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ASL TO4. Una lettera firmata da 100 sindaci pro Vercellino. Icardi si sarà messo a ridere o a piangere?

C'è chi dice l'abbiano firmata in 98, chi in 99, chi più di 100 ma non si ricorda più. Ha avuto un vuoto di memoria. Tutti tranne i sindaci di Gassino (Paolo Cugini) e di Nomaglio (Ellade Peller)... Dice qualcun altro.  Fatto sta ed è che in tanti avrebbero messo la propria firma in calce alla lettera preparata dal sindaco di Ivrea Stefano Sertoli e inviata alle caselle di posta di tuti i Comuni dell'Asl To4 per chiedere all'assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi di non trasferire da un'altra parte l'attuale commissario straordinario Luigi Vercellino. Coscienti tutti che nei prossimi giorni l'assessorato approverà una lista di nuovi direttore e per Vercellino si prospetterebbe l'Asl o l'Aso di Alessandria, reclamato con tanto di trombe, flauti e tamburi del segretario regionale della Lega, nonché capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, cioè a uno a cui Vercellino, per come lo abbiamo conosciuto in questi mesi, di dirgli di "no" non se lo sogna neppure la notte. "Gent.mo Assessore Luigi Icardi - scrive Sertoli con le lacrime agli occhi - siamo a renderla partecipe, alla luce delle voci, sempre più insistenti, di un probabile ed imminente avvicendamento ai vertici dell’ASLTO4, del crescente e forte senso di preoccupazione  che aleggia fra gli Amministratori ed all’interno delle varie strutture sanitarie del territorio. Senza voler né poter entrare in decisioni che non ci competono, pur avendo, come ben sa, noi Sindaci, una chiara responsabilità sanitaria nei propri comuni, non possiamo non ribadire come un avvicendamento ai vertici dell’ASL territoriale, se non motivato da ragioni di somma urgenza, verrebbe percepito come un’azione assolutamente intempestiva e ostativa al prosieguo di tutte quelle azioni e quei progetti già in fase di realizzazione, o imminenti o  che stanno per vedere  la luce sul territorio grazie alla stretta collaborazione fra il suo assessorato, le Direzioni sanitarie, l’attuale Commissario con la sua squadra e le varie Amministrazioni. Il tutto, non dimentichiamolo, in costanza di emergenza pandemica. Certi che, nell’ambito delle sue facoltà, avrà modo di tenere in considerazione come ulteriore elemento di valutazione, questo nostro appello, cogliamo l’occasione per trasmettere i migliori saluti e auguri di buon lavoro...". Domanda banale banale. Icardi l'avrà letta? Gliene sarà importato qualcosa? Si sarà messo a ridere o a piangere?  Vabbè, dai, siamo oramai giunti alle battute finali di una comica iniziata la scorsa estate e pian piano trascinatasi fino ai nostri giorni. Dov'è che Sertoli e gli altri cento, uno più o uno meno, abbiano visto o anche solo intravisto tutte le qualità descritte proprio non riusciamo a capirlo. O meglio lo abbiamo capito fin troppo bene e c'è che Vercellino (in epoche passate soprannominato "cervellino" vai a capire perchè) è uno che, incurante della stanchezza, risponde al secondo squillo, massimo al terzo e se non può rispondere quasi sempre richiama. Per il resto nulla di nuovo sotto il sole. Lascerà al successore, come già aveva fatto il suo predecessore Lorenzo Ardissone, un conto consuntivo con un disavanzo di 24 milioni perfettamente allineato al disavanzo di 24 milioni del 2019 e del tutto appollaiato con il disavanzo di 18 milioni del 2018… Solo che lo scorso anno, di fronte a questi disastrosi numeri, la Conferenza dei sindaci s’era astenuta conciò invitando l’ex direttore Luigi Ardissone (che era uno che al telefono non rispondeva mai) a fare le valigie e andarsene via. Stavolta, invece, alla conferenza dell'Asl To4 non c’è stato uno che abbia detto beh. Niente dibattito. Nessuna richiesta di chiarimenti. Quindi tutto chiaro? Figuriamoci… Basti pensare che tra i motivi del “buco” il commissario straordinario Luigi Vercellino ha tirato in ballo i  12 milioni di euro di spese legate al Covid e tutti se la sono bevuta senza neanche chiedergli  l’incidenza dei “denari” risparmiati, quelli sì, grazie al Covid per visite specialistiche, esami e interventi chirurgici rinviati a data da destinarsi e oggi trasformatisi nel più grosso problema di tutta l’Asl To4. Fuori dai denti alcuni sindaci ci avevan confessato che  non se l'erano sentita di fare le pulci ad uno che sta seduto lì dove sta seduto solo dallo scorso mese di settembre. E poco importa – questo lo diciamo noi- se in questi pochi mesi, il commissario ha comunque avuto modo di rinnovare, senza banfare, una serie di convenzioni con decine di operatori privati e non in ultima con la Clinica Eporediese, di proprietà del Policninico di Monza per 17,4 milioni di euro per il 2020,  circa 70 milioni di