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Il caso
07 Novembre 2023 - 13:33
Teatro
Si è aperto il vaso di pandora sul teatro Gobetti di San Mauro Torinese e, in particolare, sul caso degli attori non pagati. A fine settembre alcuni artisti ci avevano contattato per segnalare mancati pagamenti, gli stessi erano entrati in contatto anche con la Sindaca di San Mauro, Giulia Guazzora. Scavando scavando avevamo notato anche come alcuni spettacoli commissionati dal Comune fossero finiti all'interno del vortice dei mancati pagamenti.
Negli ultimi mesi, poi, anche attori molto noti a livello nazionale hanno segnalato in Comune problemi relativi agli stipendi per quel che riguarda il teatro di San Mauro e i gestori, E20inscena.
Parliamo di un teatro di proprietà del Comune di San Mauro dato in gestione all'associazione E20inscena, un ente che spesso ha beneficiato anche di contributi pubblici erogati dal Municipio cittadino. Qui non è in discussione la professionalità o la moralità di chi gestisce, che non sta a noi giudicare, ma l'impegno di alcuni lavoratori che come tale va pagato.

Le difficoltà, è bene dirlo, erano state confermate anche dal rappresentante dell'associazione che gestisce, Stefano Mascagni.
Ora, però, saltano fuori altri attori non pagati che ci hanno scritto una lettera.
"Gentilissimo Sig. Aimola
Mi rivolgo a Lei in merito alla questione che ha posto E20inScena, che gestisce il cinema teatro Gobetti di San Mauro, al centro dell'attenzione sul vostro giornale in queste ultime settimane. Io e altri colleghi vogliamo unirci ai colleghi attori che hanno avuto la forza e il coraggio di denunciare la situazione incresciosa in cui si sono trovati, non solo come atto dovuto di solidarietà ma anche perché ci preme apportare alcuni chiarimenti. Primo fra tutti è che la produzione di 'Merry fucking Christmas” non è stata l'unica a subire siffatto trattamento. Anche altre produzioni, come ad es. 'Call center' (di cui hanno fatto parte, tra gli altri Laura Righi, attrice, Agostino Porchietto costumista, la sottoscritta Luisella Tamietto in qualità di regista) e la produzione dal titolo “Violet” (i cui artisti e tecnici non desiderano apparire con i loro nomi ma solo con il titolo dello spettacolo), si sono trovate nella stessa situazione. Siamo quindi in tanti a non avere ricevuto la pattuita retribuzione o solo una parte di essa.
Ci teniamo a sottolineare che ci preme denunciare tali comportamenti soprattutto a tutela di eventuali collaboratori futuri di E20inscena, nella speranza che essere a conoscenza di questa situazione permetta loro di muoversi con minore ingenuità.
Resto a disposizione per ulteriori dettagli,
cordiali saluti
L.T".
A questo punto ci aspettiamo che la politica locale si attivi per difendere il diritto degli artisti, che hanno lavorato dentro un immobile comunale, ad avere lo stipendio pattuito.
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