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Il Pluriuso, un pozzo senza fondo: per finanziarlo il sindaco si vende l'ex Biblioteca

L'opposizione, sulle barricate e intanto è previsto un ulteriore mutuo di 300.000 euro

Il Pluriuso, un pozzo senza fondo: per finanziarlo il sindaco mette in vendita l'ex Biblioteca

"Il Pluriuso? E' un pozzo senza fondo". I consiglieri di opposizione lo dicono fin da quando è stato presentato il progetto. E la realizzazione di quel primo lotto, il cubo di cemento che deturpa il paesaggio della piazza che guardava verso il castello, non ha certo frenato le polemiche.

Il tema continua a tener banco ad ogni Consiglio Comunale anche perché i soldi per realizzarlo sembrano non finire mai. Dagli 895mila euro iniziali, l'opera è già schizzata ad 1milione e 300mila euro. E l'amministrazione, per trovare quei fondi, le sta pensando davvero tutte.

Durante lo scorso consiglio comunale è venuto fuori che, per finanziare l'opera, il sindaco Endro Bevolo sarebbe pronto anche a vendersi l'ex Biblioteca.

Una notizia emersa solo perché, tra i punti all'ordine del giorno, ce n'era uno relativo ad una ricognizione per appianare una situazione non regolare a catasto relativa ad un immobile ex Ipab.

Solo dopo una lunga discussione era venuto fuori che l'immobile in questione era l'ex Biblioteca Civica e che la ricognizione era finalizzata alla vendita della stessa per finanziare il Polifunzionale.

IL PRIMO LOTTO DEL PLURIUSO E' GIA' STATO REALIZZATO

Una scoperta che aveva mandato su tutte le furie la consigliera di "Fare in Comune" Valentina Bessolo che, fuori controllo, aveva dichiarato: "Preferisco un illecito amministrativo alla vendita dell'immobile". Una dichiarazione che, seppur detta con impeto, le era costata cara in termini di attacchi da parte della maggioranza.

LA CONSIGLIERA VALENTINA BESSOLO

"La frase a se stante può essere ovviamente fraintesa e strumentalizzata dall'amministrazione, ma la mia idea era ben chiara - spiega la Bessolo - solo che sul momento ero agitata e ho pronunciato le prime parole che mi sono venute in mente per esprimere il concetto". 

Poi la consigliera dichiara: "Rispetto alla vendita di un immobile donato per finalità socio assistenziali, passa in secondo piano un'incongruenza catastale che si protrae da quasi 40 anni, come peraltro succede per molti Comuni. Certo, sarebbe comunque auspicabile la correzione, ma non certo per venderlo e finanziare con quei soldi il Pluriuso".

Quest'opera, all'opposizione continua a non andare proprio giù: "Il Pluriuso, per quanto possa essere ritenuta un'opera con finalità sociale, sta assorbendo troppe risorse e sta impegnando le possibili future amministrazioni in un progetto dalla dubbia utilità che verrà a costare, per quanto previsto finora 1.300.000 euro contro gli iniziali 895.000 dichiarati in un incontro pubblico tenutosi a inizio mandato". 

Le difficoltà riscontrate dall'amministrazione nella vendita dell'ex Biblioteca, ha comportato la valutazione di un piano B. E così, sempre per reperire quei fondi mancanti, è stata inserita una nota di aggiornamento al Dup (il documento unico di programmazione dove si inseriscono tutte le opere che un'amministrazione intende realizzare)

"In questa nota - inforcano le consigliere Bartolini e Bessolo - si prevede un ulteriore mutuo di 300.000 euro e un'applicazione di avanzo dalle casse comunali per 150.000 che serviranno proprio per realizzare il terzo lotto del “cubo di cemento”.

Andrea Ocleppo del gruppo Insieme per Pavone commenta: “Il mondo cambia, ma voi non cambiate idea, questo Pluriuso dovete farlo a qualsiasi costo, non vi siete dati un limite, è la vostra priorità a discapito di altri servizi più utili”.

Intanto nei progetti dell'amministrazione Bevolo, resta la vendita dell'ex Biblioteca.

Per Occleppo quei 450mila euro in più messi per il Pluriuso sono un'assurdità: "L'Assessore al Bilancio giustifica l'aumento dicendo: "Dal momento della decisione di costruire il Pluriuso è cambiato il mondo"...ecco, appunto". Poi mi ha chiesto cosa avrei fatto io con il milione e 300mila euro spesi per il Pluriuso. Ecco cosa avrei fatto io: un campo gioco ad accesso libero per i bambini ed i ragazzi di Pavone che oggi, purtroppo, scavalcano la rete e vanno a giocare nel campetto delle medie; una pista ciclabile con marciapiede e l'illuminazione della strada che porta a Borgata Dossi; il ripristino del Museo d'Andrade e l'ultimazione dei lavori al Vecchio Mulino per renderlo utilizzabile. Ecco cos'avrei fatto io. Non di certo un'opera che "per passare alla storia", come dice l'amministrazione, porterà a Pavone molti debiti ed una struttura poco funzionale ed inadeguata".

IL CONSIGLIERE ANDREA OCCLEPPO

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