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Ivrea
01 Ottobre 2023 - 11:26
A che cosa deve fare attenzione il "da poco" eletto sindaco Matteo Chiantore?
All'annuncite, una sindrome che da decenni imperversa a Palazzo e che si traduce in una serie di cose da fare e che poi restano inesorabilmente sulla carta per settimane e settimane, ma anche e soprattutto, a non finire ripetutamente sui giornali per "piccoli problemi". E' un attimo cominciare a pensare che se uno non riesce a risolvere quelli figuriamoci quelli più grandi.
Toh! guarda... torniamo a parlare dell'ascensore che dal Movicentro porta al sovrappasso sopra i binari. E' da più di tre settimane che non funziona. E' da tre settimane che sulla porta campeggia un cartello con su scritto "Impianto fuori servizio con porte di cabina divelta da ignoti".

Il primo a denunciare l'atto di vandalismo, raccontando di come aveva aiutato una giovane mamma con passeggino a salire la rampa, era stato il consigliere comunale Massimiliano De Stefano che però non ha ancora portato il problema all’attenzione del Consiglio.
«Il problema come vedete cari amici non sono i disservizi,ma le persone che indisturbate spaccano tutto, magari in preda all'alcol o ad altre sostanze, o semplicemente per gioco - aveva scritto De Stefano sui social - Un gioco che costa caro alle persone anziane, a chi ha problemi motori e alle mamme con i passeggini. Farò quello che ogni cittadino dovrebbe fare,una segnalazione agli uffici, e la farò tramite l'applicazione Municipium. Immaginando già quanto costerà il ripristino ai contribuenti di Ivrea. Forse è per quello che tutti noi dovremmo avere maggior rispetto delle cose e dei servizi messi a nostra disposizione. Ho un grosso difetto ahimè - conclude - vivo la mia città e non riesco proprio fare finta di nulla e tirare dritto».
E adesso? Dopo più di 3 settimane di nulla cosa facciamo? Lo teniamo così per vendicarci dei vandali? Tiè!!!
Che gli ascensori (insieme alla manutenzione del verde e alle passerelle) siano un sorta di incubo per le Amministrazioni Comunali di Ivrea è un fatto noto. Lo sono stati per Carlo Della Pepa e per Stefano Sertoli. Una volta è quello de Movi, un'altra quello dell'ospedale, a volte quello di piazza Rondolino...
A luglio, la prima pagina, era toccata all’ascensore del binario 1 in stazione. Colpa di un fulmine che aveva colpito la centralina e le parti elettroniche. Per sfinimento, in concomitanza con la festa patronale di San Savino, era addittura spuntata una scritta in cui si chiedeva di aggiustare l’ascensore perché «le carrozzine non volano».
Tra le giustificazioni che si trovarono una puntava diritto il dito contro la Ciam Ascensori con sede a Roma. Se questo è il problema (la distanza) troviamo una ditta più vicina, han pensato in tanti. Facciamolo con il prossimo appalto, qualcuno ha aggiunto. Se invece il problema sono i soldi, beh, inutile sottolineare l'ovvio e la necessità di tagliare il superfluo per aggiustare un servizio indispensabile per portatori di handicap e anziani.
Incredibile ma vero, qualcuno ci ha provato a imparare a volare ma non c'è ancora riuscito.
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