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ASL To4. Fin che la barca va. Sertoli dorme, Castello decanta, Devietti si muove

ASL To4. Fin che la barca va. Sertoli dorme, Castello decanta, Devietti si muove

Stefano Scarpetta, Asl To4

ASL TO4. C'è stato un tempo - e non son certo secoli fa - in cui l'assemblea dei sindaci dell'Asl To4 aveva un valore. Aldo Corgiat di Settimo Torinese, Andrea Fluttero di Chivasso, Francesco Brizio di Ciriè, Nevio Coral di Leini e Fiorenzo Grijuela di Ivrea decidevano una linea e poi la dettavano al direttore generale, ai direttori sanitari e ai direttori amministrativi, al di fuori e dentro il piano aziendale, prima e dopo l'approvazione del bilancio di previsione. Sempre, costantemente, unitamente, francamente, splendidamente... Oggi purtroppo le cose non stanno più così. La spesa (come ha sottolineato il collegio dei sindaci) è fuori controllo, le perdite si assommano alle perdite degli anni precedenti, i contratti di locazione (vedasi ex artiginalelli di Ivrea) si rinnovano senza colpo ferire, si acquista "roba" senza che che ci si ponga una domanda che sia una e, dulcis in fundo, le manutenzioni (anche del verde che non c'è) si susseguono a colpi di decine di migliaia di euro e via cantando "fin che la barca va..". Non va meglio nella gestione della sanità con i nuovi reparti (a cominciare dall'oculistica a Chivasso) che non si aprono (anche se previsti nel piano aziendale) per far felici altri oculisti, con gli infermieri che non ce n'è e con gli specialisti freschi di università che nell'Asl To 4, finita in mano a veri e propri "baroni" del bisturi, col cavolo che ci vogliono venire. A sottolineare la gravità della situazione la notizia della chiusura di una serie di attività all'ospedale di Chivasso per spostare alcuni chirurghi al Dea di Ciriè rimasto senza personale. Non per un giorno. Non per una settimana. Addirittura per due mesi. Tutto luglio e tutto agosto. Alè. Ecco di fronte a tutto questo ci si chiede dove siano finiti i sindaci e se esista o meno un presidente dell'Assemblea dei sindaci degno di questo nome (Stefano Sertoli di Ivrea ndr). Ci si chiede quanto conti la politica sempre che esista in giro qualcuno in grado di rappresentarla. E' vero che il nuovo direttore generale Stefano Scarpetta è appena arrivato e non si può pretendere alcunché da uno che deve ancora ambientarsi ecapire dove si trova. Epperò un saluto ufficiale dell'assemblea sarebbe il minimo sindacale. Un saluto con la lettura di un decalogo sulle cose da fare. Il dubbio è che non lo si faccia preferendo coltivare l'amicizia personale e il metodo clientelare, che è proprio quel che non si dovrebbe fare. E così Piastra lo chiamerò per l'ospedale di Settimo, Sertoli per il nuovo nosocomio di Ivrea, Castello per il pronto soccorso di Chivasso. E poi ci saranno i primari che lo tireranno per la giacchetta di qua e di là. I sindacati che si lamenteranno sui giornali e, infine, le polemiche sull'Asl peggiore di tutto il Piemonte torneranno a prendere vigore come quando c'era Lorenzo Ardissone e Luigi Vercellino. Tant'è. Un sindaco che ha cominciato a prendere le distanze per fortuna c'è. “Siamo preoccupati per i nostri presidi ospedalieri -  commenta oggi il primo cittadino di Ciriè Loredana Devietti che è anche presidente dei sindaci dei presidi ospedalieri dell'AslTo4 -  non vogliamo fare una guerra tra ospedali tirando una coperta troppo corta, in termini di personale medico, da una parte o dall’altra. Con i colleghi sindaci ci siamo confrontati e abbiamo bisogno di essere rassicurati sull’operatività del nostro DEA come sulle prestazioni chirurgiche presso l’ospedale di Chivasso, criticità che si aggiungono ad altre già note che, con l’allentarsi della morsa della pandemia, devono essere riprese e risolte. In questi giorni ci siamo più volte interfacciati con il nuovo Direttore Generale Scarpetta che però è nella nostra Asl da meno di un mese e crediamo che il problema a questo punto debba essere portato anche da noi amministratori al Presidente della Regione Cirio e all’Assessore alla Sanità Icardi affinché supportino la nostra Asl, tra le più variegate e complesse del Piemonte, nei suoi servizi essenziali, in questo momento particolarmente complicato”.

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