Eporediesi solidali con li popolo ucraino. In questi giorni, mano a mano che la tv ci aggiornava sull’invasione russa, sul territorio del canavese si sono moltiplicae le disponibilità di spazi per l’accoglienza dei profughi e le raccolte di beni.
A Borgofranco si sono fatte avanti le prime due famiglie.
A Quagliuzzo si sta risistemando un alloggio donato al Comune tempo fa.
A Ivrea l’assessora Giorgia Povolo sta ipotizzando di mettere a disposizione l’alloggio di corso Garibaldi già utilizzato durante il primo lockdown per ospitare medici e infermieri.
A Banchette il Comune ha individuato due alloggi, a Traversella si prevede l’utilizzo del soggiorno montano di frazione Fondo.
Più di tutti sta facendo l’amministrazione comunale di Chiaverano dove sono già pronti due alloggi e la foresteria utilizzata d’estate per i Campi di Legambiente. Infine qualcosa si sta muovendo anche a Burolo, Bollengo.
PAVONE
“Nel nostro Comune c’è una famiglia di Ucraini accolta in forma privata - ci racconta il sindaco di Pavone Endro Bevolo - Marito moglie e due bambini. Ha gestito tutto la Prefettura. Per la loro tutela preferiamo mantenere una certa riservatezza ma faremo in modo che abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno anche tramite la raccolta di generi alimentari. Anche noi abbiamo dei locali a disposizione per emergenze di questo tipo. Due si trovano nella piazza del municipio, l’altro presso l’ex asilo Quilico. Nel complesso possiamo ospitare circa 8 persone ”.
“In ogni caso Pavone vuole muoversi solo tramite i canali ufficiali: Regione, Protezione Civile, la Parrocchia, Specchio dei tempi e Memoria Viva di Castellamonte - passa e chiude Bevolo - Anche nella raccolta di beni di prima necessità vogliamo evitare sprechi, dispersione delle donazioni. Vogliamo raccogliere solo ciò di cui c’è davvero bisogno. Non vogliamo accumulare cose inutili e non sapere poi dove vanno a finire o correre il rischio che finiscano in qualche bancarella. Mi chiedo per esempio perchè nessuno abbia raccolto dell’acqua. E’ fondamentale. Certe medicine non possono essere prese a stomaco vuoto....” .
Anche l’Amministrzione comunale di Colleretto Giacosa, tramite la “Cooperativa di Consumo” in accordo con l’Associazione Turin Life Guide ha risposto all’emergenza profughi collegandosi con l’Arsenale della Pace di Torino.
Nei giorni scorsi ha attivato un centro di raccolta di generi di prima necessità nel porticato della Casa di Lorenzo Martinelli al civico 18 di via Giuseppe Giacosa. Oltre che farmaci, generi alimentari e prodotti d’igiene, si stanno raccogliendo fondi per sostenere il costo del trasporto dall’Italia alle zone di guerra.
SAMONE
Tra i Comuni più attivi c’è Samone. “Dopo tre giorni di raccolta abbiamo inviato un intero furgone di provviste, generi alimentari, pannolini, addirittura passeggini e lettini portatili per bambini” commenta soddisfatto il primo cittadino Lorenzo Poletto - Abbiamo pure un contatto direttamente in Ucraina che ci tiene aggiornati. Per fortuna ci racconta che finora lui e la sua famiglia sono al sicuro. Non abbiamo locali per poter ospitare profughi ma ci muoveremo tramite il consorzio InRete e chiederemo la disponibilità ai cittadini....”.
Infine a Fiorano la raccolta di beni da consegnare al organizzata nella sala consiliare è andata avanti dal 7 all’11 marzo con l’iuto di Alimentari Boggio.
“E’ andata benissimo - racconta la vicesindaca Antonella Strozza impiegata in prima persona nell’iniziativa - c’è stata grande affluenza. Noi e Salerano abbiamo fatto confluire tutto nel pluriuso di Chiaverano. Non abbiamo ancora parlato di accoglienza, ma ci sarà sicuramente in futuro la massima disponibilità nel dare il nostro contributo...”.
s.a.
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