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Ivrea
08 Ottobre 2023 - 23:17
L'interno della discoteca Eva
Capelli lunghi, pantaloni a vita bassa, a zampa di elefante, camice attillate a fiori. Era il 1973 e nelle hit trionfavano Dik Dik, Camaleonti e Patty Pravo.
Dal sogno di un ragazzo di 21 anni, Valter Molon, studente universitario in Medicina a Torino, nasce a Ivrea in via Gobetti 9, quello che da subito diventa il tempio delle notti eporediesi: il Frenzy.
Sono passati 50 anni da quel giorno, un'alluvione e una pandemia. Il Frenzy ora si chiama Fenice, ma continua a restare quel punto di riferimento per almeno due generazioni.
Valter Molon, oggi, ha 71 anni, è medico di famiglia e continua ad essere il "re della notte".
"Ho aperto il Frenzy per passione. Era un mio grande sogno, quello di aprire una discoteca e l'ho realizzato grazie all'aiuto di mia mamma, Clara Fabbris e Alberto Molon. Mia mamma aveva un negozio di acconciature e mio padre era un funzionario Fiat. Ma fin dal primo giorno mi sostennero in quel sogno, fino ad arrivare ad occuparsene a tempo pieno".

VALTER MOLON HA 71 ANNI
E lei, in quegli anni, che ragazzo era?
"Ero figlio del mio tempo. Seguivo la moda del momento, amavo la musica, andare a ballare e contemporaneamente studiavo in università".
Molon sceglie di chiamare Frenzy il suo locale: "Significa "luogo di baldoria", "espressione di divertimento". Ed era proprio quello che volevo per la mia discoteca: che diventasse un punto di riferimento, un luogo dove potersi svagare, divertire".
La musica che si ascolta e si balla è il rock commerciale: "A dettare le tendenze era "Un disco per l'estate" il concorso che aveva la sua finale a Saint Vincent. Ed era questa la musica che si suonava al Frenzy. Tutto rigorosamente dal vivo. Mettevamo i dischi solo per brevi pause, per dar respiro ai gruppi".
Le mode cambiano e tra gli anni 1974, 1975, si passa al liscio.
"Siamo andati col liscio per oltre 20 anni. Era il genere più richiesto. Nel 1990 abbiamo introdotto la musica commerciale il mercoledì. Quella serata è passata alla storia. Era richiestissima. La sala, sempre piena. Suonavano i migliori gruppi di quegli anni. Gruppi che suonavano anche alla Bussola e alla Capannina di Viareggio".
Così fino al 2000. Poi, la terribile alluvione.
"Il Frenzy è stato letteralmente spazzato via. Era rimasto solo lo scheletro, a struttura portante. Ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo deciso di rifare tutto per riaprire".
Il locale di via Gobetti 9 riapre nel marzo del 2002 e viene ribattezzato.
"Ho deciso di chiamarlo Fenice proprio per questa rinascita".
Le serate cambiano, il mercoledì è dedicato ai balli di coppia, il venerdì al latino americano e il sabato, la musica disco.
A imporre un altro stop è il Covid. "Siamo rimasti chiusi per tutta la durata della pandemia e quando abbiamo riaperto abbiamo nuovamente cambiato le serate".
Oggi il mercoledì si sono i balli di coppia, con hit nazionali e internazionale, suonate dal vivo tutta la sera. Il sabato sera, invece, c'è la discoteca. Oltre a queste due serate si organizzano feste, come in occasione dei carnevali.
"Sono pubblici completamente diversi - spiega Molon che oggi gestisce le sue discoteche con l'aiuto dei figli -. Il mercoledì prendiamo persone dai 40 ai 70 anni, il sabato i più giovani, gli under 30".
C'è ancora voglia di discoteca?
"Subito dopo il Covid c'è stato un vero e proprio boom. Dopo due anni tappati in casa la voglia di uscire e divertirsi era moltissima. Ultimamente la situazione si è andata stabilizzando. Lo scorso anno è stato ancora molto buono. Per capire che anno sarà questo in corso è ancora troppo presto. Vedremo. Abbiamo da poco riaperto dopo la pausa estiva".
Molon in città ha anche altre due discoteche: lo Shake e l'Eva, che si trova proprio lì davanti.
L'Eva una discoteca per ragazzi dai 20 ai 30 anni, l'ha preso nel 2005. Nel 2015, poi, ha rilevato anche l'ex Tweega: lo Shake.
"Qui - spiega Molon - abbiamo una clientela che va dai 16 anni in su".
E per festeggiare i primi 50 anni del Fenice farà qualcosa?
"Sicuramente qualcosa farò. E' un traguardo importante per me e la mia famiglia. Ho avuto uno stop per problemi di salute. Ma appena sarà tutto risolto, organizzeremo degli eventi".
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