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Blitz della Guardia di Finanza a Settimo Torinese

Sanitari che lavoravano 31 giorni consecutivi per 8 ore al giorno. La Procura non ci crede!

Continuano le indagini sull'ospedale di via Santa Cristina

Sanitari che lavoravano 31 giorni consecutivi per 8 ore al giorno. La Procura non ci crede!

Blitz della Guardia di Finanza, martedì 25 ottobre, presso gli uffici dell’ospedale per lungodegenti di via Santa Cristina a  Settimo Torinese, di proprietà della società Saapa.

Han portato via i faldoni con gli orari di lavoro del personale di Cm Service. Da quel che emerge ci sarebbero infatti operatori che  avrebbero lavorato per 31 notti consecutive per molti mesi. Alcuni addirittura per due anni consecutivi a partire dall’ottobre del 2021.

S'aggiungono quelli dei doppi turni di 16 ore senza soluzione di continuità. E quelli che lavorano grazie a titoli conseguiti all'estero e assunti, grazie ad una disposizione del Governo, durante il periodo Covid.

E delle due l'una: o gli infermieri erano sottoposti a turni massacranti conciò non garantendo la tutela dei pazienti, o è frode ai danni del servizio sanitario nazionale che paga SAAPA che paga Cm Servizi, una vera e propria “truffa".

Insomma, non c'erano e non ci sono solo favoritismi  e contestazioni sulle regolarità di concorsi e bandi. Sull’Asl To4 c’è davvero molto di più nei dossier (una decina circa) che giacciono sui tavoli della Procura eporediese, frutto dell’attività di indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla procuratrice Gabriella Viglione e dai pm Valentina Bossi e Alessandro Gallo. 

Singole segnalazioni di privati cittadini che, a partire dal 2021, hanno dato vita a fascicoli che corrono paralleli e che dovranno essere risolti uno alla volta, rispetto alla maxi indagine (28 indagati per corruzione e reati inerenti alla pubblica amministrazione come la turbativa d’asta e la frode in pubbliche forniture) che ha coinvolto la direzione generale, alcuni medici e i titolari di Cm Service. 

La foto di copertina. Un medico con guanti e maschera che abbraccia un paziente anziano il giorno del Ringraziamento. Era diventata virale. Simbolo della disperazione delle vittime di Covid-19 e della compassione degli operatori sanitari. La foto è stata scattata allo United Memorial Hospital di Houston, in Texas, da un fotografo dell'agenzia Getty. "Mentre ero nell'unità Covid vedo questo paziente anziano alzarsi dal letto e, cercando di andarsene, piangeva", ha detto alla Cnn il dottor Joseph Varon, capo dell'unità di terapia intensiva allo United Memorial.

Tra gli esposti firmati dai famigliari, alcuni riguardano presunte lesioni o “maltrattamenti” che avrebbero subito (il condizionale è d’obbligo) alcuni anziani pazienti. 

Cronache dall’inferno, con  “pasti serviti freddi e non sigillati”, Farmaci somministrati da persone che non risultavano nei turni”, “Pazienti anziani lasciati senza terapie”,Infermieri in servizio, anche se sospesi perché non vaccinati”. 

Stando a quel che si legge un paziente sarebbe stato lasciato  senza sondino perché “l’infermiera non sarebbe stata in grado di posizionarlo”. 

S’aggiunge un altro anziano morto in circostanze misteriose. Legato (manovra possibile e consentita) e forse lasciato solo, sarebbe stato trovato senza vita, alcuni mesi fa nel letto, con la cintura di contenzione all’altezza del collo. E’ possibile (ma si tratta solo di una ipotesi e tutto andrà accertato) che sia scivolato in avanti e che possa essersi strozzato. 

Il dito è anche puntato sui cosiddetti «abusivi». 

«Quando alla cooperativa Frassati – ha raccontato un testimone – è subentrata, nell’estate del 2021, la Cm service, alcuni Oss (Operatori socio sanitari) all’improvviso sono diventati infermieri». 

