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Brusasco

Dietro le quinte del "Metodo Ferro": la tecnologia che svela i segreti delle genealogie e delle storie di paese

A tu per tu con l'autore: "Il mio sogno? Che i sindaci intraprendano un progetto per la creazione di una banca dati avanzata dei comuni da loro amministrati"

Silvano Ferro da Marcorengo, ci parla del suo Metodo Ferro,  che crea banche dati sugli archivi della popolazione

Silvano Ferro

Non tutti sanno che Marcorengo, la frazione di Brusasco, ha dato i natali all’inventore di un metodo per la creazione di banche dati sugli archivi della popolazione, denominato  'Metodo Ferro’, dal nome dell'inventore appunto, Silvano Ferro

Nato il 22 luglio del 1958, oggi Silvano abita a Collegno ma a Marcorengo ha ancora una casa e di tanto in tanto passa qualche giorno in paese, per rivivere gli anni trascorsi su quelle colline.

Mossi da una sana curiosità, abbiamo incontrato Silvano, un vulcano pieno di energia, nel tentativo di farci spiegare per sommi capi, in cosa consista il suo 'Metodo Ferro'.

Signor Ferro, ci vuole spiegare da dove è venuto fuori questo suo lavoro e come è arrivato a sviluppare il software che oggi conosciamo con il nome ‘Metodo Ferro’? 

“Io ho lavorato per la Seat Pagine Gialle, e questo metodo è nato dall’unione di alcune conoscenze informatiche e tecniche che imparai alla Seat, con la mia grande passione per la ricerca storica. Inizia a caricare su Excel i dati delle nascite, dei matrimoni e dei decessi degli abitanti di Marcorengo. Per la precisione, il dato delle nascite non era presente nei registri parrocchiali, bensì vi era quello dei battesimi. Questo viaggio, mi permetta di chiamare così il mio progetto, perché è stato un vero e proprio viaggio, che, attraverso la raccolta dei dati, mi ha portato a conoscere luoghi, storie, persone, tradizioni e avvenimenti, è iniziato dal mio paese, Marcorengo. Il materiale relativo al paese parte dal 1673, frutto della consultazione dei registri parrocchiali.

Dalla trascrizione dei cognomi dal latino, notavo che il numero delle famiglie si restringeva, e il risultato era un ricomporsi dei nuclei famigliari. Tenga presente che non si è trattato del semplice lavoro di traduzione, ma a quello è seguito lo scioglimento delle abbreviazioni e la standardizzazione, cioè il processo capace di portare a determinare quali forme nominali, al tempo in cui venivano utilizzate, rappresentano lo stesso cognome.

Le faccio un esempio: io trovavo il cognome De Ferrus, che negli anni successivi dava origine a varie famiglie, De Ferri, De Ferro, Ferra, Ferri, Ferro. Per dirla in modo semplice, ha presente un albero? Se considera tutti i rami dei cognomi esistenti oggi, tornando indietro nei secoli, con il Metodo Ferro, si potrà arrivare al ramo originario dei cognomi, dal quale, nel corso dei decenni, si sono divisi.

Una precisazione: quando qualcuno ci dice che ha effettuato la ricerca del suo albero genealogico, ha trovato solo il suo 'filo genealogico', rispetto ai tanti fili di quell’albero che con il Metodo Ferro e la banca dati avanzata si può costituire.”

Quindi il Metodo Ferro è una metodologia per caricare i dati su Excel ed elaborarli al fine di creare una banca dati avanzata. Ci vuole spiegare, signor Ferro, da cosa è costituita questa banca dati avanzata e come si arriva alla sua costituzione?

“I primi dati da includere sono i 3 basilari, io li chiamo i dati grezzi, e cioè registro nascite, registro matrimoni e registro defunti, che costituiscono la banca dati base, dopo la digitalizzazione manuale di tutti i dati presenti nei suddetti registri. Il passaggio successivo è quello di inserire altri dati più specifici come il registro degli 'Stati delle anime', i registri cresimali, i registri catastali, gli ordinati comunali, gli atti notarili e qualsiasi altro documento utile. Attraverso lo scioglimento delle abbreviazioni e la standardizzazione, di cui ho parlato prima, la ricostruzione dei dati e nominativa delle famiglie, si forma la banca dati avanzata.”

Ci affascina non poco tutto questo percorso di lavoro per la costituzione di un database sempre più completo di informazioni, le più disparate, che non fanno altro che arricchire gli archivi.

Albero genealogico

Signor Silvano, ci ha parlato di ‘Stati delle anime’, che cosa sono?

