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Lusigliè

La casa del medico dei poveri diventerà un'abitazione per i bisognosi

Era uno degli immobili dell'Ente di Carità che durante il Ventennio divenne Ente Comunale di Assistenza

Un progetto per recuperare la casa del medico dei poveri

Il progetto c'è, le idee anche, per non parlare, poi, della buona volontà. Ma come spesso accade, quello che manca sono i soldi. 

A Lusigliè, 500 abitanti appena, il Comune vorrebbe recuperare uno dei tre edifici storici appartenuto all'Ente di Carità divenuto durante il fascismo, Ente Comunale di Assistenza. Parliamo della casa ex Eca che un tempo era adibita ad abitazione del medico dei poveri assistiti dall'Ente Caritatevole.

"E' un immobile di pregio, di grande valore storico - spiega il sindaco Angelo Marasca -. E' citato, con tanto di immagini, anche nelle "Passeggiate nel Canavese" del Bertolotti (un libro del 1871, Ndr) ed era già presente nel catasto del 1700. Quando hanno saputo del progetto di recupero che abbiamo in mente, le Belle Arti hanno approvato con entusiasmo".

Una volta rimessa a posto verrà destinata alle famiglie in difficoltà: "A Lusigliè non abbiamo un'emergenza abitativa - spiega il sindaco Marasca -, ma bisogna ragionare in un'ottica di territorio e all'interno del nostro Consorzio, il Ciss 38, qualcuno potrebbe averne bisogno".

Ad occuparsi della progettazione dell'intervento di recupero dell'immobile sono stati i tecnici di Città Metropolitana nell'ambito del servizio di assistenza fornita ai comuni.

Fino ad una ventina di anni fa, lo stabile era ancora abitato. Oggi è fatiscente, in stato di abbandono.

"Per poterlo utilizzare, oltre alle manutenzioni bisogna provvedere alla messa a norma. E la normativa per gli enti pubblici è davvero stringente".

I progetti realizzati dalla città metropolitana sono due. Il primo, da 440mila euro circa, prevede il solo recupero dei locali abitativi esistenti. Il secondo progetto, da 800mila euro circa, invece, prevede il recupero anche del sottotetto a fini abitativi

L’edificio fa parte di un aggregato edilizio del centro storico ed è composto da due piani fuori terra e da un piano sottotetto. Il portico al piano terra è caratterizzato dagli archi a sesto ribassato che lo compongono, unico esempio nel suo genere presente a Lusigliè.

Al piano terra, con accesso dal portico, sono presenti due locali disimpegnati, un bagno, con volta a botte lunettata, e un locale cantina, con piano ribassato senza pavimentazione e con soffitto ligneo.
Al piano primo, con accesso dalla scala interna ad unica rampa con gradini in pietra, sono presenti quattro locali: due stanze presumibilmente utilizzate in passato come camere da letto, un soggiorno e una cucina.
Il grande vano situato sul lato ovest dell'edificio, è ribassato di circa 25 centimetri, mentre la cucina posta sopra il portico è ad una quota rialzata di circa 40 centimetri.
All’ampio locale unico del sottotetto si accede con una scala in legno dal soggiorno. Le aperture esistenti sui tre lati sono aperte, il pavimento è in battuto di cemento e la struttura della copertura a vista.

Poiché si tratta di intervenire su un edificio che costituisce un importante tassello del tessuto urbanistico del paese, i tecnici della Città metropolitana hanno proposto un progetto che rispetta la normativa per il restauro e risanamento edilizio, tenendo in considerazione lo stato di abbandono che perdura da tempo e quello di conservazione degli elementi architettonici, anche strutturali, degli impianti esistenti e delle finiture.

Tra i due progetti di recupero dell'edificio, l'amministrazione comunale ha scelto l'opzione unifamiliare, con il recupero di una sola unità abitativa.

"Ora stiamo lavorando ad un progetto per recuperare fondi per realizzare questi lavori - spiega il sindaco Marasca - e questa, purtroppo, è la parte più complicata".

A Lusigliè, oltre ad alcuni terreni, ci sono altri due edifici ex Eca. In uno si trova attualmente il bar - ristorante Mancini. L'altro, invece è abbandonato: "Era la scuola delle ragazze nell'800 - racconta il sindaco -. Poi è diventata l'Osteria del Ciclista ed ora è disabitata da molto tempo. E' in stato di abbandono da ben prima della casa del medico dei poveri. Recuperarla sarebbe ancora più complicato e costoso".

Per quel che riguarda, invece, l'edificio in cui si trova il bar ristorante Mancini, il Comune ha già provato a recuperare dei fondi: "Facciamo parte di una cordata di sindaci che ha partecipato ad un bando del Pnrr chiedendo ognuno una quota per finanziare un proprio progetto. Aggiudicarcelo sarà difficile, ma bisogna provare tutte le vie possibili".

Il sindaco Angelo Marasca

I PROGETTI DI CITTA' METROPOLITANA

Ipotesi progettuale con risistemazione di una sola unità abitativa

Ipotesi progettuale con rifacimento anche dei sottotetti

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