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Il caso

Il nuovo ospedale di Ivrea divide la maggioranza, Fava: "Scelta sbagliata, penalizza i canavesani"

Ma anche i sindaci sono su tutte le furie. Sandretto (Valperga): "Faremo sentire la nostra voce"

Il nuovo ospedale di Ivrea divide la maggioranza, Fava: "Scelta sbagliata, penalizza i canavesani"

La maggioranza a sostegno di Alberto Cirio si divide dopo che stamattina, dalla commissione Sanità del Consiglio Regionale, è spuntata fuori la bozza di accordo tra Regione, Asl To-4 e Comune di Ivrea per la costruzione del nuovo ospedale di Ivrea nell’area Montefibre.

Scartata dunque l'area Ribes, che era stata promossa dai sindaci e dai consiglieri regionali canavesani per ragioni di vicinanza. Ora però le cose potrebbero cambiare: la delibera finale è stata bloccata e spetterà al consiglio regionale decidere l'area del nuovo ospedale. Intanto pezzi di centrodestra si ribellano, e così pure i sindaci.

"Fava si ribella: scelta sbagliata"

Se è vero che non c'è ancora una delibera, è anche vero che quel documento, secondo i sindaci canavesani e alcuni consiglieri regionali, è una vera e propria mazzata. "E’ una scelta a mio giudizio sbagliata, perchè penalizza ulteriormente i cittadini canavesani ed in particolar modo quelli delle valli, già costretti a fare i conti con il dimezzamento del servizio di pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè" commenta il consigliere regionale di Forza Italia (ma soprattutto di Cuorgnè) Mauro Fava.

Qui non conta l'appartenenza politica ma la provenienza territoriale, e i consiglieri regionali lo sanno bene. Che un consigliere sia forzista (come Fava) leghista o meloniano, insomma che sostenga Alberto Cirio, poco importa. La Giunta regionale ha fatto un torto a un territorio e in molti se la sono presa.

"Io continuo a credere che l’area Ribes sarebbe stata l’opzione migliore - argomenta - perché è meglio posizionata per servire tutta l’utenza canavesana ed eporediese, dispone di una superficie più ampia, che consentirebbe di sviluppare il nosocomio in larghezza e non in verticale, come suggerisce l’esperienza maturata con il Covid, ma anche di mettere a disposizione un numero di parcheggi finalmente adeguato. Infine, è meglio collegata alla rete stradale esistente ed è quindi più accessibile. Tutte le ragioni di logica e buonsenso avrebbero dovuto far propendere per l’area Ribes, così come era stato specificato nel primo studio dell’Ires".

Mauro Fava

Stamattina, con una nota, il più diplomatico Andrea Cane, canavesano di Ingria, non aveva osato criticare più di tanto la decisione della sua Giunta. Un passaggio delle dichiarazioni di Fava sembra proprio punzecchiare il "collega" leghista: "Non sono d’accordo con la decisione presa e non comprendo nemmeno come possano sostenerla e difenderla altri colleghi che provengono dalla mia stessa zona".

Poi l'appello finale: "Sicuramente così non si fa l’interesse del territorio. Faccio appello al presidente Cirio che prenda in carico concretamente la situazione dei nosocomi canavesani, riportando nel più breve tempo possibile il pronto soccorso di Cuorgnè alla sua funzione originaria, aperto 7 giorni su 7 H24, e potenziando il presidio di Castellamonte. Finchè rivestirò questo ruolo mi batterò sempre per la gente e gli amministratori del Canavese".

I sindaci su tutte le furie: "Faremo sentire la nostra voce"

Mentre il sindaco di Pavone Endro Bevolo non rilascia dichiarazioni, il sindaco di Valperga, Walter Sandretto, non le manda a dire: "La Regione non ha neanche preso in considerazione lo studio Ires". Lo studio, pubblicato l'anno scorso, caldeggiava come soluzione l'area Ribes, cioè quella del casello di Pavone, ed era stato salutato con entusiasmo dai sindaci del Canavese Occidentale.

Walter Sandretto, sindaco di Valperga

Sindaci che avevano ingaggiato una lotta senza quartiere per ottenere che il nuovo ospedale venisse costruito nell'area Ribes, più vicina al territorio e più agile da raggiungere.

"Siamo amareggiati ma pronti ancora a lottare fino alla fine - prosegue Sandretto -. Sono stati ascoltati 23mila abitanti di Ivrea contro i 150mila del canavese. Ognuno si prenda le proprie responsabilità, l'assessore ha cambiato le carte in tavola anche se delle perplessità c'erano forse anche all'interno della Giunta regionale. Domani all'assemblea dei sindaci il Canavese farà sentire la propria voce".

Il sindaco punta anche il dito contro quei sindaci dei grandi centri canavesani che si sono espressi per l'area Montefibre: "Loro hanno dei poli ospedalieri di eccellenza mentre noi non ne abbiamo" dice Sandretto.

"Io non ho mai detto né dichiarato, come gli altri sindaci canavesani, di essere a favore dell'area Montefibre, come invece era stato affermato - chiarisce il sindaco di Pertusio Giuseppe Damini, anche lui in prima linea nella battaglia per il nuovo ospedale -. La maggioranza dei sindaci dell'Asl To4 ha sempre affermato la propria contrarietà alla individuazione dell'area Montefibre".

Il sindaco di Pertusio Giuseppe Damini

L'anno scorso, dopo l'uscita dello studio Ires, si era detto che la decisione per realizzare il nuovo ospedale sarebbe stata essenzialmente politica. Ma erano in molti ad aspettarsi che quello studio sarebbe stato preso in considerazione. E invece no.

"Noi eravamo rimasti proprio a quello studio - prosegue il primo cittadino canavesano - e si pensava che le istanze del territorio fossero state valutate, visto che, peraltro, di fatto non è che l'ospedale a Pavone costasse il doppio che realizzarlo nell'area Montefibre".

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