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Vaccinazioni Covid, dall’Asl To 4: “L’89 per cento degli operatori è vaccinato”

Vaccinazioni Covid, dall’Asl To 4: “L’89 per cento degli operatori è vaccinato”

vaccinazione

Sono oltre ventimila in tutta la Regione: nomi e cognomi di medici, infermieri, oss e una serie di altre figure che hanno a che fare con il mondo della sanità che non si sottoporranno al vaccino “Covid”.
Come Barbara Squillace di Rondissone, l’infermiera che lavora all’ospedale di Chivasso e che, per tutti come dice lei, non ha paura di metterci la faccia.
Di questi ventimila, almeno duecento sono nella sola Asl To 4. Almeno, perché potrebbero essere molti di più.
Il dato non è preciso ed è stimato sulla base delle percentuali fornite dall’Asl To 4: al 1 giugno 2021, gli operatori sanitari dipendenti vaccinati (compreso OSS) erano circa l’89%, i non vaccinati l’11% (sempre compresso OSS). Ma la percentuale su che numero di persone viene calcolata? Per ora, non è dato saperlo.
La percentuale tiene senz’altro conto dei 4.700 dipendenti dell’azienda, tra medici e infermieri, ma anche di chi è semplicemente convenzionato o lavora per le cooperative all’interno delle strutture dell’Asl.
Siccome l’azienda sanitaria ha delle difficoltà a fornire con la massima trasparenza dati precisi su chi si sottoporrà alla vaccinazione e chi no, auspichiamo che il direttore generale Stefano Scarpetta, che ha recentemente assunto l’incarico del commissario Luigi Vercellino, possa fornire indicazioni più puntuali di quanto non fossero quelle fornite dal suo predecessore.
Dunque, i non vaccinati dell’Asl To 4 possono essere un numero che oscilla tra le 200 e le 300 persone circa.
Persone che, se non cambiano idea all’ultimo momento, rischiano di doversene restare a casa fino alla fine dell’anno: sospesi dai rispettivi ordini di appartenenza e dal lavoro (senza stipendio).
Nella percentuale dei non vaccinati rientrano - spiegano in una nota stampa dall’Asl To 4 -: gli operatori che hanno avuto il Covid e che, secondo le indicazioni dell’AIFA, effettuano una sola dose (ma dopo 3 mesi dalla negativizzazione ed entro i 6 mesi); gli operatori che non possono vaccinarsi per motivi sanitari: per precedenti gravi reazioni allergiche (shock anafilattico); per allergia a qualche componente del vaccino; per patologie che possono predisporre a gravi effetti indesiderati post-vaccinali.
La vaccinazione anti Covid è resa obbligatoria per gli operatori sanitari e per gli operatori di interesse sanitario con il Decreto Legge 1° aprile 2021, n. 44 (convertito dalla Legge 28 maggio 2021, n. 76). Destinatari della vaccinazione anti Covid obbligatoria sono gli operatori sanitari e gli operatori di interesse sanitario che lavorano presso le strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali pubbliche e  private, presso le farmacie e le parafarmacie e presso gli studi professionali”.
Il percorso è il seguente: l’Asl invita gli operatori interessati che non si siano vaccinati a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione (se nel frattempo effettuata) o l’omissione o l’attestazione di prenotazione della vaccinazione o la certificazione medica attestante l’impossibilità di vaccinarsi per motivi sanitari.
Se l’operatore non dispone di alcuna di queste documentazioni, l’ASL lo invita formalmente a presentarsi per la vaccinazione, indicandone modalità e termini.
“In caso di presentazione di documentazione attestante la  richiesta  di  vaccinazione,  l’ASL invita l’interessato a trasmettere immediatamente  e comunque  non   oltre   tre   giorni   dalla   somministrazione la certificazione attestante l’adempimento all’obbligo vaccinale - prosegue la nota dell’Asl To 4 -.
Decorsi i termini per l’attestazione dell’adempimento dell’obbligo vaccinale, l’ASL di residenza ne dà comunicazione scritta all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza.
Ricevuta la comunicazione, il datore di lavoro adibisce il lavoratore, se possibile, a mansioni, anche inferiori, che non implichino rischi di diffusione del contagio.
Quando l’assegnazione a mansioni diverse non sia possibile, si applica la sospensione dal lavoro senza retribuzione fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.
L’ASL TO4 si è già attivata per sensibilizzare i propri dipendenti alla vaccinazione e, nell’ambito delle indicazioni regionali, si sta organizzando per procedere seconde le disposizioni normative vigenti”.
In conclusione, per l’Asl To 4 i dati sarebbero confortanti e in linea con i dati regionali. Ma i dati che arrivano dalla Regione non pare che siano così confortanti. O, perlomeno, dipende dal punto di vista.
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