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Ivrea

Il giudice dà ragione ai "non vaccinati". Condannati Ministero della salute e Agenzia delle Entrate

Otto cittadini del Canavese sono stati difesi dall'avvocato Vincenzo Valerio Donato del Foro di Ivrea

Il giudice dà ragione ai "non vaccinati". Condannati Ministero della salute e Agenzia delle Entrate

l'avvocato Valerio Donato del Foro di Ivrea

Multati per non aver fatto il vaccino anti Covid-19 ricorrono alle vie legali e vincono. Il giudice di Pace di Ivrea, Giampiero Caliendo, con tre distinte sentenze datate 7 settembre, ha dato ragione non a uno, non a due, addirittura a otto cittadini, tutti residenti in Canavese che non si erano vaccinati come imposto da un decreto del Governo.

Non si conoscono ancora le motivazioni ma il decreto violato prevedeva 100 euro di multa agli over 50 che alla data del 15 giugno 2022 non avessero iniziato il ciclo vaccinale o non lo avessero completato delle tre dosi.

Nel dispositivo il giudice condanna il Ministro della Salute e l’Agenzia delle Entrate, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali liquidate in 923, 563 e 443 euro.

“Alcuni - spiega l’avvocato Vincenzo Valerio Donato del Foro di Ivrea che li ha difesi - avevano fatto il covid in quel periodo e quindi avrebbero dovuto essere esentati per sei mesi. Gli altri non hanno ricevuto la contestazione dell'infrazione e per questo a sanzione era comunque illegittima…”.


C’è da dire che molti giudici di pace, in tutta Italia, nel prendere queste decisioni, stanno guardando ad una sentenza del tribunale penale di Napoli che ha reintegrato un militare che aveva l’obbligo vaccinale sostenendo che un vaccinato poteva contagiare ed essere contagiato come un non vaccinato.


Sempre il tribunale di Napoli ha poi sottolineato l’importanza dell’art. 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e soltanto successivamente come interesse della collettività. Il che significa che un trattamento sanitario poteva essere imposto solo se non incide negativamente sullo stato di salute dell’individuo che si è assoggettato, salvo che per le sole conseguenze temporanee e di scarsa entità e per questo tollerabili.

"Ritenere compatibili con l’art 32 della Costituzione quei trattamenti sanitari obbligatori che provocano effetti avversi gravi ed anche fatali - scrive il giudice napoletano - non appare conclusione condivisibile in quanto violerebbe i limiti imposti dal rispetto della persona umana".


Inutile aggiungere che i vaccini in commercio non erano idonei ad impedire il contagio e di contagiare.

A Fano un altro giudice, a proposito dei vaccini scrive: “Non appaiono strumenti di prevenzione, rivelandosi percentualmente idonei in misura né pari ne vicina al 100% ma di fatto prossima allo zero. L’efficacia vaccinale non può quindi ritenersi provata quale strumento di prevenzione tenuto conto del fatto notorio che soggetti vaccinati possono contrarre e trasmettere il contagio, quindi sia i vaccinati che i non vaccinati debbono essere trattati come soggetti tra loro equivalenti".


E poi c’è il caso più eclatante. E’ capitato a Bologna dove un “clochard” era stato multato per essere stato trovato in giro per la città e non invece a casa propria, che fa un po’ sorridere ma tant’è!


Il giudice, nel ricorso contro il Prefetto, semplicemente ha constatato che non poteva multare una persona per il fatto che non ha una casa. Non si può sanzionare la povertà.

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