutela naturalistica e quella altrettanto importante della fruibilità, aperta e sostenibile, di un’area di straordinaria bellezza e con grandi potenzialità dal punto di vista turistico. Un atteggiamento, quello di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che manca di rispetto a tutti coloro che credono in questo progetto. Ma davvero i piemontesi pensano di continuare a farsi governare da costoro?".

Indignato anche la consigliera di Liberi Uguali Verdi, Silvana Accossato: "Questa sera il Consiglio regionale si è chiuso intorno alle 18 sospendendo la discussione sul disegno di legge della giunta Cirio per l'istituzione del nuovo Parco dei 5 Laghi di Ivrea. La maggioranza di centrodestra è allergica ai parchi naturali fa saltare il numero legale sul disegno di legge della sua stessa giunta. A causa dell'assenza dei consiglieri di maggioranza e in particolare di Forza Italia e Fratelli d'Italia - spiega - è venuto a mancare per ben tre volte il numero legale sul disegno di legge votato all'unanimità dalla giunta e approvato in Commissione".

La consigliera di Luv, Silvana Accossato

Le difficoltà della maggioranza sono evidenti: "Siamo allo sfaldamento di questa maggioranza, che ancora una volta considera il Consiglio regionale meno che zero. Ormai a guidare questo esecutivo sono lobby e gruppetti di interesse, in grado di bloccare uno dei pochi provvedimenti sensati di questa maggioranza in 5 anni di governo, che vede la convinta adesione dei sindaci coinvolti e il nostro pieno sostegno".

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