La “trasformazione” che pare dubbia, in realtà, durante la fase emergenziale della pandemia sarebbe stata possibile in determinate circostanze.

Nell’elenco, sparpagliati un po’ ovunque nella galassia delle strutture dell’Asl To4 una lunga serie di sanitari «no vax» che avrebbero lavorato, senza vaccino, anche nei reparti Covid, pur essendo sospesi dall’albo degli infermieri per essersi rifiutati di vaccinarsi. 

Tra gli altri addirittura un capo degli infermieri in servizio 31 giorni su 31, una sorta di wonder woman. Si ipotizza che si fosse escogitato uno stratagemma solo per dare una “copertura” a quegli Oss  che in assenza di una persona con i titoli non avrebbero potuto fare assistenza ai malati. 

“I pazienti di notte – racconta infatti un altro testimone – erano lasciati con oss o presunti infermieri che non parlavano l’italiano e che non sempre riuscivano a capire le loro esigenze». 

Un altro teste dice: «La sera davano spesso calmanti». 

E sulla storia dei “calmanti” dati senza troppa cognizione una denuncia (di cui abbiamo parlato su queste pagine) è stata presentata la denuncia per una paziente morta per intolleranza ai farmaci.

Quella chat degli infermieri dell’ospedale di Settimo Torinese

Agli atti anche un’intera chat dei sanitari dell’ospedale di Settimo Torinese in cui raccontano di pazienti «bagnati» nelle «traverse intrise» di urina. «Campanelli spenti». Un’anziana che «tremava tutta zuppa di pipì». 

Conversazioni di gruppo, tra sanitari e capisala, dove si leggono, oltre che comunicazioni di servizio, anche denunce e sfoghi. Come quello dell’infermiera che alle 21.37 del 31 ottobre del 2021, alle colleghe che, una alla volta, scrivono di avere visto «condizioni disumane», e di averlo riferito a chi di dovere, digita: «E allora è inutile stare a parlare di quello che rimane qui nella chat. Perché se dite che lo sanno e non fanno niente, allora stiamo a guardare come muoiono».

Non era la prima volta che i sanitari di Settimo si lamentavano, tra di loro e con i rispettivi referenti, dell’organizzazione e delle condizioni dei malati.

Ospedale di Settimo Torinese: interno

Dal mese di luglio all’ottobre, del 2021 nelle chat sono comparse anche foto di aghi abbandonati nei letti, terapie nelle flebo che non sarebbero state somministrate alla giusta ora, colazioni preparate di notte e riposte su vassoi senza protezioni. 

Qualcuno ha lasciato tracce scritte sul diario dei pazienti. Il 3 ottobre, in stampatello, una Oss segnala: «Preparato colazione. Si continua a seguire il piano di lavoro temporaneo che non prevede il rispetto delle norme igieniche sugli alimenti».

Dopo le tre ispezioni effettuate dai Nas di Torino all’interno dell’ospedale tra settembre e ottobre 2021, ci sarebbero stati dei giorni (o meglio) delle notti critiche. Lo raccontano i lavoratori, che usano sempre la stessa chat per denunciare quanto stavano vedendo.

Dopo la notte tra il 30 e il 31 ottobre, una  sanitaria testimonia: «Buongiorno e scusate l’ora, stamattina sono entrata in Covid per vedere com’era, e quello che ho trovato è stato un reparto da rabbrividire. Ho chiesto all’infermiera se aveva fatto il giro e mi ha detto “no”. I pazienti erano in condizioni disumane. Ho dovuto chiamare la collega del blu per farmi aiutare, ma sta gente una coscienza non ce l’ha. È vergognoso lasciare i pazienti in quello stato, spegnere i campanelli e dire “sei asciutta”».

