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Il caso

Tribunale e Procura di Ivrea: "Chivasso torni con Torino!"

Liberamente Democratici di Claudia Buo presenta un ordine del giorno per chiedere al sindaco Castello di farsi promotore delle istanze del territorio e avviare un percorso per "alleggerire" la procura eporediese

Chivasso

Claudia Buo capogruppo di Liberamente Democratici

“Chivasso torni con Torino”. La proposta arriva dal gruppo consiliare di Liberamente Democratici guidato da Claudia Buo.

Parliamo, ovviamente, della grave situazione in cui versano la Procura e il tribunale di Ivrea.
Senza magistrati, senza impiegati, senza una polizia giudiziaria proporzionata alle dimensioni del territorio e del numero degli abitanti.

Il rischio del “collasso giudiziario” è alto: subito dopo la strage di Brandizzo, il Procuratore Generale di Torino Francesco Saluzzo ha denunciato a chiare lettere sui giornali la situazione.

Nato nel solco della nuova geografia giudiziaria disegnata nel 2012, con la soppressione delle sedi distaccate del tribunale di Torino (a Chivasso e a Ciriè), grazie all'allora sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa che si battè come un leone (giusto dare a Cesare quel che è di Cesare) e ai favori dell'ex sottosegretario alla giustizia Michele Vietti, il nuovo tribunale di Ivrea venne considerato da tutti una vera e propria conquista come solo può esserlo il secondo tribunale del Piemonte per numero di abitanti (più di 500 mila)  in una città che ne conta 23 mila o poco più....

Fioccarono i ricorsi, ma la nuova geografia si consolidò e mai nessuno riuscì a farla modificare.

Il tribunale di Ivrea

Oggi è diverso. A solleticare il Ministro di Grazia e Giustizia e ad obbligare i funzionari romani ad occuparsi di Ivrea ci sono come minimo due inchieste sulle quali l'opinione pubblica avrà occhi e orecchie puntati per tutto il corso dei processi che andranno avanti per mesi, per non dire anni: la strage ferroviaria di Brandizzo, in cui sono morti 5 operai, e il disastro aereo di San Francesco al Campo, dove ha perso la vita una bambina di 5 anni. 

E’ vero che la Procuratrice Gabriella Viglione è una persona in gamba ma a tutto c'è un limite e tra i limiti c'è quello del numero dei magistrati. A cui s'aggiunge il problema delle aule giudiziarie sufficientemente ampie che non ci sono e una struttura inadeguata nel suo insieme.

Da queste premesse l’ordine del giorno che il gruppo consiliare Liberamente Democratici porterà in Consiglio comunale.

Il procuratore Generale della Repubblica di Torino, dottor Francesco Maria Saluzzo, a proposito del Tribunale di Ivrea ha più volte affermato che nel 2013, sulla base di una scelta infelicissima divenne assegnatario di un territorio vastissimo, giungendo a toccare i confini metropolitani della Città di Torino - si legge nell’odg a firma di Claudia Buo -. Il procuratore generale Saluzzo ha altresì affermato che è accaduto di tutto in quel circondario: indagini e processi che hanno avuto un grandissimo rilievo nazionale e mediatico; ma, prima ancora di questo, per fatti criminali e di reato di straordinaria gravità e rilevanza, con indagini anche tecniche lunghe e complesse. Secondo il dottor Saluzzo, ci sono stati ‘anni di disinteresse da parte di chi avrebbe e – aveva – la competenza e gli strumenti per rimediare, hanno portato quell’ufficio a una vera situazione di collasso”, nonostante “...gli appelli miei, del Presidente della Corte di Appello di Torino, dei Procuratori della Repubblica di Ivrea (che si sono succeduti) sono stati ascoltati con lusingante benevolenza da tutti gli attori del potere centrale e sono regolarmente caduti nel nulla” e che, pertanto, “la Procura di Ivrea è in palese situazione di illegalità”. Tutti i governi, nazionali e regionali, che si sono succeduti in questi dieci anni, si sono girati dall’altra parte e non hanno fatto assolutamente nulla per migliorare questa situazione, solo ora maggioranze e opposizioni manifestano a parole il loro interesse per questo tribunale”.

Tutto ciò premesso, Buo & company chiedono l’impegno del sindaco Claudio Castello a "promuovere un incontro con tutti gli operatori del nostro territorio (avvocati, commercialisti, ecc…)” e a “promuovere un incontro urgente con i responsabili di questa situazione (regionali e nazionali) finalizzato a ridisegnare il territorio, riportando il Chivassese a far parte del tribunale di Torino”.

Cosa dirà Claudio Castello? Ma, soprattutto, cosa dirà l’amministrazione di centrosinistra targata Pd che, in caso di approvazione dell’ordine del giorno, si vedrà schierata contro l’amministrazione di centrosinistra targata Pd di Ivrea che invece si sta adoperando per potenziare il tribunale eporediese, ritenuto, dice il sindaco Matteo Chiantore, “una risorsa per tutto il Canavese, sia in termini economico-occupazionali, sia per la sicurezza ed il controllo del territorio”?

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