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Il caso

Lo spettro della privatizzazione sull'ospedale di Lanzo: servono chiarimenti

Ma l'assessore della Giunta lanzese Tina Assalto invita alla calma: "Chiederemo spiegazioni ma lo studio non è un diktat"

Lo spettro della privatizzazione sull'ospedale di Lanzo: servono chiarimenti

Ora che lo spettro della privatizzazione incombe sui presidi sanitari di periferia, nello specifico quelli di Cuorgnè e di Lanzo, occorrono spiegazioni e chiarezza d'intenti. 

“La volontà di incrementare l’attività di ricovero a carattere chirurgico dei due presidi - si legge nello studio realizzato da Agm Project Consulting su richiesta della Regione Piemonte  - che mira al recupero di mobilità passiva ed al rilancio delle due strutture, si scontra con il sottodimensionamento del personale medico ed infermieristico. Da qui la necessità di esternalizzare alcune attività ad un soggetto privato: attività operatoria, ambulatoriale, urgenze e gestione dell’assistenza infermieristica nei reparti di area chirurgica...”.

Insomma, l'idea dei consulenti sarebbe quella di esternalizzare le attività principali mantenendo la direzione sanitaria in capo all'AslTo4.

"Lo studio non è un diktat"

La notizia ha fatto il giro degli uffici dei sindaci dei Comuni che ricadono sotto la zona di competenza dei due presidii ospedalieri, da mesi ormai sotto scacco, in un limbo intollerabile in cui non si capisce mai che futuro avranno. Tina Assalto, assessore con delega alla Sanità del Comune di Lanzo, frena le ire dei più arrabbiati e chiarisce: "Quello studio non è un diktat, e allo stato attuale non c'è alcuna indicazione sull'attuazione di nessuna misura".

Ernestina Assalto, assessore con delega alla Sanità della Giunta lanzese

Per l'assessore "lo studio fotografa una situazione, ma la preoccupazione che quello che c'è scritto lì corrisponda a una reale trasformazione al momento non c'è". Certo, dei chiarimenti servono subito: "Giovedì all'assemblea dei sindaci di Ivrea chiederemo naturalmente delle spiegazioni". dice ancora Assalto.

Snai e nuovi ambulatori fanno ben sperare

Potrebbe far ben sperare il fatto che le Valli di Lanzo hanno attivato un accordo di programma con la Regione Piemonte per dare il via alla Strategia Nazionale Aree Interne. Dentro questo pacchetto di interventi ce ne sono diversi atti a potenziare la sanità territoriale, con una cifra considerevole messa a bilancio.

"Per questo motivo - commenta Assalto - non mi aspetto che i servizi sul territorio vengano ridotti. Anzi, la riattivazione di alcuni ambulatori all'ospedale di Lanzo va nella direzione dell'impegno che abbiamo richiesto alla Regione". Già, perché negli ultimi mesi sono stati diversi gli ambulatori riattivati nel presidio lanzese.

Mancano i medici

Lo studio cita peraltro come causa che potrebbe portare alla privatizzazione il sottodimensionamento degli organici sanitari dell'ospedale. Insomma, nessuno verrebbe più a lavorare a Lanzo né tantomeno a fare il medico di base o il pediatra nelle alte valli: come può essere tenuto in piedi un ospedale in queste condizioni?

Effettivamente, dall'ultima riunione del direttore generale dell'Asl Stefano Scarpetta coi sindaci delle Valli era emerso un dato sconcertante: il presidio lanzese opera con sei medici e non con gli undici necessari. "La carenza di medici è il risultato di una programmazione fatta con determinate modalità negli ultimi vent'anni..." dice ancora "diplomaticamente" la Assalto.

L'assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi

E si tratta di un problema che non può certo risolvere il Comune, forse tantomeno la Regione. Va risolto a livello nazionale, forse eliminando il numero chiuso e aumentando le borse di specializzazione per chi esce dalla Laurea in medicina. Ad ogni modo, l'assessore Luigi Genesio Icardi verrà sul territorio per discutere del problema e illustrare i risultati dello studio.

Accordo col territorio o funerale della sanità?

"Sono fiduciosa - ci dice ancora Assalto - nel fatto che gli accordi saranno rispettati -. La scelta politica, quando ci sarà, sarà frutto di accordi a di condivisione territoriale".

Sarah Disabato, consigliere regionale 5Stelle

Non la pensa esattamente così Sarah Disabato, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. Il gruppo ha presentato oggi un'interrogazione in consiglio per chiedere spiegazioni sul tema. "L’obiettivo della Giunta Cirio si fa ogni giorno più chiaro: celebrare il funerale della sanità pubblica. Lo sta raggiungendo". 

L'assessore allo Smantellamento della Sanità Territoriale

Dopo la messa in vendita dell’ospedale di Settimo Torinese e i tentativi di partenariato pubblico-privato per gli ospedali di Cuneo e Novara e per il Parco della Salute, l’Assessore Icardi, a cui Disabato attribuisce la "delega allo Smantellamento della Sanità Pubblica" "ha aggiunto all’elenco delle strutture da svendere ai privati anche gli ospedali di Lanzo e Cuorgnè, nell’ASL TO4. Lo dice uno studio commissionato dalla Regione Piemonte alla società 'Agm project consulting', che prescrive come panacea per tutti i mali l’esternalizzazione di alcune delle attività principali (con il mantenimento della direzione sanitaria in capo all’ASL)".
 
I pentastellati hanno chiesto alla Giunta Cirio di avviare un tavolo di confronto con i sindaci, i sindacati ed i territori coinvolti per cercare soluzioni appropriate. "Già risulta inaccettabile la recente chiusura del Pronto Soccorso di Cuorgnè - conclude Disabato - con disagi incredibili per la popolazione. Non accetteremo anche la svendita di queste importanti strutture. La strada da seguire non è quella delle privatizzazioni, ma quella degli investimenti pubblici per potenziare gli ospedali e garantire un servizio degno di questo nome". 
"A breve l'Asl To4 avvierà il confronto con i territori sul riordino della rete": lo ha annunciato oggi in Consiglio regionale l'assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, interpellato sul futuro degli ospedali di Cuorgné e Lanzo.
"Anche a seguito delle richieste arrivate da molte amministrazioni locali - ha spiegato Icardi - è stato avviato uno studio per la definizione di azioni di riordino della rete erogativa del territorio. Lo studio ha delineato alcuni scenari di sviluppo che entro breve verranno presentati in maniera dettagliata ai territori interessati e potranno essere usati come base di confronto per identificare le migliori soluzioni per le diverse aree territoriali".
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