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22 Marzo 2021 - 16:08
Molti i comuni canavesani che hanno aderito alla raccolta di firme per la proposta di legge contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e al nazismo.
L’Anagrafe antifascista è una comunità virtuale, aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di principi enunciati sulla “Carta di Stazzema”, quali l’affermazione del valore della giustizia e di un giusto processo, della tutela delle minoranze, dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, del rifiuto di ogni schiavitù, tortura, punizione crudele o inumana.
Molti si saranno chiesti e si chiederanno quale sia l’importanza di un’anagrafe antifascista e di una raccolta firme per una proposta di legge nazionale contro il fascismo, in un momento tanto delicato come questo, già intimamente provato da una pandemia-guerra che ci sta letteralmente sopraffacendo. Ebbene, di certo una delle ragioni è proprio la pandemia. Una crisi sanitaria, sociale ed economica talmente devastante da inoculare nella coscienza delle persone il germe di un principio fascista subdolo e ofidico: quello del «vanno tutelate prima le persone che possono essere utili all’economia dello Stato».
Ma c’è di più. Questa ideologia che ancora risuona come un sibilo — e che speriamo di poter fermare prima che diventi una voce pacata e assertiva — solleva un chiaro messaggio fascista: l’utilità di una persona è posta prima della sua dignità e viene, altresì, associata alla forza fisica e alle buone condizioni di salute, nonché alla giovinezza e al beneficio economico che se ne può trarre.
È di questi giorni il messaggio di denuncia che la FISH - Federazione Italiana Superamento dell’Handicap — sta divulgando. Infatti, sebbene il Ministero della Salute abbia riconosciuto che ai soggetti affetti da disabilità fisica, sensoriale, intellettiva, psichica — corrispondenti ai portatori di handicap gravi ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 — sia assegnata la priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici, e dunque anche per quanto riguarda la vaccinazione contro il SARS-CoV-2, quello che sta emergendo è che gli enti locali stanno contraddicendo le stesse indicazioni ministeriali, causando un gran caos e profondi turbamenti fisici ed emotivi nella popolazione a rischio. Oggi, quindi, la Federazione Italiana Superamento Handicap torna a chiedere con forza alle Istituzioni, stavolta locali, chiarimenti sui vaccini.
Che cosa c’entra la questione dei vaccini con la divulgazione di messaggi fascisti?
Certamente l’aver posto le persone più fragili e vulnerabili in secondo piano rispetto ad altre categorie è un forte segnale di discriminazione coadiuvato dalla disordinata campagna vaccinale delle diverse Regioni italiane. Se Lazio ed Emilia Romagna sembrano fare da chaperon, il Piemonte ha appena avviato la fase delle preadesioni.
Si tratta di semplice disorganizzazione? A rendere più oscura la faccenda vi è il surreale episodio in cui un medico canavesano ha affermato, di fronte a una sua paziente affetta da gravissima disabilità, che la gerarchia vaccinale avrebbe dovuto anteporre i lavoratori — operai, dirigenti d’azienda…— agli individui disabili cosiddetti “non utili”.
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