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La Regione vuole privatizzare gli ospedali di Lanzo e Cuorgnè... Lo dice uno studio

I sindaci che faranno? Subito una conferenza! L'ira del Nursind

La Regione vuole privatizzare gli ospedali di Lanzo e Cuorgnè... Lo dice uno studio

C’è uno studio commissionato dalla Regione Piemonte alla Agm Project Consulting. I consulenti parlano lungamente del nuovo ospedale di Ivrea. Dicono che lo vorrebbero con 30 posti letto in più. Lo descrivono in tutte le angolazioni. E poi, quasi in finale, a pagina 75 del documento (composto da 80): zac!... si ritorna allo smantellamento... Il dito è puntato, manco a dirlo, sui presidi di Cuorgnè e di Lanzo. In una parola vogliono privatizzarli. Sembra quasi una barzelletta tutta inserita nella differenza che corre tra ospedale di Ivrea a Ivrea e grande ospedale del Canavese. 

“La volontà di incrementare l’attività di ricovero a carattere chirurgico dei due presidi - scrivono  - che mira al recupero di mobilità passiva ed al rilancio delle due strutture, si scontra con il sottodimensionamento del personale medico ed infermieristico. Da qui la necessità di esternalizzare alcune attività ad un soggetto privato: attività operatoria, ambulatoriale, urgenze e gestione dell’assistenza infermieristica nei reparti di area chirurgica...”.

E non basta...

“Il confronto dei due presidi con le altre strutture del Piemonte e con la media Italiana degli Ospedali a gestione diretta dell’ASL - mettono il coltello tra le piaghe i consulenti - evidenzia un forte sottodimensionamento del personale medico ed infermieristico inoltre, la diminuzione del personale negli anni evidenzia la difficoltà delle strutture nel reperire nuove figure professionali, nonché la poca attrattività nei confronti dei professionisti..”.

E poi ancora...

“L’Ospedale di Courgnè è dotato di tre Sale Operatorie Chirurgiche.... Nel 2019 l’Ospedale di Cuorgnè ha registrato 990 ricoveri per interventi di Chirurgia minore (Day-Surgery senza pernottamento) e più di 2.000 richieste di prestazioni di chirurgia ambulatoriale complessa.... L’Ospedale di Lanzo è dotato di 2 Sale Operatorie Chirurgiche. Nel 2019 il nosocomio ha registrato 160 ricoveri per interventi di Chirurgia minore (Day-Surgery senza pernottamento), principalmente legati ad attività odontoiatrica e circa 1.000 richieste di prestazioni di chirurgia ambulatoriale complessa (Oculistica). L’attività delle sale è limitata alle ore mattutine.... I due presidi in esame, già oggi, sono caratterizzati da dotazioni infrastrutturali che consentirebbero un

incremento dell’attività di ricovero a carattere chirurgico. Attività di ricovero che, come evidenziato in slide 41, genera un flusso di mobilità passiva per l’ASL TO 4 di 130 milioni ...”.

Morale?

Secondo  Agm Project Consulting a Cuorgnè non ci sarebbe un bacino di utenza sufficiente per il mantenimento del Pronto Soccorso, e la presenza di due DEA (Ciriè e Ivrea) raggiungibili in meno di 60 minuti di percorrenza per tutti i comuni del distretto (escluso Ceresole Reale)  suggerirebbero di mantenere attiva la funzione “ambulatorio “per le piccole urgenze nelle 12 ore diurne.

Per Lanzo consigliano la riconversione dell’attività di un ospedale per acuti in un ospedale per post-acuzie oppure in una struttura territoriale, anche se potrebbe rendersi necessario prevedere, per un periodo di tempo limitato, il mantenimento di un Punto di Primo Intervento, operativo nelle 12 ore diurne e presidiato dal sistema 118 nelle ore notturne. 

Da qualunque parti lo si guardi uno smantellamento che fa seguito alla volontà di disfarsi, da parte della Regione, delle quote societarie in mano alla Città della salute e all’Asl To4, di SAAPA, la società che ha in gestione l’ospedale di Settimo Torinese.

Insomma un disastro di cui dovrebbe subito ed immediatamente farsi carico la conferenza dei sindaci e più nello specifico il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore che ne è il presidente.

Secondo il sindaco Nursind, che su questi argomenti è sempre stato particolarmente sensibile, la domanda che ci si deve fare è se  un ospedale serve o non serve

Se serve, si potenzia e non si privatizza.

“Giù le mani dagli ospedali di Cuorgnè e Lanzo - stimatizza il referente locale Giuseppe Summa - Restiamo basiti per quanto dalle conclusioni di questo studio commissionato dalla Regione. D’altronde  sappiamo benissimo che l’amministratore delegato di AGM è stato fondatore di Operleasing S.p.A. società   specializzata in leasing alla Pubblica Amministrazione... Quel che avremmo voluto è uno studio per l’efficientamento di Cuorgnè e Lanzo non la loro esternalizzazione ai privati...”.

Summa conosce perfettamente le  criticità legate al reclutamento del personale.

“Che ci siano difficoltà a reclutare personale in quei presidi ospedalieri è vero - ci spega -  ma che si finanzi uno studio con soldi pubblici per farsi dire che va esternalizzato è impudente poiché spaventa e allontana ancora di più i professionisti da quella realtà. Quindi o si è  degli sprovveduti, oppure si è in malafede. Peraltro leggendo i dati ASLTO4 e i comunicati degli ultimi mesi, ci risulta che l’attività delle sale operatorie e della centrale di sterilizzazione a Cuorgnè sia aumentata. Lo stesso vale per  tasso di occupazione dei reparti rispetto al passato. Sono inoltre state aperte importanti attività ambulatoriali  sia a Lanzo che a Cuorgnè.

Il Nursind chiederà l’apertura di un tavolo con i vari attori coinvolti alla ricerca di soluzioni e a politiche del welfare (alloggi, agevolazioni per gli asili, incentivazioni economiche) che possano attrarre il personale verso Cuorgnè.

Insomma una cosa è certa Nursind è pronto alle barricate.

“Ci auguriamo che i sindaci facciano rete, anziché continuare a discutere sulla localizzazione del nuovo ospedale di Ivrea...”.

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