euro negli ultimi quattro anni “regalati” (tra virgolette) ad un soggetto che agisce in concorrenza con la sanità pubblica, peraltro scegliendo le attività più convenienti  e profittevoli. E poi le manutenzioni “a tavolino”  di pronto intervento di natura edile ed impiantistica da eseguirsi a qualsiasi titolo e in tutti i presidi sanitari, che, per l’intera Asl To4, ammonteranno, stando al bando di gara quinquennale in corso, anche questo made in Vercellino, a circa 14 milioni e 159 mila euro. Ecco, di fronte a un disavanzo di 24 milioni di euro, il cittadino vorrebbe vedere i sindaci pancia a terra per cercare di capire dove risparmiare e soprattutto come, senza toccare un posto letto che sia uno, senza tagliare il personale e soprattutto mantenendo inalterati i servizi. E invece? A Vercellino han fatto che dargli un premio produttività. "Bravo continua così!!!!" e un pacca sulle spalle.  Peraltro, a chirarire che l’attuale commissario straordinario Luigi Vercellino sta governando l’azienda come hanno fatto i suoi predecessori, senza cioè alcun valore aggiunto, basti a tutti un’analisi degli affitti e del patrimonio a disposizione in quel di Ivrea La domanda è banale ma a quanto pare non tanto scontata. Quale azienda privata continuerebbe a pagare qualcosa come 304 mila euro all’anno per occupare una casa d’altri se avesse a disposizione degli immobili di proprietà?  Fiato alle trombe e rullo di tamburi… A guardare l’elenco ufficiale degli immobili, recentemente aggiornato dall’Asl To4, quel che immediatamente salta all’occhio, è il canone di 140 mila euro per l’edificio di via Aldisio a Ivrea (Ex Artigianelli) di proprietà dell’Istituto Canonico Cuniberti, vale a dire del Vescovo della Diocesi di Ivrea. Ameeen! Ed è un Amen non tanto a caso! Il contratto scaduto il 31 dicembre del 2017 è stato rinnovato al ribasso per i prossimi sei anni (prima il canone era di 252 mila euro…) cioè fino al 2023. In via Aldisio trovano ancora spazio il Sert (servizio per le tossicodipendenze), un pezzo di “igiene degli alimenti” (ma non tutta), un ambulatorio per le vaccinazioni, un pezzo di veterinaria (ma non tutta), un pezzo di ufficio tecnico (ma non tutto), un po’ di informatici (ma non tutti), un po’ di ingegneria clinica (ma non tutto) e il centralino. Tutto bene e tante grazie per il ribasso?  Eh no,  non foss’altro che, stando agli accordi a suo tempo sottoscritti con la Regione, quel che c’è qui lo si sarebbe dovuto trasferire nel nuovo poliambulatorio di  via Gingzburg. Non solo non lo si è fatto ma a quanto pare non lo si farà almeno fino al 2029 dato che gli affitti prevedono sempre un rinnovo di sei più sei. Nel frattempo (altro che manutenzioni periodiche e costanti) si è però riusciti a mandare a “ramengo” l’ex Poliambulatorio di corso Costantino Nigra (che invece, toh guarda, è di proprietà dell’Asl To4) dove un tempo operava proprio il Sert spostato in via Aldisio e il centro di riabilitazione visiva. Quel che fa ridere è che l’immobile di via Costantino Nigra tutto sommato non necessiterebbe  di particolari adeguamenti ma quello di via Aldisio sì. Manca infatti un accesso per i disabili, manca un ascensore e delle certificazioni anticendio e sulla sicurezza  non se n’è mai vista traccia. E la chiudiamo qui, con la consapevolezza che solo i sindaci, se lo volessero, ma a quanto pare non lo vogliono, potrebbero obbligare un direttore generale o un semplice commissario per quanto “straordinario” ad un cambio di passo vero. Spulciando una delibera dietro l’altra, chiedendo lumi e pezze giustificative.   Facendo insomma quel che compete loro e che è scritto nero su bianco nel cosiddetto “Atto Unico” aziendale. “Il ruolo dei Sindaci nella programmazione e nella valutazione dei servizi sanitari è garantito dalla normativa – si legge – Il confronto costante con tali figure rappresenta per l’A.S.L. TO4 la modalità ordinaria nei percorsi di programmazione aziendale e distrettuale…” S’aggiunge il grande potere “inutilizzato” della “conferenza” presieduta dal sindaco di Ivrea Stefano Sertoli.  Tra le altre cose, dovrebbe concorrere alla definizione degli indirizzi generali di programmazione socio-sanitaria, esaminare ed esprimere un parere sul bilancio pluriennale di previsione e sul bilancio di esercizio; richiedere alla Regione la revoca del Direttore Generale e esprimere proposte e valutazioni sull’andamento dell’A.S.L. Vabbè, acqua passata e tutti con le orecchie puntate in Assessorato. C'è chi dice che le quotazioni di Carlo Bono, 56 anni, attuale direttore del distretto sanitario di Settimo Torinese, siano crollate e che si starebbe facendo largo un personaggio davvero molto prestigioso e capace di far dimenticare ai sindaci quest'ultimo anno. Vedremo...
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