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Disastro bus sulla Torino Ceres, l'Osservatorio: "Rispettare i tempi di riapertura della ferrovia"

Intervista a Davide Arminio dopo i disagi patiti dagli studenti sui bus

Davide Arminio, dell'Osservatorio sulla Torino Ceres

Davide Arminio, dell'Osservatorio sulla Torino Ceres

Bus strapieni che lasciano gli studenti a terra al Movicentro di Lanzo, ma pure a Ciriè, Rivarolo e Cuorgnè. Per il trasporto pubblico locale di Canavese e Valli di Lanzo è stata una settimana disastrosa. Il sistema ha mostrato tutta la sua inefficienza: sul tragitto Venaria - Lanzo, percorso dagli studenti, i bus hanno rivelato tutte le loro fragilità nell'eseguire quello che il trasporto su rotaia eseguiva meglio e più velocemente.

"È per questo - ci ha detto Davide Arminio, dell'Osservatorio sulla Torino Ceres, in questa intervista - che ci auguriamo che i tempi di riapertura della ferrovia siano rispettati". Al momento però da Regione ed Rfi non ci sono segnali certi sulla data della riapertura della linea.

Che settimana è stata per il trasporto pubblico locale?
Ovviamente complicata, perché soprattutto quando iniziano le scuole e c'è un servizio di questo tipo ci sono delle messe a punto inevitabili. Ci sono state difficoltà in alcune circostanze e dispiace per i ragazzi che subiscono queste dinamiche. Ci auguriamo che nelle prossime settimane sia possibile metterle a posto. Ne va della serenità dei ragazzi e anche di quella dei genitori.

Quando avete letto dei bus sostitutivi vi aspettavate che le cose sarebbero andate così?
Diciamo che in qualunque altra circostanza in cui un servizio ferroviario che si regge sui pendolari viene sostituito da autobus è abbastanza inevitabile che ci siano dei probemi. A partire dalle capienze dei mezzi: un treno trasporta più passeggeri di un autobus, che per giunta è anche più lento. Già sulla carta quindi è un sistema più complesso. Ci auguriamo per questo che i tempi di riapertura della ferrovia siano rispettati, perché un conto è chiedere agli studenti di stringere i denti di tre mesi, un altro è chiederlo per più tempo.

Non c'è ancora una data precisa sulla riapertura della Torino Ceres

È anche vero che c'erano poche alternative vista la chiusura della linea e i lavori in corso.
Sì, soprattutto coi lavori a Lanzo i bus diventavano inevitabili. Quello che intendo dire è che erano inevitabili anche le difficoltà. Gli episodi accaduti questa settimana sicuramente sono importanti per il numero di persone coinvolte: soprattutto nelle ore di punta, in più, c'è un traffico intenso, e i bus arrivano a destinazione tardi.

Peraltro le prospettive di riapertura della tratta montana della linea non sono incoraggianti.
Diamo per scontato che la riapertura della linea, quando avverrà, sarà da Torino a Germagnano. Ma bisogna fare di tutto per riaprire la ferrovia fino a Ceres già a dicembre o ai primi di gennaio. È uno dei motivi per cui abbiamo sollecitato l'Agenzia per la Mobilità Piemontese e la Regione per far sì che si prendano la responsabilità di fornire una data rispettabile. L'altro grosso tema che è già in campo e lo sarà ancora di più è la questione della Germagnano - Ceres. Anche perché ci sono tutta una serie di questioni sulle caratteristiche tecniche della linea di cui è urgente occuparsi: per noi la ferrovia esiste se è tutta intera.

Parlando sempre di bus: che futuro prevedete per le tratte complementari che servono le alte valli? 
Le alte valli hanno necessità di un collegamento che sostituisca la ferrovia sin da ora, anche perché non sono servite in maniera sufficiente a fornire un servizio continuativo. Si tratta di ridisegnare quelle tratte per avere come perno Germagnano, e ripensare gli altri collegamenti come quelli con Corio, con la Val Ceronda e con la Val Malone in modo che siano coerenti con la riprogrammazione della ferrovia. Sono linee che necessitano di potenziamento e coordinamento maggiori.


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