“In Italia, prima del 1866, in Francia prima del 1792, i dati grezzi, cioè battesimi, matrimoni e decessi, venivano registrati solo dalle parrocchie. Solo in Piemonte, grazie a una legge del Re Carlo Alberto, dal 1837 le parrocchie avevano l’obbligo di inoltrare i dati dei registri ai comuni. 

Negli archivi delle parrocchie sono presenti, oltre a questi registri principali, anche gli utilissimi 'stati delle anime', istituiti da papa Paolo V nel 1614. Si trattava di un censimento periodico, spesso annuale, che si effettuava a Pasqua in occasione della benedizione delle case da parte del parroco. I dati di questi registri sono utili per determinare la composizione del nucleo famigliare che abitava in una determinata casa, con le corrette attribuzioni di parentela tra padre, figli, nonni. Una mole ricca di dati perché comprende le notizie di 3 generazioni. Le dico solo uno dei tanti problemi però che questi registri ci hanno fatto incontrare: capitava che un servo venisse inizialmente scambiato per un membro della famiglia.”

Signor Ferro, suppongo che l’inserimento delle donne nella banca dati avanzata, sia un lavoro che ha incontrato non poche difficoltà.

“Su molte registrazioni antecedenti il XIX secolo spesso manca del tutto l’indicazione completa delle generalità delle donne. Gli elenchi erano redatti in genere per via maschile e di rado veniva riportato il cognome della moglie da nubile, almeno fino a inizio 800.

Persino nella registrazione della morte, la donna veniva designata col solo nome, ad esempio 'Maria moglie di Antonio Saponaria'. E non mancava anche la prassi di indicare la defunta con il cognome del marito. Diciamo che per le donne è utile la registrazione del matrimonio, dato che riporta il cognome da nubile. Nei casi in cui mancano le generalità, il dato non lo si trova nemmeno nel registro degli 'stati delle anime'.”

Insomma, la trascrizione dei dati è un lavoro certosino e da svolgere con molta attenzione per non inficiare tutto il lavoro precedente costituito dalla raccolta dati. E abbiamo visto come, più si va indietro nel tempo, e più questa raccolta diventi difficoltosa. E qui arriviamo a una problematica che investe la messa in pratica di questa raccolta e trascrizione puntuale dei dati, che costituisce l’anima del Metodo Ferro.

Silvano, quali competenze bisogna avere per la digitalizzazione dei dati?

“Diciamo che per svolgere questa mansione bisogna innanzitutto avere competenze base sul caricamento dati su Excel, ma la cosa più importante è avere passione per svolgere questo lavoro. Senza la passione e l’interesse in ciò che si andrà a fare, nulla si potrà mai portare a termine.”

Ecco ancora una volta, la passione, che ci spinge al sacrificio, all’azione, ad impegnare il nostro tempo.  

Signor Ferro, qual è il suo sogno?

“Ne avrei un paio. Il primo, è legato all’aspetto tecnico, cioè riuscire a trovare giovani che abbiano voglia di caricare i dati raccolti dalle varie parrocchie dei comuni. A svolgere questa mansione siamo tutte persone un po’ in là con gli anni, e il covid ci ha letteralmente tagliato le gambe, perché abbiamo perduto alcuni collaboratori, altri con gli anni che passano non hanno più la forza per aiutarci. Abbiamo bisogno di giovani, persone di mezz’età, interessati alla costituzione di banche dati avanzate per i vari comuni.                                                                                                                                                                 La seconda, è quasi un invito che rivolgo ai sindaci di intraprendere e sviluppare un progetto con il Metodo Ferro da applicare ai comuni da loro amministrati per la costituzione di una banca dati avanzata.”

Finora, sul nostro territorio, a parte Marcorengo, primo paese al quale è stato applicato il Metodo Ferro, è stato mappato e registrato Lauriano, con l’aiuto di Roberto Elia e Moransengo, grazie a Elena Perelli. E ancora Collegno, Bra, molti comuni dell’Alto Astigiano e diversi comuni piemontesi.

La banca dati avanzata, creata con il Metodo Ferro, ha numerosi campi di applicazione, che vanno dalle ricerche genealogiche, a quelle storiche, demografiche, statistiche, relative alla mobilità e alle migrazioni, le attività lavorative, il grado di alfabetizzazione di un determinato territorio e curiosità varie.

Di seguito riportiamo due link utili (LINK 1) (LINK 2) per chi desideri una dimostrazione pratica del Metodo Ferro.

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