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Ivrea
04 Novembre 2023 - 16:18
Correva il luglio del 2021 e, fiato alle trombe, rullo di tamburi, su tutti i giornali faceva capolino la notizia che l’Amministrazione comunale era riuscita finalmente a vendere i locali di via Jervis occupati fino a 7 anni prima dalla Camera di commercio.
Ad acquistarli era stata la Farmacia Dora attualmente ubicata in corso Nigra. Prezzo dell’operazione: 235 mila euro.
“L’edificio - spiegavano in Municipio - era già stato messo all’asta, inutilmente, nel 2017 e nel 2020. La prima volta per 300 mila euro, la seconda per 260 mila. Per qualche momento, nel 2017, l’Amministrazione guidata da Carlo Della Pepa aveva anche pensato di utilizzare alcune stanze come possibile sede del museo Tecnologicamente, ma sarebbe costato troppo risistemarle...”. E non era finita qui.
Entro la fine del 2021 l’Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli (gran sognatori...) proiettata lancia in resta verso il disastro elettorale e con in testa la vicesindaca Elisabetta Piccoli, preannunciava di voler mettere all’asta pure l’immobile di via Piave 2.
Il Comune contava di incassare almeno 1 milione di euro, soldi indispensabili per portare avanti i lavori di riqualificazione degli uffici comunali in via Cardinal Fietta.
Tra i beni da alienare anche l’ex Istituto commerciale Jervis di via San Nazario 2 (3.496 metri quadrati), per il quale, una prima base d’asta, datata 2011, di poco superiore al milione di euro era andata deserta: il prezzo era poi sceso nel 2013 a 950 mila e successivamente a 600mila euro.

Stefano Sertoli
Tutto questo per dire (si torni a dar fiato alle trombe e a rullare i tamburi) che non s’è ancora fatto un bel cavolo di niente, proprio a partire dalla ex Camera di Commercio. Solo parole, parole, tante parole..
La compravendita è rimasta lettera morta così come la manifestazione di interesse all’acquisto, chiusa a chiave in un cassetto.
Tutto infatti era legato ad una serie di lavori di sistemazione dell’edificio, a cominciare dal tetto, dalla facciata e dalle persiane, che (toh guarda...) non sono mai stati messe in cantiere.
Anche su questo fronte però c'è una novità. Si è saputo oggi che le gare bandite da ATC sono perlopiù andate deserte e che si è dovuto procedere alla risoluzione del contratto con la ditta assegnataria dell’ultimo bando.
Morale?
Con una delibera di giunta dei giorni scorsi, nel prendere atto che un bando prima o poi lo si dovrà fare e che quei 193 mila euro precedentemente stanziati e calcolati sulla base del prezzario regionale del 2019, in seguito al caro dei materiali, non sono più sufficienti, ha messo sul piatto ulteriori 37 mila euro calcolati con il prezzario regionale del 2023.
Tutta questa vicenda era tornata alla luce durante un recente incontro dell'Amministrazione comunale con i cittadini nella chiesa di San Gaudenzio.
A prendere la parola era stata Paola Pasinato che abita proprio in questo fabbricato.
“Da 11 anni vivo con l’angoscia dei crolli - aveva raccontato Pasinato - Combatto da sola contro Atc e Comune. Se si fossero fatti i lavori quando occorreva non si sarebbe arrivati a questo punto....”.

Paola Pasinato al microfono
Bene chiarire che l’edificio è totalmente di proprietà del Comune ma, mentre il piano terra è libero da vincoli, tutto il resto, in base ad una convenzione, è gestito dall’Atc (l’Agenzia territoriale per la casa) che alla fine dell’anno, se spende qualcosa in più rispetto a quanto incassa dai locatari, viene rimborsata dall’Amministrazione comunale.... Un affarone!
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