Seguono altri resoconti che fanno riferimento a un gruppo di infermieri tunisini, che nei turni di lavoro compaiono con dei numeri, a partire da “1”, al posto dei nomi.

«Stanotte - recita un messaggio del 1 novembre, ore 6.49 - l’infermiere che c’era in Covid indossava solo il camicino verde da isolamento: non aveva né tuta, né calzari, né cuffia. Non capisce quando gli parli. Abbiamo trovato diverse flebo delle 14 e delle 18 del giorno prima chiuse». 

Sui pazienti, un’altra sanitaria racconta: «Erano completamente zuppi con le traverse fino alla testa. Poi suonano e non vanno a cambiarli. È una cosa schifosa». 

Segue un altro commento: «Ieri ho parlato con un ragazzo tunisino, gli ho detto che non è umano lasciare i pazienti così. Se ci fosse la tua mamma, gli ho detto, la lasceresti così? Mi ha dato ragione». 

«La paziente della 339/A non vuole neanche fare colazione - scrive un’altra infermiera - piangeva. Ho dovuto convincerla. Mi ha spiegato com’è andata. Lei voleva essere cambiata, solo che la ragazza veniva e spegneva il campanello». 

Segue l’ennesimo messaggio: «La paziente 339/A tremava tutta zuppa di pipì».

La vendita dell’ospedale di Settimo Torinese ai privati

Bene aggiungere che capitava tutto questo all’ospedale di Settimo Torinese mentre la politica decideva il suo destino non in ultimo  la vendita della struttura che oggi non è più sul tavolo.

Tra i soci di SAAPA l’Asl To4, l’Asl Città di Torino, il Comune di Settimo e la Cooperativa Frassati. 

In un esposto alla Corte dei Conti di inizio 2021, finito sui tavoli dei magistrati eporediesi,  firmato da Sergio Bisacca e dall’ex sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat che è stato anche direttore amministrativo della struttura, una lunga serie di incongruenze.

Aldo Corgiat

Si contestava in particolare proprio l’affidamento, nel luglio del 2021, senza gara, alla CM Service della gestione dei servizi, dopo che era stata avviata, sospesa e poi revocata (sulla base di una sentenza del Tribunale di Torino) la procedura per l’internalizzazione.

Capitava tutto questo in seguito dell’indisponibilità della Cooperativa Frassati a proseguire il servizio in assenza di contratto. In soldoni 598 mila euro dal 31 luglio al 31 agosto 2021, ben oltre la soglia Europea e la soglia del 5% degli affidamenti di servizi rendicontati nell’esercizio precedente che avrebbe come minimo richiesto l’assenso preventivo dell’Assemblea dei Soci. 

Secondo Corgiat si doveva chiarire  perché non si erano avviate le procedure per un bando pubblico anche considerando che di lì a poco l’Amministratore avrebbe nuovamente prorogato il contratto per i primi 12 giorni di settembre (Euro 215.600), poi di nuovo fino al 30 settembre (323.400 euro), quindi sino al 31 gennaio 2022 per 2.156.000 euro quando gli allora liquidatori scrivono che sarebbe stata l’ultima e i 4 mesi sarebbero dovuti servire per espletare una gara pubblica. 

Senonchè, arrivati quasi alla scadenza si decide nuovamente la proroga del contratto sempre a CM Service fino al 31 luglio 2022 per 3.234.000 di Euro per un totale di 6.527.520 euro. 

Ai giorni nostri l'ultimo «pasticcio» riguarda una gara per l'affidamento dei servizi assistenziali per sei mesi (1 ottobre-31 marzo 2024) per poco più di tre milioni di euro, vinta da Cm Service.
Alla gara si erano presentate anche le cooperative Frassati e Valdocco. La gara è stata annullata perchè la Commissione giudicante non avrebbe provveduto ad esaminare il possesso dei requisiti idonei.  Un errore materiale a cui è seguito l'affidamento alla Cm Service, ma solo fino al 31 novembre.

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