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Religione e antenati

Cucina piemontese per l'Arcivescovo americano a casa di una famiglia canavesana

Invitato da Monsignor Edoardo Cerrato ha celebrato la santa messa in cattedrale

broglio

L'arcivescovo, ora presidente dei vescovi USA, Timothy Paul Broglio

L'annuncio lo aveva dato il settimanale diocesano "Il Risveglio Popolare". Domenica 22 ottobre, Mons. Timothy Paul Andrew Broglio, 72 anni, nato a Cleveland da una famiglia di emigrati provenienti da Borgofranco d’Ivrea, avrebbe celebrato, in Cattedrale a Ivrea, la santa messa delle 18.

Lo aveva invitato il Vescovo di Ivrea, Monsignor Edoardo Aldo Cerrato, quando ha saputo che era a Roma per il Sinodo dei Vescovi e che nel fine settimana si sarebbe allungato sino a Borgofranco d'Ivrea per incontrare dei suoi lontani parenti.

Domanda? E chi sono questi "lontani parenti". 

"Allora - ci spiega Andrea Cantoni consigliere comunale a Ivrea - Suo nonno era fratello del mio trisnonno, se ben ricordo... Non ci vedevamo da sedici anni, da quando ha battezzato mio fratello a Biò. E' stato un immenso piacere rivedere una persona così importante per la mia famiglia: ha infatti sposato i miei genitori e battezzato me nella basilica di San Pietro, ai tempi del suo servizio presso la Segreteria di Stato vaticana..."

Ebbene sì: ha pranzato a casa sua...

"Io e la mia famiglia - aggiunge Cantoni - Abbiamo avuto ospiti lui e Monsignor Cerrato. Aabbiamo organizzato un pranzo tipicamente piemontese, dato che a Monsignor Broglio piace molto la cucina del Canavese, cui è legato da profondo affetto e non solo per origini. È una persona molto simpatica e piacevole, con una sconfinata preparazione sulla situazione internazionale, dovuta alla sua carriera diplomatica all'interno della Chiesa. Abbiamo conversato a lungo dei seri temi di attualità, elemento che mi ha permesso, pur con la confidenza che la parentela permette, di apprendere pareri molto autorevoli e di spiccato valore geopolitico, oltre che spirituale..."

Broglio (che parla quattro lingue, oltre all’Inglese, l’Italiano, lo Spagnolo ed il Francese)  è un pezzo grosso della Chiesa Cattolica. Nominato nel 2007 da Papa Benedetto XVI "Ordinario militare per gli Stati Uniti d'America", dal 15 novembre 2022 è presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, carica che manterrà per 4 anni.

E' la guida e il faro di una maggioranza di vescovi americani (una trentina) non in sintonia con Roma e, infatti, Papa Francesco, avrebbe preferito qualcun altro seduto in quel posto lì.

Già Nunzio Apostolico a Puerto Rico e nella Repubblica Dominicana, per una decina di anni ha svolto il ruolo di capo di gabinetto del Segretario di stato vaticano del tempo, il cardinale Angelo Sodano.

Durante la pandemia ha sostenuto l’esenzione dal vaccino per gli appartenenti alle forze armate per motivi di credo religioso, scrivendo nell’ottobre 2021 che “nessuno dovrebbe essere costretto a ricevere un vaccino contro il Covid19 se violasse la santità della sua coscienza”.

Un giorno particolare, il 22 ottobre, perché ricorreva il 45.mo anniversario dalla prima S.Messa celebrata dal nuovo Pontefice, San Giovanni Paolo II, eletto pochi giorni prima, il 16 ottobre, al Soglio di Pietro.

"Ma l’esperienza di Segretario del Cardinale Segretario di Stato non è che una piccola parte del prestigioso curriculum - scriveva Il Risveglio Popolare qualche giorno fa - una lunga esperienza ai vertici della Diplomazia vaticana, ma anche, negli anni giovanili, esperienze pastorali in cittadine nel “cuore” degli States, come ad esempio quella di Vice Parroco di South Euclid, una città più o meno delle dimensioni di Ivrea. Cultore del “dialogo” sin dagli anni degli studi, è particolarmente esperto di Communicatio in sacris: espressione con cui la Chiesa definisce e disciplina ogni forma di partecipazione di un cattolico alle celebrazioni liturgiche e ai sacramenti di un culto non cattolico..."

La storia di Broglio.

Tutto inizia negli anni '30, quando il borgofranchese Antonio Broglio, padre dell’arcivescovo Timothy Broglio, decide di recarsi oltreoceano in cerca di fortuna.

“Il padre era un medico, e giunto negli Stati Uniti iniziò a lavorare per un ospedale di Cleveland, in Ohio” ci aveva raccontato qualche tempo fa Egidio Torreano, borgofranchese e cugino dell’arcivescovo.

“Antonio, detto Tonino, in Ohio ha conosciuto una donna americana, da lei ha avuto 5 figli e l’ultimo è proprio Timothy - ci spiegava Torreano - da ragazzo Timothy ha sempre frequentato la chiesa locale, finché la diocesi di Cleveland non lo ha inviato a Roma per frequentare l’università Gregoriana, dove si è laureato in teologia. Da lì, negli anni Ottanta, è riuscito ad entrare nel corpo diplomatico della Santa Sede come segretario”.

La fede di Broglio, negli anni, non è passata inosservata: Giovanni Paolo II, nel 2001, lo ha nominato arcivescovo della cittadina di Amiterno, in Abruzzo, e, sempre nello stesso anno, Broglio è partito alla volta del Sud America, con destinazione Repubblica Dominicana e Porto Rico, come nunzio apostolico (rappresentante pontificio della Santa Sede in missione in un altro stato, ndr). 

“Nel 2008 Timothy è rientrato a Roma ed è stato nominato segretario del cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato - afferma il cugino - è stato anche eletto come responsabile delle truppe americane nel mondo: in questi ultimi anni ha svolto moltissimi compiti e ha viaggiato tantissimo, specialmente in Medio Oriente dove sono stanziati molti soldati americani”. 

Dulcis in fundo, poi, la nomina a presidente dei vescovi americani. Insomma, per la comunità borgofranchese sicuramente un onore...

“Timothy è l’unico, tra gli altri suoi 4 fratelli, che ha conservato un certo attaccamento all’Italia: ama moltissimo questo paese ed è venuto qui in Canavese l’ultima volta nell'agosto del 2022. Parla benissimo la lingua e ama la cucina italiana, diciamo che non ha “tradito” le suo originiTimothy è una persona molto affabile, ma è anche “quadrato”, è preciso. Non mi stupisce che sia arrivato dove è arrivato, è una persona di una rettitudine immensa”

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