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26 Settembre 2023 - 22:19
Davide Arminio, dell'Osservatorio sulla Torino Ceres
La Regione pareva essersi completamente addormentata di fronte alle esigenze dei pendolari, già stufi di viaggiare sui bus sostitutivi dopo due settimane: vagli a dare torto... E invece no, stamattina da Palazzo Lascaris se ne escono con una nota stampa in cui rassicurano tutti: non vi preoccupate, la linea riapre a gennaio del prossimo anno.
A parlare è stato il comitato di monitoraggio che ingloba le diverse realtà che assieme alla Regione stanno portando avanti le istanze della linea elettrificata più antica di tutte. "Riconosciamo che il Comitato ha affrontato molte delle questioni sollevate nelle scorse settimane da noi - ci dice Davide Arminio dell'Osservatorio sulla Torino-Ceres - e questo conferma la bontà del nostro strumento di raccordo tra le istituzioni e la cittadinanza, che domandava risposte a rassicurazioni".

L'assessore ai trasporti Marco Gabusi, che segue gli sviluppi sulla riapertura della linea
La cosa più importante è "che non sono previsti ulteriori slittamenti nella riapertura della linea, eventualità improponibile anche alla luce delle enormi difficoltà della viabilità stradale di questi mesi all'imbocco delle Valli". D'altra parte c'è però il trasbordo che consegnerà a "convogli di peso inferiore tra Ciriè e Germagnano" la tratta montana della linea.
"È una soluzione al ribasso - prosegue Arminio - anche operativamente difficile, specialmente negli orari di punta con centinaia di pendolari e studenti in movimento e i noti limiti strutturali della stazione di Cirié. Diventa pertanto indispensabile risolvere al più presto le questioni infrastrutturali della tratta alta per rimetterla 'in pari' con il resto della linea e consentire viaggi diretti tra la città e Germagnano".

Ma quando tornerà il treno nelle Valli?
Insomma, nella tratta che parte da Ciriè e arriva a Ceres o ci si crede sul serio oppure no. Dalla Regione parrebbe arrivare un buon segnale, e per l'Osservatorio "è altamente significativa la menzione, nel comunicato, di volersi dare come obiettivo la riapertura completa della ferrovia da Torino a Ceres senza il trasbordo a Germagnano: ci auguriamo che si tratti di un impegno concreto e a breve termine; da parte nostra lo misureremo con i fatti e continueremo a muoverci in questa direzione, perché come abbiamo ripetuto molte volte la Torino-Ceres esiste solo se tutta insieme e tutta aperta".
C'è però lo spazio anche per "bacchettare" Gabusi & co. Nella nota, infatti, mancherebbe qualcosa, come le "indicazioni su altri aspetti tecnici rilevanti - spiegano dall'Osservatorio - come le tempistiche per il completamento del Scmt e un'indicazione esatta sui lavori di banalizzazione, che ci auguriamo vengano fornite prossimamente per avere un quadro complessivo del processo di ammodernamento della nostra ferrovia".
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